Chi era Lucia Modugno: la diva del cinema lavorò con Rossellini, Scola e Risi

Lucia Modugno è morta a 94 anni. Dagli esordi con Rossellini al teatro, la carriera dell'attrice che ha lavorato con i grandi maestri del cinema italiano

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Giorgia Sdei

Giornalista esperta di spettacolo

Laureata in Scienze Filosofiche con master in comunicazione per lo spettacolo è giornalista pubblicista dal 2023. Scrive di tutto quello che passa per uno schermo, grande o piccolo che sia.

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Dai film di Roberto Rossellini alle commedie di Dino Risi ed Ettore Scola, Lucia Modugno ha lavorato con alcuni dei più grandi registi italiani, costruendo una carriera ricca di ruoli e collaborazioni importanti. Una vita intensa trascorsa tra set cinematografici, palcoscenici e studi televisivi, senza mai abbandonare la passione per la recitazione.

L’attrice è morta lunedì 2 novembre al Tiberia Hospital di Roma, all’età di 94 anni, come comunicato dalla famiglia. Con la sua scomparsa il mondo dello spettacolo perde un’interprete che ha saputo farsi spazio nel cinema d’autore come nelle produzioni più popolari, dedicandosi nel corso degli anni anche alla regia teatrale e alla scrittura.

Lucia Modugno, la carriera al cinema con i più grandi registi

Lucia Modugno era nata a Bari il 9 luglio 1932 e il suo incontro con il cinema era arrivato alla fine degli anni Cinquanta. Un inizio che molte giovani attrici avrebbero sognato: nel 1959 aveva infatti ottenuto una parte ne Il generale Della Rovere di Roberto Rossellini con Vittorio De Sica, dove vestiva i panni di una ragazza impegnata nella Resistenza.

Da quel momento il suo nome aveva cominciato a comparire nei cast di film molto diversi tra loro. Modugno aveva avuto l’occasione di conoscere da vicino il cinema italiano dei suoi anni d’oro, lavorando con autori che avrebbero lasciato un segno nella storia della settima arte.

Nel suo curriculum troviamo Dino Risi, che l’aveva diretta ne I mostri, ma anche Ettore Scola, con il quale aveva collaborato per Se permettete parliamo di donne. Due titoli che raccontano bene il clima di un’epoca in cui la commedia italiana sapeva osservare con ironia la società e le sue contraddizioni.

Ma l’attrice si era cimentata anche con generi lontani dalla commedia. Basti pensare ai film di Mario Bava, da La ragazza che sapeva troppo a Diabolik, oppure al western Navajo Joe di Sergio Corbucci. Esperienze che le avevano permesso di esplorare tanti modi di fare cinema.

Il grande amore per il teatro e i suoi libri

Il teatro aveva un posto speciale nel cuore di Lucia Modugno. Nel corso della sua vita aveva recitato accanto a nomi come Emma Gramatica, Aldo Fabrizi, Macario, Andrea Giordana ed Erika Blanc, misurandosi con autori molto distanti per epoca e stile. Dalle opere di Pirandello alle commedie di Feydeau, passando per Aristofane e García Lorca, l’attrice aveva costruito un repertorio particolarmente ricco.

A un certo punto, però, aveva sentito il desiderio di seguire anche una strada più personale. Così, nel 1980, aveva dato vita a una propria compagnia teatrale. Un’avventura durata circa trent’anni, che le aveva consentito di occuparsi anche della scrittura e della regia degli spettacoli.

Tra i suoi progetti ricordiamo L’occhio di Eros, portato in scena nel 2010 al Teatro Anfitrione di Roma, dopo l’esperienza con Cose turche dell’anno precedente.

E la voglia di raccontare storie non si era fermata al teatro. Modugno aveva pubblicato anche cinque libri, tra cui Affollatissima solitudine, Sonata a quattro mani e Pirandello, questo mio sconosciuto – Antonietta Pirandello nata Portolano, uscito nel 2023.

I lavori in tv e l’esperienza internazionale

Negli anni Settanta, poi, era apparsa più volte in televisione in produzioni Rai molto amate, come Il segno del comando, Anna Karenina e Madame Bovary.

Il legame con il set era proseguito anche in età avanzata. Tra i lavori più recenti figurano Gli amici del bar Margherita e Il fulgore di Dony di Pupi Avati, Lasciati andare e Gli anni più belli di Gabriele Muccino. Nel 2022 era arrivata anche l’esperienza internazionale con la serie Home Sweet Rome.

Si chiude così una vita piena di cinema, incontri e storie, vissuta con la curiosità di chi ha sempre trovato nell’arte qualcosa di nuovo da raccontare.