Jessica Rosval è la migliore chef donna al mondo. Premiata a Lima, in Perù, al termine di una cerimonia emozionante, Jessica ha alle spalle una storia straordinaria fatta di sacrifici, determinazione, ma anche della voglia di cambiare la vita di altre donne come lei. Cuoca di Al Gatto Verde, ristorante di Casa Maria Luigia, residenza di campagna di Massimo Bottura e Lara Gilmore poco fuori Modena, ha cambiato le regole della cucina.
Jessica Rosval: la carriera, il ristorante Al Gatto Verde e l’impegno sociale
Classe 1985, Jessica Rosval è nata in Canada, ma la sua carriera è iniziata nel 2001. All’epoca si trovava in Italia con il suo fidanzato di allora. Varcò la soglia dell’Osteria Francescana di Massimo Bottura come cliente e rimase immediatamente folgorata dalla cucina e dall’esperienza gastronomica.
Il giorno successivo decise di scrivere allo chef, chiedendo di lavorare con lui, e affermando di essere disposta a ricoprire in cucina qualsiasi mansione pur di far parte della brigata. Entrata nella squadra di Bottura, da allora Jessica non se n’è più andata, conservando passione e determinazione. Ha lavorato prima come chef de partie, in seguito come responsabile eventi esterni.
Nel maggio del 2019 ha assunto l’importante ruolo di resident chef nell’art resort Casa Maria Luigia. Ma cosa l’ha resa così speciale da consentirle di vincere il premio come migliore chef donna al mondo?
Jessica ha saputo trasformare l’amore per la cucina in qualcosa in grado di aiutare gli altri e di fare del bene alla comunità.
Insieme a Caroline Caporossi, ha infatti creato nell’ambito dell’Association for the Integration of Women, a Roots, un ristorante senza scopo di lucro. Un luogo in cui le donne migranti, possono intraprendere un percorso di formazione professionale per entrare nel mondo del lavoro.
Com’è la cucina di Jessica Rosval
Negli anni Jessica Rosval ha sviluppato una cucina che mescola stagionalità e fuoco. La sua cucina s basa su cotture alla brace, affumicature e cotture con forno a legna. Ha una grandissima attenzione per i produttori locali, per la tradizione emiliana e le materie prime dell’orto.
Il suo percorso è stato premiato da una stella Michelin e dalla mitica stella verde per la sostenibilità. Il suo ultimo menù degustazione si intitola Fiabe e unisce personaggi del folklore emiliano con suggestioni e memorie.
Fra i suoi piatti più famosi troviamo, ad esempio, Gatto Mammone. Una ricetta che si ispira ad una figura misteriosa, quella di un gatto nero con occhi grandi e luminosi. Un piatto preparato con una mousse di asparagi, una tuile con asparagi grigliati e una salsa vegetale con bucce di limone bruciato e caviale. A completare il piatto pane marmorizzato con delle bucce di limone.
Il Borlengo al tartufo invece parte da una crespella che fa parte della cucina dell’Appennino modenese. Un piatto povero che si tramanda da una generazione all’altra. La chef ha deciso di reinterpretare questa ricetta in modo personale, creando un impasto verde con baccelli di piselli e un ripieno di Parmigiano Reggiano stagionato, tartufo e funghi.