Stephen Baldwin, Claudia Koll e non solo. Scegliere la fede al successo

Fama e successo sono pane quotidiano nel mondo dello spettacolo, ma c'è chi ha preferito rinunciarvi in nome di ideali e valori ben lontani dalle luci dei riflettori

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Nicoletta Fersini

Giornalista, Content Editor, SEO Copywriter

Giornalista ed evocatrice di parole: appassionata di lifestyle, tv e attualità. Inguaribile curiosa, osserva il mondo. Spesso sorseggiando un calice di vino.

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Che cosa succede quando red carpet e copertine patinate non bastano più? Nel mondo dello spettacolo, dove la fama sembra essere l’ambizione suprema, c’è chi ha detto “basta”. Star che avrebbero potuto avere il mondo ai propri piedi, hanno preferito rinunciare al successo per abbracciare la fede, ritrovando la propria dimensione al di là dei riflettori. Una tendenza senza tempo, che oggi è tornata al centro del dibattito con la testimonianza dell’attore Stephen Baldwin.

Stephen Baldwin, che non voleva essere Tom Cruise

Il più giovane dei fratelli Baldwin nonché star di I soliti sospetti, alla soglia dei 60 anni il padre di Hailey Bieber ha affidato alle pagine di People il racconto della sua scelta più importante.

Raggiunto l’apice del successo negli anni ’90, l’attore ha abbandonato le scene: “Probabilmente avrei potuto indirizzarmi verso la carriera di una grande stella. Ma quello non ero io. Non volevo essere Tom Cruise e dover fare 100 milioni di dollari al botteghino. Preferisco essere un idiota di Massapequa”, ha raccontato.

Stando al suo racconto, la svolta per lui e la moglie Kennya è arrivata nel 2001 grazie alla colf brasiliana Augusta: “Mia moglie mi disse: ‘Ho appena parlato con Augusta e mi ha detto che il vero motivo per cui è qui è che Dio le ha parlato… e ha detto che in futuro tu ed io diventeremo cristiani rinati e avremo un nostro ministero'”.

Non è mancato lo scetticismo iniziale, ma alla fine Stephen Baldwin ha deciso di impegnarsi concretamente nel suo cammino di fede, sfruttando denaro e notorietà per il prossimo. “Gesù è la mia roccia. Mia moglie è la mia ancora”, queste le sue parole.

Il cammino di fede di Claudia Koll

Parlando di volti noti dello spettacolo e fede, qui in Italia l’esempio vien da sé. Claudia Koll, che è stata un vero sex symbol negli anni ’90, che ha condotto programmi importanti come il Festival di Sanremo e ha collezionato tanti film da attrice, ha cambiato la sua vita nel 2000.

A ridosso del Giubileo, ha varcato la Porta Santa della Basilica di San Pietro per stare accanto a un’amica e questo semplice gesto ha risvegliato in lei un bisogno interiore sopito da vent’anni.

Ero abituata ad avere tutto e a poter risolvere qualsiasi problema con i soldi o attraverso amicizie importanti. Con la mia conversione tutto è cambiato”, ha raccontato. Quello è stato il primo passo di un cammino di fede, che l’ha portata a fondare nel 2005 l’associazione Le Opere del Padre, con la quale si dedica ai bisognosi e all’aiuto umanitario in Burundi.

Dolores Hart, da Elvis Presley alla clausura

Una delle storie che più di tutte hanno colpito l’immaginario collettivo è quella di Dolores Hart. Parliamo di un’attrice che negli anni ’50 era diventata celebre per aver dato il primo bacio cinematografico al mitico Elvis Presley (se volete guardarlo, il film è Loving You, del 1957).

Richard Egan, Dolores Hart, Elvis Presley sul set di "Love me tender" nel 1956
Getty Images
Richard Egan, Dolores Hart, Elvis Presley sul set di “Love me tender” nel 1956

Aveva 24 anni, una bellezza sconvolgente e, all’inizio di una promettente carriera e a un passo dal matrimonio con l’architetto di Los Angeles Don Robinson, Dolores decise di lasciarsi tutto alle spalle, entrando nel monastero benedettino di clausura dell’Abbazia di Regina Laudis, nel Connecticut.

“La gente pensa che sia una vita chiusa o isolata dal mondo, ma è esattamente l’opposto. Sei più profondamente immerso nel mondo. È un modo d’amare che include tutti coloro che hai mai amato”, aveva spiegato nelle nuove vesti di Madre Dolores Hart.

Una curiosità: ancora oggi, dalla sua cella monastica e da suora di clausura, ha diritto di voto all’Academy per l’assegnazione dei Premi Oscar.

Altri volti celebri che hanno scelto la fede

Di nomi potremmo farne molti altri, più e meno noti. Uno di questi è Angus T. Jones, che è diventato famoso per essere il simpatico e pasticcione bambino protagonista della sitcom Due uomini e mezzo. Grazie al suo successo, Angus era diventato l’adolescente più pagato della televisione americana ma, intrapreso un percorso spirituale, ha deciso di lasciato la serie (e poi la carriera), certo che questo mondo non rispecchiasse più i suoi valori.

Charlie Sheen, Angus T. Jones e Jon Cryer
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Charlie Sheen, Angus T. Jones e Jon Cryer

Pensiamo poi al caso di Olalla Oliveros, splendida top model spagnola che ha lasciato le passerelle più importanti del mondo per seguire la propria vocazione. Dopo un momento di intensa preghiera al Santuario di Fatima nel 2010, Olalla ha intrapreso il percorso per prendere il velo, diventando poi suora nell’Ordine di San Michele.

E ancora, in Italia, i telespettatori ricorderanno certamente l’addio al piccolo schermo di Fabrizio Gatta, che per vent’anni è stato uno dei volti più amati della Rai. “Avevo successo, belle auto, belle donne, non mi mancava nulla. Vivevo un po’ quel senso di onnipotenza che ti dà la notorietà. Ma qualcosa mancava”, ha raccontato. Mancava la vicinanza a dio, tanto da dedicarsi agli studi in Teologia, per poi essere consacrato sacerdote nel 2021.

Don Fabrizio Gatta, qui con Giorgio Panariello
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Don Fabrizio Gatta, qui con Giorgio Panariello

Sempre tra i volti noti di casa nostra, c’è il caso di Pietro Sarubbi. Probabilmente il nome non dice molto ai più, ma chi ha visto La Passione di Cristo di Mel Gibson, con Jim Caviezel nei panni di Gesù, ha certamente impresso nella mente il suo volto: Sarubbi era Barabba nel film e la sua conversione avvenne proprio sul set, mentre girava una scena col protagonista.

Possiamo menzionare anche Eduardo Verástegui, affascinante modello e attore di telenovelas che ha giurato di non accettare più ruoli contrari all’etica cristiana, e Kirk Cameron, che negli anni ’80 era un idolo delle teenager, noto per l’iconica serie Genitori in Blue Jeans. Anche lui, a soli 17 anni, decise di convertirsi al cristianesimo protestante, dedicando poi vita e carriera alla fede (oggi è scrittore religioso e ministro del culto della Chiesa Battista).

E nella musica? Il caso più eclatante (e recente) vede protagonista il rapper portoricano Daddy Yankee. Impossibile che non abbiate mai sentito almeno una volta nella vita i tormentoni Gasolina e Despacito. Ebbene, sono sue creature. All’apice del successo mondiale, però, l’annuncio improvviso: “Che vantaggio avrà un uomo a guadagnare il mondo intero, ma a perdere la sua anima? Per questo stasera riconosco e non mi vergogno di dire al mondo intero che Gesù vive in me e che io vivrò per lui”.