Giornata Mondiale senza Tabacco: allarme sigaretta tra giovani e giovanissimi

Il fumo resta un’emergenza sociale che, solo in Italia, causa tra 70.000 e 83.000 decessi l'anno. Le ragazze iniziano a fumare prima e consumano più sigarette dei coetanei maschi

Il tabacco provoca complessivamente circa 6 milioni di morti l’anno nel mondo. In Italia i decessi riconducibili al fumo sono tra 70.000 e 83.000, come ricorda l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel rapporto The economics of tobacco and tobacco control pubblicato lo scorso gennaio. Nel nostro Paese ci sono 10,3 milioni di fumatori (6,2 mln uomini e 4,1 mln donne). Nel solo 2016 ci sono state circa 41.000 nuove diagnosi di tumore al polmone, il 30% delle quali tra le donne che registrano una preoccupante crescita rispetto agli anni precedenti con un +2,6%. Il tumore al polmone è la prima causa di morte per cancro in Italia con oltre 33.000 decessi nell’arco di dodici mesi.

Questo il quadro poco rassicurante su danni provocati dal fumo. In occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco (31 maggio), l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) traccia il quadro dell’emergenza sul fumo in Italia e parallelamente presenta i progressi raggiunti dalla ricerca per la cura del tumore al polmone, patologia che per l’85-90% dei casi ha proprio nel fumo l’unico fattore di rischio.

Particolarmente allarmante è l’aumento dei fumatori tra i giovani e i giovanissimi. Secondo gli ultimi dati Istat, nel nostro Paese tra gli uomini fumano di più i giovani adulti tra i 25 e i 34 anni, con una percentuale del 26,4%; tra le donne, invece, consumano più tabacco le giovani tra i 20 e i 24 anni, con una percentuale del 20,5%. Ma la sigaretta è un fenomeno molto diffuso anche tra gli studenti delle scuole superiori: il 23,4% degli studenti intervistati fuma (erano il 20,7% nel 2010) e il 7,6% lo fa ogni giorno.

Giornata Mondiale senza Tabacco: allarme sigaretta tra giovani e ...