Addio a Peter Greene, l’attore di Pulp Fiction e The Mask: le dipendenze e i problemi con la legge

Il mondo del cinema è in lutto per la perdita di Peter Greene: addio al volto dei cattivi dei film degli anni '90

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Claudia D'Alessandro

Giornalista, esperta di Spettacolo e Content Editor

Giornalista e content creator, si nutre da sempre di cultura e spettacolo. Scrive, legge e fugge al mare, quando ha bisogno di riconciliarsi col mondo.

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Lutto nel mondo del cinema per la perdita di Peter Greene, attore noto per aver dato il volto ad alcuni dei cattivi più memorabili dei film degli anni ’90. L’artista è stato trovato morto nel suo appartamento nel Lower East Side, a Manhattan, New York City, il 12 dicembre, all’età di 60 anni. A confermare la notizia è stato il suo storico manager Gregg Edwards, che lo rappresentava da più di dieci anni.

La carriera di Peter Greene, il cattivo degli anni Novanta

Nato l’8 ottobre 1965 a Montclair, New Jersey, Peter Greene iniziato a farsi notare all’inizio degli anni ’90, ma è il 1994 l’anno della svolta, quando interpreterà due ruoli destinati a rimanere impressi nella storia del cinema.

È stato lui a prestare il volto al brutale e memorabile Zed di Pulp Fiction, la guardia di sicurezza sadica che stupra Marsellus Wallace nel seminterrato di uno strozzino. Il ruolo, pur breve, è diventato uno dei più iconici della sua carriera, contribuendo alla fama cult del capolavoro di Quentin Tarantino. Nello stesso anno, ha vestito i panni di Dorian Tyrell in The Mask, l’implacabile gangster che si contende la Maschera magica con Stanley Ipkiss, interpretato da Jim Carrey.

Un altro ruolo fondamentale è stato quello di Redfoot ne I Soliti Sospetti, l’uomo che incarica il gruppo di criminali, guidati da Keaton e McManus, di rubare un carico di gioielli. Il film è universalmente riconosciuto come uno dei migliori thriller di tutti i tempi. Il ruolo da protagonista più famoso fu quello in Clean, Shaven (1994), in cui Greene impersonava Peter Winter, un uomo affetto da schizofrenia che, dopo essere stato dimesso da un istituto psichiatrico, tenta faticosamente di ricostruirsi una vita mentre cerca la figlia scomparsa.

La sua carriera in ascesa fu però ostacolata dalle sue battaglie personali: Greene cominciò a diradare le sue apparizioni e a recitare in film sempre meno importanti, anche per via dei suoi problemi di dipendenza dalle droghe.

La vita privata di Peter Greene, tra dipendenze e problemi con la legge

Peter Greene è sempre stato piuttosto riservato riguardo la sua vita privata, segnata dai suoi demoni personali. L’attore scappò di casa a 15 anni e visse per le strade di New York, tra droga e spaccio, come raccontò alla rivista Premier nel 1996.

L’attore ha lottato pubblicamente con la dipendenza da eroina e cocaina per la maggior parte della sua carriera. Dopo un tentativo di suicidio, cercò di curarsi e ritrovare un equilibrio. Questa battaglia ha portato a frequenti interruzioni lavorative e, in alcuni casi, a problemi con la legge. Il suo arresto più noto risale al 2007 per possesso di crack.

Le cause della morte

L’attore è stato trovato nel pomeriggio del 12 dicembre, nel suo appartamento di Clinton Street, nel Lower East Side di New York. Secondo quanto riferito dalla polizia, Greene è stato trovato privo di sensi intorno alle 15.25 e dichiarato morto sul posto. Le autorità hanno escluso al momento segni di violenza; le cause del decesso saranno stabilite dal medico legale.

La notizia della morte arriva  come un fulmine a ciel sereno perché Greene era pronto a tornare sul set: avrebbe infatti dovuto iniziare a gennaio le riprese del thriller indipendente Mascots, accanto a Mickey Rourke.

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