Quando il design si veste di moda gli oggetti di casa che imitano i vestiti

Dalle tende-kimono di Sarah Espeute alla tovaglia-camicia di Gohar World, dai tappeti di calzini di Harry Nuriev agli armadietti-manichino: quando l'arredo si traveste da guardaroba

Foto di Alessandra Vigna

Alessandra Vigna

Esperta in architettura

Ora al Politecnico di Milano per la magistrale in Architettura, porta nei suoi pezzi la curiosità di chi guarda gli spazi non solo per come sono, ma per come potrebbero essere.

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Il confine tra moda e arredamento, negli ultimi anni, è stato ridisegnato. Se spesso gli stilisti hanno tratto ispirazione dal mondo domestico – rubando dettagli da tappeti, paralumi e argenteria per le loro sfilate – oggi assistiamo a una sorprendente micro-tendenza: sono gli oggetti di uso quotidiano a “vestirsi” o a emulare i capi d’abbigliamento, diventando allo stesso tempo pratici e giocosi.

Vista frontale di Coat on a Chair di Wendell Castle: sedia in acero con giacca apparentemente appoggiata allo schienale, tutto in un unico blocco intagliato
Coat on a Chair, 1978: Wendell Castle fonde in un unico blocco di acero la praticità della sedia e l’illusionismo del trompe l’oeil. Una giacca che sembra appoggiata, ma non lo è mai stata. Il pezzo che ha aperto la strada alla tendenza di “vestire” gli oggetti domestici

Si tratta di un’ondata non del tutto inedita nel mondo del design: già nel 1978 lo scultore e designer Wendell Castle ha creato “Coat on a Chair”, un blocco unico di acero intagliato che fonde insieme la praticità della sedia e l’illusionismo trompe l’oeil del cappotto, che sembra a tutti gli effetti una giacca appesa al legno.

Il pezzo, vera e propria imitazione della nostra vita quotidiana, è da collezione: all’asta da Sotheby’s a un prezzo oscillante tra i 50.000 e i 70.000 dollari, non ha mai trovato repliche in una produzione industriale.

Le tende-vestito di Sarah Espeute

Anche i designer contemporanei hanno portato avanti questo trend, realizzando oggetti sempre all’avanguardia ma più accessibili e adatti a un appartamento reale. Tra i protagonisti assoluti spicca la francese Sarah Espeute, dello studio marsigliese Oeuvres Sensibles, con la sua collezione di tende simili a capi d’abbigliamento, presentata per la prima volta alla mostra parigina “A Well-Dressed Apartment”.

Tenda a forma di kimono oversize in lino naturale con patchwork di tessuti a quadretti neri e ocra appesa su fondale di lino bianco con monogrammi
Un kimono oversize in lino con patchwork geometrico pende davanti alla finestra come una tenda. Sarah Espeute porta il guardaroba nel salotto con la stessa naturalezza con cui un cappotto finisce su una sedia, solo che qui è tutto progettato, niente è lasciato al caso.

Davanti alle finestre non pendono più semplici tessuti ma riproduzioni di pantaloni rattoppati, camicie oversize e kimono. L’illusione che si crea, sostiene la designer, “ti permette di evadere e raccontare una storia con un tocco di umorismo, in un contesto diverso”.

Tenda a forma di pantaloni a zampa in lino e iuta con quadretti ocra appesa con clip a barra metallica su fondale di lino bianco con monogrammi
Davanti alla finestra non scende un tessuto neutro, ma un paio di pantaloni a zampa in lino e iuta: Sarah Espeute dello studio Oeuvres Sensibles trasforma le tende in capi d’abbigliamento sospesi. “Ti permette di evadere e raccontare una storia con un tocco di umorismo”, dice la designer francese

La tovaglia-camicia di Gohar World

Mise en place con la Shirt Tablecloth di Gohar World in cotone a righe blu con colletto inamidato bianco, piatto con coppetta in argento e accessori da tavola
La Shirt Tablecloth di Gohar World, cotone egiziano a righe, colletto inamidato e abbottonatura centrale modulare, trasforma la tavola in qualcosa di vivo. “Non si tratta di creare una composizione, che per me è come una natura morta”, dice Laila Gohar. E si vede

L’idea di “vestire” la casa coinvolge anche la mise en place, grazie a Gohar World, il marchio newyorkese delle sorelle Laila e Nadia Gohar. La loro iconica Shirt Tablecloth, realizzata in cotone egiziano a righe con tanto di colletto inamidato, nasce dalla volontà di creare dinamicità: è composta da moduli personalizzabili e combinabili attraverso la loro abbottonatura centrale, che permette di adattarsi a tavoli di diverse dimensioni.

“Non si tratta tanto di creare una ‘composizione da tavola’, che per me” dice Laila Gohar “è come una natura morta, quanto piuttosto di creare qualcosa di vivo”.

I tappeti di calzini di Harry Nuriev

Installazione di Harry Nuriev con tappeto di calzini colorati cuciti sul parquet, divano modulare blu elettrico e soffitto con elemento rosa fluorescente in ambiente con pareti in intonaco grezzo
Decine di calzini cuciti insieme e fissati su base di cotone: il tappeto di Harry Nuriev per Crosby Studios è riciclo creativo portato all’estremo

Per realizzare oggetti di design non ci si limita a imitare le forme della moda: si possono utilizzare direttamente indumenti e vestiti, o i loro scarti. Con il suo Crosby Studios, l’artista e designer parigino Harry Nuriev porta avanti da anni la filosofia del riciclo creativo, donando nuova vita a capi d’abbigliamento.

Dopo aver realizzato un divano con scarti di Balenciaga, una poltrona con scarpe da ginnastica Nike e un copriletto composto da boxer, concepisce tappeti realizzati con decine di calze e calzini – disposti a piacimento, o anche con altri indumenti a cui i clienti sono affezionati, su richiesta – cuciti insieme e fissati a una base di cotone.

Gli armadietti-manichino di Sam Stewart

Armadietto-manichino di Sam Stewart con parte superiore a camicia rigata verde in compensato e parte inferiore a pantaloni in legno naturale con bottoni in resina
Un manichino che è anche un guardaroba: Sam Stewart realizza in compensato armadietti ispirati alle sculture folk-pop di Leonid Sokov. Le maniglie delle ante sono bottoni in resina pigmentata a forma di biscotti svedesi

Gli armadietti “stilosi” ideati da Sam Stewart, artista statunitense, sono manichini che indossano camicie e pantaloni, come se potessero prendere vita da un momento all’altro. Questi mobili, realizzati in compensato e ispirati dalle sculture in legno del creativo russo di impronta folk-pop Leonid Sokov, sono pensati fino ai minimi dettagli: le maniglie delle ante, fatte in resina pigmentata, prendono la forma di biscotti svedesi per rappresentare i “bottoni” dei vestiti. Uniscono la funzionalità del guardaroba con l’eccentricità e l’ironia del design.