Bianca Pitzorno, la scrittrice che ci ha insegnato a essere bambine ribelli

Irriverenti, audaci e astute: le protagoniste dei romanzi di Bianca ci hanno insegnato ad essere donne libere

Avventurose, audaci e ribelli, queste le protagoniste di Bianca Pitzorno, la scrittrice che sin da bambine ci ha insegnato a essere coraggiose e libere. I suoi bellissimo libri hanno accompagnato e accompagneranno generazioni di bambine, con le sue indimenticabili protagoniste.

Nata a Sassari nel 1942, sin da piccola Bianca mostra una particolare vocazione letteraria. Si diletta a scrivere racconti e poesie, ispirata dalle tante letture che le facevano compagnia durante i pomeriggi dopo la scuola. Era una lettrice avida, curiosa ma anche incompresa. Non andava molto d’accordo con i suoi professori, che la consideravano testarda perché, nonostante la sua giovane età, la piccola Bianca aveva già le idee chiare su molte cose e non aveva paura ad esporsi.

La Pitzorno già da bambina sognava di diventare una pittrice. Che l’arte in qualche modo avesse sempre fatto parte della sua vita questo era chiaro, per questo non ci volle molto prima che il suo strumento per parlare al mondo diventasse la scrittura.

Bianca scrive tantissimo, lo fa per la televisione diventando autrice di programmi noti ai più piccoli (come Il Dirodorlando, L’Albero Azzurro, Sapere e Tuttolibri). Poi si dedica ai suoi romanzi: La bambina col falcone, Extraterrestre alla pari, La Principessa Laurentina.

Utilizza la sua penna per trasportare con l’immaginazione in un mondo fantastico, senza limiti. È riuscita a trasformare la letteratura in uno spazio ideale di evasione, dove ad accompagnare il lettore sono proprio le protagoniste: eroine moderne, audaci e avventurose.

Bambine ribelli ed emancipate che non avevano paura di inseguire i propri sogni. I personaggi nati dalla penna di Bianca non sono principesse che attendono il principe azzurro. Sono piuttosto delle guerriere che a modo loro si oppongono alle ingiustizie e ai condizionamenti.

La Pitzorno sa bene che i bambini possono comprendere anche temi più delicati, così racconta la povertà e le discriminazioni attraverso queste piccole eroine che combattono con astuzia e tenacia. Ogni suo lavoro veicola un messaggio morale più o meno implicito, complice di tutto questo la sua storia personale.

Perché lei si è sentita per davvero una paladina della giustizia, è appartenuta alla generazione della rivoluzione del ’68, era convinta di poter cambiare il mondo, così l’idea di combattere sempre per i propri ideali l’ha trasmessa alle protagoniste dei suoi romanzi.

Fonte: DiLei

Come Prisca di Ascolta il mio cuore, in cui Bianca ha messo un po’ di se stessa e della sua storia. Così come Giulia e Oliva in Sulle tracce del tesoro scomparso, che grazie alla loro curiosità trasformano quella che doveva essere una vacanza dalla loro nonna in un’avventura. E come dimenticare Lavinia de L’incredibile storia di Lavinia, la piccola fiammiferaia di Milano che si vendica delle prepotenze subite dalle persone adulte.

Le bambine di Bianca sono intraprendenti, giuste, ribelli ma sempre intelligenti. Sono in lotta con il mondo degli adulti perché loro spesso sono dei tiranni, che non ascoltano i più piccoli e impongono le loro scelte. Nelle storie di Bianca anche le questioni di genere sono affrontante in maniera innovativa. Extraterrestre alla pari, pubblicato per la prima volta nel 1979, racconta infatti la storia di un extraterrestre proveniente da Deneb, un luogo in cui i giovani non conoscono il loro sesso e quindi crescono in maniera neutra.

Ed è così che attraverso la sua scrittura Bianca Pitzorno ci ha invitato, sin da bambine, ad essere curiose, non avere limiti e a ribellarci quando qualcosa non ci piace perché ingiusto. Per essere un domani donne libere, sempre.

Bianca Pitzorno

Bianca Pitzorno – Fonte Ansa

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