Addio alla regista Lina Wertmüller: capolavori e vita privata

È morta Lina Wertmüller, storica protagonista del cinema italiano: le tappe fondamentali della sua carriera

Si è spenta oggi, 9 dicembre, la grande regista del cinema italiano Lina Wertmüller. Aveva 93 anni e ha dedicato una vita al cinema e al teatro. Donna d’arte e di cultura, è stata candidata all’Oscar come migliore regista.

Lina Wertmüller: prima donna a essere candidata all’Oscar come migliore regista

Ci lascia oggi, Lina Wertmüller, una delle più grandi registe del cinema italiano nonché la prima donna ad essere stata candidata all’Oscar come migliore regista per il film Pasqualino Settebellezze. La notizia arriva da uno dei suoi più cari amici, tramite social. Si sarebbe spenta nel corso della notte, a Roma, dove si trovava attualmente.

Nata il 14 agosto 1928, Lina Wertmuller ha trascorso gran parte della sua vita a Roma, dove proseguirà gli studi. Grazie ad una conoscenza fondamentale, Flora Carabella, una sua compagna di corso, Lina Wertmüller sarà introdotta nel mondo dello spettacolo da Marcello Mastroianni, pilastro del cinema italiano.

A soli 17 è rimasta completamente affascinata dallo spettacolo e dall’intrattenimento, tanto che inizierà la sua carriera come animatrice e regista degli spettacoli di burattini.

Le tappe fondamentali della carriera di Lina Wertmüller dal 1963 agli anni ’70

Come prima tappa fondamentale della sua carriera, Lina Wertmüller è stata assistente del film d’esordio di Virna Lisi, E Napoli canta e l’anno successivo Federico Fellini la recluterà come attrice per La dolce vita e 8 e mezzo. Il suo primo grande successo è arrivato nel 1963 in cui ha debuttato, per la prima volta al cinema, con il film I Basilischi ispirato al paese d’origine di suo padre: Palazzo San Gervaso, in Basilicata.

Nel 1965, la regista si legherà sentimentalmente al pittore e affermato scenografo teatrale Enrico Job, con il quale passerà insieme ben 44 anni della sua vita. I due hanno adotato una bambina Maria Zulima.

Negli anni ’70, Lina Wertmüller ha iniziato un sodalizio artistico con l’attore Giancarlo Giannini, con il quale ha collaborato in numerosi film. In particolare, nel 1977 il film Pasqualino Settebellezze ha ricevuto il premio Oscar come migliore sceneggiatura, migliore regia, migliore film straniero. Inoltre Giancarlo Giannini ha ricevuto il premio come miglior attore protagonista.

Una donna dietro la macchina da presa: Lina Wertmüller esempio per tutte le registe

Agli inizi della carriera di Lina Wertmüller, si può dire con certezza che il ruolo del regista fosse appannaggio esclusivo degli uomini. Per questo motivo l’ingresso in scena della regista fu tanto rivoluzionario quanto esemplare per tutte quelle donne che avevano intenzione di intraprendere la stessa carriera.

Molti uomini e colleghi, al tempo, erano soliti chiederle se avesse avuto qualche difficoltà dietro la macchina da presa, tuttavia Lina Wertmüller rispondeva così: “Me ne sono infischiata. Sono andata dritta per la mia strada, scegliendo sempre di fare quello che mi piaceva. Ho avuto un carattere forte, fin da piccola. Sono stata addirittura cacciata da undici scuole. Sul set comandavo io. Devi importi. Gridavo e picchiavo”.

Tra gli anni ’80 e ’90, la sua carriera decolla. In questo lasso di tempo, la regista si è avvicinata anche al mondo del teatro e ad artisti del calibro di Paolo Villaggio e Sophia Loren. Nel 2010, la Wertmüller ha ricevuto il David di Donatello alla carriera e nel 2019 è stata insignita del prestigioso premio Oscar come migliore regista.

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