Orfana a 4 mesi, oggi l’orsa Nina si prepara al suo secondo inverno. Libera

Era stata trovata a maggio 2025 lungo una statale del Molise, senza la madre. Dopo mesi di cure lontano dagli umani e il rilascio a dicembre, ha superato la sua prima estate in natura. E ora si prepara al letargo.

Foto di Francesca Secci

Francesca Secci

Giornalista, esperta di lifestyle

Sarda, ma anche molto umbra. Giornalista pubblicista, sogno di una vita, scrive soprattutto di argomenti di attualità, lifestyle e cura della casa.

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Nina è in buona salute, ha passato la prima estate in alta quota e adesso pensa soprattutto a mangiare, in vista del secondo inverno. Lo racconta il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise in un post su Facebook, a poco più di 10 mesi dal rilascio dell’orsa marsicana.

La scorsa estate, terribilmente calda, è andata tutto sommato bene: Nina se l’è cavata da sola. Ha anche deciso di cambiare zona del tutto, trasferendosi in un’area diversa: a seguirla da lontano sono stati i Guardiaparco sul territorio e il Servizio scientifico tramite il radiocollare. Adesso si sta spostando in zone più alte e potrebbe già stare cercando dove passare il letargo. Il Parco non nasconde la soddisfazione: era un passaggio tutt’altro che scontato per un’orsa rimasta orfana così giovane.

Trovata da sola vicino a Pizzone

Tutto comincia il 9 maggio 2025, con un cucciolo avvistato da solo vicino alla statale 158, alle porte di Pizzone, in provincia di Isernia, sul versante molisano del Parco. È una femmina di orso marsicano, ha circa quattro mesi e pesa appena tre chili. Gli orsi marsicani, in tutto, sono tra 50 e 60. I Guardiaparco aspettano che torni la mamma. Non torna, e la cucciola viene portata al centro del Parco a Pescasseroli, con l’annuncio che si proverà a rimetterla in natura. Detto così sembra facile.

Il nome l’hanno proposto gli studenti di una scuola di San Felice a Cancello, l’Istituto comprensivo “Gesuè”, in provincia di Caserta, che avevano partecipato a un concorso legato alla seconda giornata dedicata all’Orsa Amarena. Il Parco ha accolto la proposta.

Un orso da non coccolare

Davanti a un cucciolo d’orso, a chi non verrebbe voglia di coccolarlo? Il protocollo diceva il contrario. Era lo stesso messo a punto nel 2015 per l’orsetta Morena, rifinito con il supporto di esperti europei e nordamericani, e prevedeva il minimo contatto umano possibile, perché Nina non si abituasse alle persone. Mangiava dalla ciotola, giocava con un tubo forato per allenarsi a cercare il cibo e intanto cresceva: da 7,4 chili a metà giugno a 38 a dicembre.

Il lieto fine, aveva avvertito il Parco già nei primi giorni, era solo una delle possibilità. Il precedente è Morena: liberata dopo mesi di cure, nell’estate del 2016 è stata ritrovata morta a Scanno, e il Parco ha escluso che fosse stata uccisa.

Il primo inverno in libertà

A dicembre il Parco ha deciso che era il momento, e la scelta della stagione non era casuale: il letargo avrebbe fatto da reset naturale nelle prime settimane. I tecnici avevano già ridotto l’alimentazione e Nina passava sempre più tempo in tana. Con il peso ritenuto adeguato per l’inverno, la liberazione è avvenuta con la massima riservatezza, nel cuore del Parco e con un radiocollare GSM.

A Natale il maltempo e le prime nevicate l’hanno spinta in una zona più impervia, tra affioramenti rocciosi e cavità naturali. Ai primi di marzo i Guardiaparco hanno trovato le sue orme nella neve: Nina era uscita dalla tana per una breve perlustrazione ed era rientrata. Ad agosto un video del Parco la mostrava mentre sollevava i sassi in cerca di larve, insetti e formiche.

Ora Nina si prepara al suo secondo inverno in libertà. E il Parco si augura una cosa sola: poterla raccontare sempre meno, perché vorrà dire che sta imparando a vivere semplicemente da orsa.