Non si può vivere per lavorare: la famiglia dello Yorkshire si trasferisce su un’isola deserta lontana da tutto

Decidere di lasciare tutto per riprendere in mano la propria vita: è questa la storia di Katy Phenix e Josh Moore, che hanno deciso di vivere lontani da ogni frenesia

Foto di Martina Dessì

Martina Dessì

Lifestyle Specialist

Content editor di tv, musica e spettacolo. Appassionata di televisione da sempre, designer di gioielli a tempo perso: ama i particolari, le storie e tutto quello che brilla.

3 min di lettura

La sveglia suona quando fuori è ancora buio, poi i turni da dodici ore, le cene consumate di corsa e due figli salutati sulla soglia di casa. Per anni la quotidianità di Katy Phenix, 33 anni, e del compagno Josh Moore, 35, ha avuto questo ritmo sfiancante. Da un lato lei impegnata nei servizi per l’infanzia e dall’altro, lui elettricista, sempre a incrociarsi di sfuggita. Poi, a marzo del 2026, uno scroll distratto su Instagram li ha portati su un annuncio che cercava nuovi abitanti per Fair Isle, uno scoglio verde in mezzo al Mare del Nord. Katy si è candidata d’istinto, senza averci mai messo piede.

A luglio la famiglia ha venduto la villetta di Redcar, nel North Yorkshire, e ha affrontato un trasloco da circa 8000 sterline con tre cani e quattro gatti al seguito. Oggi vive in affitto in una casa con cinque stanze da letto, 17 acri di terra e cinque edifici rustici. Il canone, racconta Katy, è una frazione del vecchio mutuo inglese.

Fair Isle, l’isola sperduta in Scozia dove si entra solo se qualcuno parte

Fair Isle è un lembo di terra lungo appena cinque chilometri, a metà strada tra le Orcadi e le Shetland, circa 39 chilometri più a sud della loro costa principale. Qui vivono una cinquantina di persone e una quantità sterminata di uccelli, che durante le migrazioni richiamano appassionati da mezzo mondo. Il nome dell’isola gira il pianeta grazie ai celebri maglioni Fair Isle a motivi geometrici, e nella sua storia si conta persino un naufragio dell’Invincibile Armada spagnola, nel 1588.

Dal 1954 l’isola appartiene al National Trust for Scotland, che regola gli arrivi con rigore, poiché le case sono poche e una famiglia entra soltanto quando un’altra se ne va. Alla selezione partecipano anche gli isolani, che cercano persone che sappiano allevare, curare la terra, riparare, navigare. Josh è diventato in fretta il tuttofare della comunità. Ora è impegnato ad aggiustare lavatrici e ha rifatto da sé l’impianto idraulico di casa.

Cambiare vita con i figli: com’è davvero la quotidianità a Fair Isle

Cambiare vita con i figli è la paura più grande di tanti genitori. Hetty, 6 anni, e Teddy, 11, l’hanno spazzata via in fretta. Sull’isola vivono sette bambini e due di loro avevano proprio la loro età. Teddy raduna le 30 pecore e il montone con un bastone da pastore, visto che in famiglia manca un cane da lavoro, mentre Hetty passa ore con gli animali. Il gregge è arrivato dagli inquilini precedenti, Deryk e Hollie, insieme a un’agenda con il calendario dei lavori agricoli dell’anno.

La logistica richiede pazienza. C’è un negozio aperto quattro giorni a settimana, un ufficio postale, un’infermiera e, d’estate, un pub dentro l’osservatorio ornitologico. Un pacco ordinato online impiega fino a tre settimane, meteo permettendo, mentre per una cena indiana servono sette ore tra taxi, traversata e forno di casa. Ai bambini manca soltanto un hamburger da McDonald’s.

Una volta, Teddy, senza alcuna malizia, le fece notare che durante le vacanze scolastiche diventava una mamma più dolce. Oggi lavora circa quattro ore al giorno, frequenta yoga e pilates, ha un gruppo di amiche e un calendario pieno di feste in maschera e sagre del raccolto. Josh, introverso da sempre, si è aperto come mai prima. Quel work-life balance inseguito per anni, alla fine, li aspettava su un’isola battuta dal vento.