Addio a Nadia Santini, chi era la prima chef italiana a conquistare tre Stelle Michelin

Nadia Santini aveva 73 anni quando si è spenta, circondata dalla famiglia. Un addio amaro per la prima donna che in Italia era riuscita a conquistare 3 Stelle Michelin

Foto di Nicoletta Fersini

Nicoletta Fersini

Giornalista, Content Editor, SEO Copywriter

Giornalista ed evocatrice di parole: appassionata di lifestyle, tv e attualità. Inguaribile curiosa, osserva il mondo. Spesso sorseggiando un calice di vino.

3 min di lettura

Chiedi a DiLei

L’alta cucina vantava un nome che, nel tempo, si è saputo imporre con grazia e inventiva. Nadia Santini aveva 73 anni quando, il 2 novembre, è morta “circondata dai suoi più cari affetti”, come scritto dalla famiglia nell’annuncio condiviso a mezzo social. Anima del celebre ristorante Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio, Santini è stata la prima chef donna in Italia a conquistare le tre Stelle Michelin, riscrivendo i canoni dell’ospitalità grazie a un equilibrio perfetto tra rigore tecnico e calore familiare.

L’addio della famiglia su Instagram

Poche parole, ma toccanti e profonde per una donna che agli occhi di tutti era una rinomata chef. Per il marito Antonio Santini e per i figli Giovanni e Alberto, era anche una compagna di vita e una Mamma con la “m” maiuscola, come hanno tenuto a scrivere su Instagram.

“Nadia, circondata dai suoi più cari affetti, si è addormentata nella pace ed è salita in cielo. Ha tracciato un solco profondo nelle nostre vite volto alla Sensibilità, all’Empatia e all’Amore. Le siamo grati per averci educato al rigore morale, all’etica del lavoro e alla semplicità. Grazie Nadia, Grazie Mamma”.

Le radici venete e il successo internazionale

Classe 1953, Nadia Santini nasce a San Pietro Mussolino, in provincia di Vicenza. La sua vita cambia quando conosce Antonio Santini, membro di una famiglia che della ristorazione ha fatto la propria missione, gestendo il noto ristorante Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio. Nel 1974 i due si sposano e lei entra ufficialmente a far parte di questo mondo.

Durante il viaggio di nozze in Francia, nasce l’ispirazione per elevare l’antica trattoria di Runate verso i vertici della ristorazione. Entrata in cucina con la suocera Bruna Rubes, Nadia Santini impara a padroneggiare la pasta fresca e i sapori tipici del cannetese.

Nel 1996 arriva il traguardo storico delle tre Stelle Michelin: è la prima donna in Italia a ottenerle e a mantenerle nel corso degli anni. Tra i suoi riconoscimenti spiccano anche il premio World’s Best Female Chef del 2013 e il premio speciale Chef Mentor, conferito dalla Guida Michelin nel 2022.

Una cucina rigorosa, ma generosa

Schiva e lontana dal divismo televisivo, Nadia Santini considerava la tavola come un luogo sacro di incontro. Non c’era spazio per la notorietà, nonostante fosse una delle donne più famose del pianeta: “Non ci penso mai! O quantomeno non gli do importanza – diceva -. Per me la cosa importante è l’opportunità che il mio lavoro mi dà di entrare in contatto ogni giorno con persone diverse. Di ospitarle con la mia famiglia e di farle sentire a proprio agio. ‘Dare’ per me è la cosa più importante, perché ‘donare’ è l’essenza della vita stessa”.

Per la chef, poter contare sulla famiglia e sul suo lavoro di squadra era “fondamentale”: “Si ha la fortuna di passare e ricevere un testimone che non viene mai gettato o perso. L’avventura non ha mai fine e l’intesa è fortissima. Ciascuno di noi porta la propria conoscenza per una crescita che continua nel tempo e che non può perdere il sapore della tradizione“.

Impossibile dimenticare i suoi piatti iconici, come i tortelli di zucca e gli agnoli in brodo di gallina, simbolo di una cucina che si poggia su tre valori essenziali: rigore silenzioso, valorizzazione della materia prima e generosità dell’accoglienza.