Alice Walton, a chi andrà il patrimonio della donna più ricca al mondo dopo la sua morte

Alice Walton è un'ereditiera sui generis, lontana dal cliché della "riccona" che vive alle spalle del padre. Alla sua morte resterà molto più del semplice denaro

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Nicoletta Fersini

Giornalista, Content Editor, SEO Copywriter

Giornalista ed evocatrice di parole: appassionata di lifestyle, tv e attualità. Inguaribile curiosa, osserva il mondo. Spesso sorseggiando un calice di vino.

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Più che un’ereditiera nel senso tradizionale del termine, Alice Walton è una mecenate contemporanea che ha scelto di non farsi definire da meeting e impegni aziendali. Forte di un patrimonio vertiginoso che tocca i 134 miliardi di dollari, l’unica figlia del fondatore di Walmart ha incentrato la sua opera su arte e salute, temi a lei carissimi. E mentre gli occhi del mondo si interrogano sul futuro della sua eredità, l’unica certezza è che la donna più ricca del pianeta intende lasciare qualcosa di importante per la collettività e le future generazioni.

La regina di Walmart

Non si può dire che Alice Walton non sia nata con la camicia. Quando sei figlia di uno degli uomini più potenti di sempre, di quel Sam Walton che ha fondato l’impero di Walmart, sai di essere una privilegiata. Il denaro non è mai mancato nella vita di Alice e il suo era un destino che sembrava quasi scontato ma, a differenza dei fratelli Rob e Jim, ha scelto di dedicare la propria vita ad altro.

Alice Walton non si è mai occupata della gestione dell’azienda in senso stretto. Dopo la laurea in economia, ha operato come analista finanziaria e fondato la banca d’investimento Llama Company, contribuendo persino allo sviluppo delle infrastrutture aeroportuali dell’Arkansas. In seguito ha abbandonato ogni incarico esecutivo per dedicarsi alle proprie passioni grazie a un capitale che – per dirla in soldoni – si rigenera continuamente, garantendole fondi illimitati a vita.

Il “piano” per l’eredità

La vita privata di Alice Walton è segnata da due matrimoni conclusi con il divorzio. Ma c’è un altro elemento che non passa inosservato, specialmente quando si parla di eredità: non ha mai avuto figli. I curiosi inevitabilmente si chiedono, in assenza di eredi diretti, a chi dovrebbe spettare un patrimonio così immenso e la risposta c’è.

Nessuna dinastia diretta da incoronare, ma una strategia successoria meticolosa e priva di drammi. La risposta al grande dilemma si snoda lungo due binari: la famiglia allargata e le sue grandi cause. Alice ha scelto di coinvolgere attivamente la terza generazione dei Walton, affidando ruoli di rilievo ai nipoti, come ha già fatto con la guida del Crystal Bridges Museum, affidato a Olivia Walton, moglie del nipote Tom.

Arte e salute, i pilastri della sua opera

Se c’è una passione che fa battere il cuore di Alice Walton, senza dubbio è l’arte. Un amore sbocciato sin da bambina, quando con i suoi primi risparmi decise di acquistare una stampa di Picasso. Nel 2011 quel sogno si è trasformato nel Crystal Bridges Museum of American Art, una cattedrale di vetro e legno immersa nei boschi dell’Arkansas firmata da Moshe Safdie.

Anziché rinchiudere i suoi capolavori di Norman Rockwell e Georgia O’Keeffe in caveau inaccessibili, Alice ha deciso di regalarli agli occhi di tutti, garantendo l’ingresso gratuito alla struttura, senza eccezioni. Inoltre, grazie alla fondazione Art Bridges porta le meraviglie americane nei musei più periferici. Una quota consistente della sua eredità è già blindata proprio qui, per fare in modo che la bellezza rimanga un diritto di tutti.

Negli ultimi anni, lo sguardo visionario della Walton si è posato su un altro tema a lei molto caro: la salute e il benessere delle persone. Consapevole del suo privilegio economico, ha donato 250 milioni di dollari per creare la Alice L. Walton School of Medicine, offrendo borse di studio e percorsi gratuiti focalizzati sulla prevenzione. A questo si aggiunge un avveniristico polo medico da 350 milioni di dollari, realizzato con partner d’eccellenza come la Cleveland Clinic e pensato per portare cure oncologiche e cardiologiche all’avanguardia.

Quando il suo cammino si concluderà, i miliardi di Alice Walton non lasceranno spazio a guerre legali o rivalità. E resterà il ricordo di una donna che ha trasformato la propria ricchezza in qualcosa di tangibile e utile per gli altri.