Sabatini, Caironi e Contrafatto: un podio storico che sa di rivalsa

Tripla vittoria per le Azzurre alle Paralimpiadi: è il momento della rivalsa con Sabatini, Caironi e Contrafatto

Non una sola medaglia, bensì tre: è una vittoria storica, quella che l’Italia porta a casa nei 100 metri alle Paralimpiadi di Tokyo. L’intero podio è nelle mani delle Azzurre, grazie alla prestazione splendida di Ambra Sabatini, Martina Caironi e Monica Contrafatto. Insieme, fanno la storia dell’atletica e si prendono la loro rivalsa, regalandoci un’emozione unica.

Più forti di ogni avversità, più veloci del vento: Ambra, Martina e Monica non si sono mai lasciate andare davanti alle difficoltà che la vita ha posto loro davanti – e sì che lo ha fatto! Sempre a testa alta, si sono rialzate e hanno ripreso a correre, senza voltarsi indietro. E ora, da campionesse del mondo, guardano al futuro con un sorriso bellissimo sui loro volti, appesantite da quella medaglia che tanto avevano sognato.

L’aveva sognata Martina Caironi, che ha perduto una gamba a causa di uno scontro in moto quando non aveva ancora compiuto i suoi 18 anni, e che si è reinventata atleta ispirandosi alle storie di tanti che ce l’hanno fatta proprio grazie alle protesi. L’aveva sognata Ambra Sabatini, che nello stringere il suo oro ha ammesso di aver tratto forza dalla Caironi, perché proprio come lei aveva perso una gamba per un terribile incidente. E l’aveva sognata anche Monica Contrafatto, prima donna soldato dell’esercito italiano ad essere decorata: è in Afghanistan, durante una missione, che ha perso la gamba, e oggi proprio all’Afghanistan ha deciso di dedicare la sua vittoria.

Ambra, Martina, Monica: tre donne, tre campionesse, tre storie difficili fatte di sconfitte e di successi, un unico podio storico. Ma anche un unico simbolo, quello del coraggio di reagire quando gli ostacoli sul nostro cammino sembrano insormontabili. Non importa quante volte ci si trovi a terra, ma solo quante volte si riesca a partire di nuovo, senza rinunciare mai ai propri sogni.

Tutte loro hanno combattuto la propria battaglia e i momenti bui che inevitabilmente hanno incontrato lungo il cammino, consapevoli di potercela fare. Si sono ispirate a grandi campioni come Bebe Vio e Alex Zanardi, che con la loro disabilità hanno saputo non solo imparare a convivere, ma anche ad andare oltre i propri limiti. E adesso sono loro ad essere d’ispirazione a tutti noi, splendidi esempi di un coraggio e di una grinta che non dobbiamo mai perdere.

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Sabatini, Caironi e Contrafatto: un podio storico che sa di rivalsa