Eredità Emilio Fede, continua la faida tra le figlie: “Ammanco di un milione e 400 mila euro”

Continua la battaglia giudiziaria tra le figlie di Emilio Fede: Simona accusa Sveva di essersi appropriata di oltre 400 mila euro

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Claudia D'Alessandro

Giornalista, esperta di Spettacolo e Content Editor

Giornalista e content creator, si nutre da sempre di cultura e spettacolo. Scrive, legge e fugge al mare, quando ha bisogno di riconciliarsi col mondo.

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Non si placa la faida familiare per l’eredità di Emilio Fede. La figlia Simona accusa la sorella Sveva di avere assunto il controllo del patrimonio familiare: al centro delle denunce ci sarebbero somme di denaro, beni di valore e immobili che la primogenita ritiene non siano stati gestiti nel rispetto delle volontà dei genitori. Secondo Simona Fede ci sarebbe un ammanco di un milione e 400 mila euro dai conti della madre, senza considerare gioielli, argenteria e opere d’arte per altri 400 mila euro.

Simona Fede contro la sorella Sveva, le denunce sul conto corrente di Diana De Feo

A quasi un anno dalla scomparsa di Emilio Fede, morto il 2 settembre 2025 all’età di 94 anni, non si placa la battaglia giudiziaria tra le due figlie dell’ex direttore del Tg4. Una faida che riguarda immobili di pregio, gioielli, conti correnti e questioni testamentarie, finita in tribunale.

Simona Fede ha annunciato l’intenzione di opporsi alla richiesta di archiviazione della Procura di Roma e di avviare un’azione civile con l’obiettivo di ottenere il ripristino delle quote di legittima che, secondo lei, sarebbero state compromesse. Un’eredità composta da immobili di pregio, gioielli, cassette di sicurezza e rapporti bancari che la primogenita del giornalista ha deciso di verificare con accertamenti affidati a consulenti specializzati.

Secondo Simona Fede infatti alcune operazioni effettuate dopo la scomparsa della madre Diana De Feo, scomparsa nel 2021, abbiano modificato in modo sostanziale l’assetto patrimoniale delineato nel testamento. Ma la vicenda adesso si arricchisce di nuovi particolari, che delineano un quadro ancora più complesso.

Stando a quanto riportato da La Repubblica, al centro dello scontro ci sono i conti correnti di De Feo. Secondo la primogenita, subito dopo la morte della madre sarebbe stata presentata una dichiarazione nella quale si attestava che era deceduta senza lasciare testamento: “Una circostanza che definisce falsa, sostenendo che in famiglia tutti sapevano dell’esistenza delle volontà testamentarie”, si legge sul giornale.

A suo dire sarebbe stato quell’atto che avrebbe consentito alla sorella Sveva di accedere ai rapporti bancari.

La scomparsa di un milione e 400 mila euro

Dalle verifiche condotte dalla primogenita di Emilio Fede sarebbe emerso un quadro preoccupante: movimenti per 450 mila euro che attribuisce alla sorella minore. E mancherebbe all’appello un altro milione e mezzo di euro. Simona Fede contesta anche i movimenti in una cassetta di sicurezza custodita in una filiale Bnl di Roma.

Dalle documentazioni pare che Sveva Fede abbia avuto accesso alla cassetta il 21 ottobre 2020 senza procura notarile. Un’operazione che Simona ha contestato alla sorella, che ha replicato che era già stata svuotata dal padre Emilio Fede. Secondo la primogenita però questa versione non reggerebbe: all’epoca il giornalista era già debilitato, mentre la madre si trovava nella fase terminale della malattia.

Stando alle parole di Simona, all’interno ci sarebbero stati gioielli, argenteria e opere d’arte per un valore di oltre 400 mila euro. Ma non solo: la donna contesta anche il testamento olografo del 13 novembre 2019 della madre, che a suo dire, non era più nelle condizioni di scrivere autonomamente a causa dei problemi di vista e di udito e che conterrebbe delle note a margine che la sfavorirebbero nella successione.