L’animale dell’anno è un adorabile cane in grado di trovare parassiti marini

Sgiath è una labrador nera premiata da IFAW per la sua straordinaria abilità di fiutare l'acqua di mare. E trovare tutto quello che non va

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Martina Dessì

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Quando la marea si ritira dalle spiagge delle Highlands scozzesi, tra alghe lucide e pontili rimasti all’asciutto, spunta una coda nera che si agita senza sosta. Appartiene a Sgiath (si pronuncia più o meno “Schìa”), labrador nera di sei anni e inseparabile collega dell’ecologa marina Texa Sim. Il 15 ottobre, a Londra, l’IFAW, il Fondo internazionale per il benessere degli animali, l’ha proclamata animale dell’anno durante la 26ª edizione degli Animal Action Awards. In gaelico il suo nome significa “scudo”, e a vederla all’opera si capisce che le calza a pennello: grazie al suo fiuto, centinaia di colonie di un ospite indesiderato delle coste britanniche sono venute allo scoperto.

Ascidia a tappeto, il cane da fiuto che smaschera il “vomito di mare”

L’intruso si chiama Didemnum vexillum, e il soprannome con cui è conosciuto rende bene l’idea poiché è noto come vomito di mare. L’ascidia a tappeto, probabilmente originaria del Giappone, è sbarcata sulle coste britanniche nel 2008 e da allora continua a guadagnare terreno. Si allarga come una pellicola gelatinosa, dal crema all’arancio, su rocce, gabbie per ostriche e scafi.

Per l’ecosistema è una specie invasiva temibile, che sottrae nutrienti alla fauna locale, ricopre e soffoca gli organismi che trova sotto, intasa gli impianti di acquacoltura e si aggrappa perfino alle eliche delle barche. Tenerla a bada costa milioni ogni anno in tutta Europa, e con le acque sempre più calde l’estate diventa la sua stagione preferita per moltiplicarsi.

Il guaio è che a occhio nudo si mimetizza alla perfezione. Ma qui entra in gioco Sgiath. Con la bassa marea infila il muso sotto le alghe, perlustra la riva e, appena sente l’odore giusto, si immobilizza fissando il punto. Gli addestratori la chiamano “indicazione passiva”. Texa giura che non ha mai fatto cilecca.

Da cane da soccorso in montagna a eroina della conservazione marina

Texa vive nei dintorni di Glencoe e ha accolto Sgiath quando era ancora una palla di pelo. All’inizio l’ha preparata come cane da soccorso in montagna. Tra le vette, quando ritrova un escursionista disperso, il suo compito è farsi sentire a suon di abbaiate e balzi.

Vedendola imparare così in fretta, Texa ha cominciato a fantasticare. I cani da fiuto aiutano da tempo la ricerca sulla terraferma, seguendo specie in pericolo o scovando prove di reati ambientali. E se quel naso potesse servire anche al mare? Era una strada ancora tutta da tracciare. Sono servite ore e ore di allenamento e tanta pazienza, da entrambe le parti. L’esperimento è andato oltre ogni speranza, e oggi Sgiath è considerata dall’IFAW il primo cane al mondo addestrato a riconoscere l’ascidia. E lo stesso cane che in montagna fa festa a gran voce, in spiaggia ha imparato a restare in silenzio.

Finito il turno, Sgiath torna la cagnolona di casa e si acciambella nella sua copertina accanto a Uisge, il labrador di tre anni della famiglia, il cui nome in gaelico vuol dire “acqua”. Coincidenza perfetta, visto che Uisge sta già imparando a riconoscere l’odore dell’ascidia. Per entrambi la ricompensa arriva sotto forma di bocconcini e partite col gioco preferito. Il biologo marino Martyn Kurr, dell’Università di Bangor, guarda con entusiasmo ai prossimi progetti con i cani da lavoro. Noi intanto ci godiamo questa storia: una labrador, una scienziata e un pezzo di mare un po’ più al sicuro.