Chi era Sabine Schmitz, regina delle piste morta a 51 anni

Una grande perdita nel mondo dell'automobilismo: si è spenta all'età di 51 anni Sabine Schmitz dopo una battaglia contro il cancro

Una grande perdita nel mondo dell’automobilismo: si è spenta all’età di 51 anni Sabine Schmitz. La pilota ha perso la sua battaglia contro il cancro dopo tre anni di cure, e ha lasciato un vuoto incolmabile nei cuori dei suoi familiari. La donna aveva rivelato solo lo scorso luglio di essere affetta da un tumore dal 2017.

A confermare la notizia i profili social del circuito del Nurburgring: “Il Nurburgring ha perso il suo pilota femminile più famoso. Sabine Schmitz è morta troppo presto dopo una lunga malattia. Ci mancherà lei e la sua natura allegra”.

La donna, soprannominata la “Regina del Nurburgring”, era nota al grande pubblico per aver partecipato alla trasmissione della BBC Top Gear prima nel 2004 come ospite e poi come co-conduttrice dopo l’uscita del trio capitanato da Jeremy Clarkson, di cui era una cara amica.

La scuderia che la Schmitz ha fondato con il marito Klaus Abbelen e compagno anche nel lavoro, ha annunciato la sua morte descrivendo la sua come una “coraggiosa lotta contro il cancro”.

Classe 1969, Sabine è cresciuta nella città di Nurburg, nella Germania occidentale, che dà il nome a quella pista che l’ha vista trionfare e battere diversi record. Fu proprio nella pista del Nurburgring che iniziò a gareggiare ad appena 15 anni.

Dopo gli impieghi come direttrice d’albergo e sommelier, la Schmitz decise di seguire la sua grande passione e diventare un’automobilista professionista a 24 anni. Fu la prima donna (e ad oggi l’unica) a vincere la 24 Ore del Nurburgring nel 1996, e poi di nuovo nel 1997. L’anno successivo ha conquistato anche la vittoria nelle gare di resistenza nel campionato VLN.

Da grande appassionata di motori, la Schmitz ha corso su vetture della Porsche insieme al futuro marito, Klaus Abbelen, con cui è convolato a nozze nel 2007. Con lui Sabine ha dato corpo e sostanza a uno dei suoi progetti, fondando la Frikadelli Racing, la loro scuderia.

Nel 2017 ha scoperto di avere un tumore raro: si sottopose a diversi interventi chirurgici e terapie, ma il cancro è tornato due anni dopo, più forte di prima. Nel 2020 è stata costretta a fermarsi ancora e non poter gareggiare: “Il cancro mi perseguita, non appena è andato via, è tornato. Ora sto cercando di trovare una soluzione. Ma è difficile. Ora devo tirare fuori tutte le mie forze e fermarmi per avere la forza necessaria ad affrontare le prossime terapie. Nella speranza che qualcosa funzioni”, aveva scritto su Facebook.

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