A quasi 20 anni dalla morte di Michael Jackson, la richiesta della figlia Paris: 600 milioni di dollari

Si torna a parlare del patrimonio di Michael Jackson: la figlia Paris avrebbe presentato ricorso contro l'esecutore testamentario, accusandolo di manovre illecite

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Nicoletta Fersini

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A quasi 20 anni dalla sua morte, il patrimonio di Michael Jackson torna al centro di un acceso scontro giudiziario. La secondogenita del “Re del Pop”, Paris Jackson, avrebbe presentato un formale ricorso presso la Corte Superiore di Los Angeles, chiedendo di ordinare il rilascio immediato di 600 milioni di dollari dall’asse ereditario in favore del fondo fiduciario di famiglia. L’accusa è che l’esecutore testamentario, John Branca, abbia trattenuto illegittimamente le risorse destinate a lei e ai fratelli, Prince e Bigi.

Le accuse a John Branca

John Branca è lo storico legale di fiducia di Michael Jackson, tornato a gestirne l’immenso patrimonio poco prima della sua morte e nominato fiduciario dell’asse ereditario.

Nelle ultime volontà dell’artista, il Michael Jackson Family Trust rappresentava il solo ed esclusivo beneficiario, concepito per tutelare i tre figli: Prince, ormai vicino ai 30 anni, Paris, di 28 anni, e Bigi, prossimo ai 25. Il piano di Jackson prevedeva che gli eredi ricevessero le rendite del fondo al compimento dei 21 anni, per poi accedere a un terzo del capitale a 30 anni, a metà del residuo a 35 e al saldo totale a 40.

La denuncia di Paris Jackson è chiara: queste disposizioni non sarebbero mai state attuate, con un Branca intento a esercitare un controllo arbitrario tramite pagamenti discrezionali. Erogazioni ridotte per far loro pressione e scoraggiare obiezioni sulla gestione del patrimonio.

La battaglia legale di Paris Jackson

Come rivela un’esclusiva di PageSix, che sarebbe entrato in possesso del documento ufficiale, Paris Jackson avrebbe deciso di fare ricorso e portare Branca in tribunale.

Dietro la determinazione della cantante si cela l’incredibile rinascita di un impero che sembrava al collasso. Dal 2009, l’eredità ha azzerato i debiti, trasformandosi in una straordinaria macchina da soldi, con oltre 2,5 miliardi di dollari di incassi complessivi e una valutazione fino a 3 miliardi di dollari.

Dalla vendita della quota in EMI Music Publishing per 287,5 milioni di dollari, nel 2018, fino all’addio per 22 milioni di dollari al Neverland Ranch, nel 2020, simbolo dell’infanzia dei fratelli, sono diversi i passaggi che hanno gonfiato le casse di famiglia. Nel 2023, la maxi-intesa con Sony per il catalogo musicale ha portato un anticipo di 750 milioni di dollari, facendo balzare le riserve liquide a circa 850 milioni di dollari in contanti e titoli equivalenti.

Cifre sbalorditive che, secondo Paris Jackson, renderebbero ingiustificabile il comportamento di Branca: la legge californiana tutela il diritto degli eredi a ricevere i beni, non appena i creditori risultino al sicuro.

L’esecutore testamentario respinge ogni accusa con fermezza, parlando di falsità e ricordando che ai tre ragazzi sono già stati destinati oltre 200 milioni di dollari. A bloccare l’accesso al fondo fiduciario sarebbe, in realtà, un nodo mai del tutto sciolto con il fisco americano. L’Internal Revenue Service aveva inizialmente reclamato 700 milioni tra imposte e penali e, sebbene una sentenza favorevole abbia ridimensionato la cifra, la disputa non è formalmente chiusa. Per questo Branca starebbe agendo con le dovute cautele, così da proteggere il patrimonio del “Re del Pop”.