Cindy Crawford, le parole strazianti a un mese dalla morte del figlio Presley

A quasi un mese dalla morte del figlio Presley Gerber, Cindy Crawford rompe il silenzio e affida ai social un messaggio carico di dolore e amore

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Claudia D'Alessandro

Giornalista, esperta di Spettacolo e Content Editor

Giornalista e content creator, si nutre da sempre di cultura e spettacolo. Scrive, legge e fugge al mare, quando ha bisogno di riconciliarsi col mondo.

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Un dolore sordo, inimmaginabile, che nessuna parola potrà mai spiegare davvero. È quello vissuto da Cindy Crawford e dalla sua famiglia dopo la morte del figlio Presley Gerber: la celebre supermodella ha rotto il silenzio a quasi un mese dalla morte del figlio, affidando ai social un messaggio carico di dolore e amore.

Su Instagram ha condiviso una fotografia in bianco e nero del ragazzo, scomparso lo scorso 20 settembre a soli 27 anni, accompagnandola con parole commoventi, firmate anche dal marito Rande Gerber e dalla figlia Kaia. Un ricordo intimo e struggente, con cui la famiglia ha voluto rendere omaggio a Presley e ringraziare quanti le sono stati vicini in queste settimane difficilissime.

Cindy Crawford, il doloroso messaggio per il figlio Presley

Ci sono dolori che sembrano impossibili da raccontare e quello di perdere un figlio è certamente uno di questi: Cindy Crawford ha scelto di condividere il proprio attraverso poche, intensissime parole, pubblicate domenica 18 ottobre sul suo profilo Instagram, a quasi un mese dalla scomparsa di Presley.

“Abbiamo il cuore completamente spezzato per la perdita del nostro amato figlio e fratello”, si legge nel messaggio firmato dalla modella, dal marito Rande Gerber e dalla figlia Kaia. Parole che raccontano il vuoto lasciato dal ragazzo, ma anche la gratitudine per il tempo trascorso insieme. “Ci sentiamo immensamente fortunati ad aver avuto Presley nelle nostre vite per 27 anni. Era un’anima dolce e meravigliosa, che ha amato ed è stata amata, ora e per sempre”.

La famiglia ha voluto ricordare soprattutto le qualità umane di Presley, al di là della notorietà e delle difficoltà che avevano segnato gli ultimi anni della sua vita. “Siamo così orgogliosi del modo in cui ha affrontato il mondo, con gentilezza e vulnerabilità”.

Poi il ringraziamento a tutte le persone che hanno manifestato il proprio affetto, anche senza conoscere personalmente Presley: “Siamo grati per l’immensa ondata di amore e sostegno ricevuta da chi conosce e ama la nostra famiglia, ma anche da sconosciuti che condividono il nostro dolore”. È soprattutto la conclusione a commuovere: “Finché non ci incontreremo di nuovo, dolce ragazzo nostro. Ti ameremo per sempre. Mamma, papà e Kaia”.

Presley Gerber è morto lo scorso 20 settembre, a soli 27 anni, mentre si trovava in una struttura di riabilitazione a Santa Monica, in California. Una tragedia che ha sconvolto la famiglia, da sempre considerata una delle più unite e conosciute del mondo dello spettacolo americano. Aveva seguito le orme della madre nel mondo della moda, iniziando giovanissimo a lavorare come modello. Ma dietro il successo professionale si nascondeva una battaglia personale complessa. Il ragazzo aveva parlato in più di un’occasione delle difficoltà legate alla sua salute mentale e alle dipendenze, raccontando il suo percorso anche attraverso i social e condividendo la propria esperienza nella speranza di poter aiutare altre persone alle prese con problemi simili.

Il dolore della sorella Kaia Gerber: “Ti amerò per sempre”

A ricordare Presley è stata anche la sorella minore Kaia Gerber, che ha affidato a Instagram un lungo messaggio accompagnato da fotografie e ricordi della loro infanzia. “Sono nata amandoti. Morirò amandoti”, ha scritto la modella, raccontando quanto sia difficile immaginare una vita senza il fratello maggiore.

“Sto imparando ad amarti anche quando non posso vederti. A raccontarti qualcosa senza prendere il telefono per chiamarti. A essere tua sorella in un mondo in cui non posso più raggiungerti”, ha aggiunto, confessando di non sapere ancora come affrontare questa nuova realtà. Un dolore condiviso da tutta la famiglia, che nelle settimane successive alla tragedia aveva scelto il silenzio e la riservatezza.