Chi è Elisabetta Sgarbi, la sorella di Vittorio Sgarbi

Editrice e regista, Elisabetta è la sorella di Vittorio Sgarbi, amante dell'arte come lui

Elisabetta Sgarbi è la sorella di Vittorio Sgarbi, noto critico d’arte e personaggio televisivo. Classe 1965, è una famosa editrice e regista, frutto dell’amore fra Giuseppe Sgarbi e Rina Cavallini. Laureata in farmacia, in seguito Elisabetta ha deciso di seguire la sua passione per la cultura, rendendola un lavoro. Ha curato la rivista Panta, fondata da Pier Vittorio Tondelli, mentre nel 2000 ha creato La Milanesiana, una rassegna culturale che cura ancora oggi.

Sino al 2015 è stata direttrice editoriale di Bompiani, pubblicando alcuni fra gli autori più famosi al livello internazionale da Umberto Eco ad Andrea De Carlo, passando per Sandro Veronesi, Paulo Coelho, J. R. Tolkien, Amos Oz e molti altri. Dopo l’addio alla Bompiani ha fondato una propria casa editrice, La nave di Teseo. Accanto al lavoro come editore, Elisabetta Sgarbi ha affiancato il suo impegno come regista. Nel 2016 ha presentato un documentario intitolato La lingua dei furfanti – Romanino in Valle Camonica.

Nel 2020 alla Mostra del Cinema di Venezia ha svelato il documentario Extraliscio – Punk da balera, che racconta la storia della band romagnola Extraliscio. Elisabetta non si è fermata qui e dopo questo progetto ha creato la Betty Wrong Edizioni Musicali con cui ha prodotto Bianca Luce Nera, brano di Extraliscio (con Davide Toffolo) presentato a Sanremo 2021.

Riservata e attenta a proteggere la propria privacy, Elisabetta Sgarbi non ha mai parlato pubblicamente della propria vita privata. Ha sempre avuto un legame speciale con i genitori e con il fratello Vittorio. A unirli la passione per l’arte e per la poesia. “Ho avuto in famiglia una madre con una tale personalità che era oltre qualsiasi categoria di femminismo – ha raccontato all’Huffington Post -. Governava lei e basta. Cerco di non rivendicare mai nulla, ma di ottenere quello che penso sia giusto ottenere”.

Libera, forte e indipendente, si racconta così: “Ero costretta a studiare farmacia mentre amavo le lettere. Ma ho sempre avuto un senso del sacrificio. Avevo intrapreso quel corso di studio e dovevo portarlo a termine nel migliore dei modi. Poi, a posteriori, laurearmi e specializzarmi in farmacia penso sia stata una cosa importante. L’editoria è anche un fatto di ordine e programmazione e classificazione”.

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