Fumo di terza mano, cos’è e quanto è dannoso per i bambini

Il fumo di terza mano è pericoloso esattamente come quello passivo, ecco cos’è e perché è dannoso per la salute, soprattutto per quella dei bambini.

Per fumo di terza mano si intende le sostanze prodotte dal fumo di sigarette che rimangono nell’ambiente, su pareti, mobili, vestiti e altri oggetti della casa. Studi recenti ne hanno messo in evidenza la pericolosità per la salute di grandi e piccoli.

Gli studiosi statunitensi del Lawrence Berkeley National Laboratory, hanno scoperto che i residui del fumo restano in una stanza per molto tempo e che causano danni a livello di DNA. Restare esposti a questo nemico invisibile agisce geneticamente sulle cellule umane. Le nitrosammine, dei composti chimici del tabacco, hanno un potente effetto cancerogeno. La ricerca, apparsa sulla rivista Mutagenesis, non lascia dubbi: il fumo di terza mano può causare la rottura dei filamenti del Dna e causare danni ossidativi genetici, che possono comportare delle mutazioni nei geni.

Uno studio condotto dall’Università della California (UC) e pubblicato su PLoS One, ha poi dimostrato che il fumo di terza mano può provocare iperattività, oltre a danni a polmoni, fegato, difficoltà di guarigione delle ferite, asma e diabete di tipo 2.

Ecco così che non solo il fumo danneggia la salute dei fumatori, ma attraverso il fumo passivo e quello di terza mano, mette a rischio anche quella delle persone che stanno vicino e vivono con il fumatore. A farne le spese sono in particolare i bambini, che si trovano ad essere esposti di continuo a sostanze cancerogene e tossiche che nei piccoli possono portare allo sviluppo di disturbi neurologici e non solo, che si possono manifestare a breve, ma anche a lungo termine, addirittura in età adulta. I bimbi sono particolarmente a rischio perché le vie respiratorie non sono ancora ben sviluppate, le difese immunitarie sono meno forti e tendono a mettere ogni cosa in bocca, oggetti contaminati dai residui tossici del fumo presenti sugli oggetti.

Non c’è da stupirsi se in base ai raccolti durante l’indagine, i bambini che hanno anche solo un genitore che fuma in casa, fanno il 40% in più di assenze a scuola rispetto ai figli dei non fumatori, a prova di come ci siano degli immediati effetti sulla salute dei piccoli.

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