Chiara Ferragni vola ai Goya Awards e firma uno dei look più sofisticati di sempre

Ai Goya Awards Chiara Ferragni punta su bianco e nero firmato Richard Quinn e gioielli Damiani per un look sofisticato e perfettamente costruito

Foto di Ilaria di Pasqua

Ilaria di Pasqua

Lifestyle Editor

Nata a Carpi, si laurea in Fashion Culture and Management. La sua avventura nella moda comincia come Producer, ma nel 2020, con coraggio, diventa Web Editor, fonde stile e scrittura con amore.

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Chiara Ferragni sceglie i Goya Awards per uno dei momenti moda più riusciti e lo fa con un look che parla la lingua dell’alta eleganza internazionale. Niente effetti speciali, niente sovrastrutture: solo una palette bianco e nero studiata al millimetro, una silhouette pulita e un equilibrio perfetto tra rigore couture e femminilità contemporanea. Un’apparizione che segna un punto preciso nel suo percorso stilistico e che sul red carpet spagnolo si distingue per coerenza, misura e presenza scenica.

Chiara Ferragni ai Goya Awards: il bianco e nero diventa dichiarazione di stile

Il primo impatto è quello della silhouette: verticale, pulita, quasi architettonica. Il velluto nero disegna una linea essenziale che scivola sul corpo senza costringerlo, creando un effetto ottico longilineo e sofisticato. È un nero profondo, pieno, che assorbe la luce e restituisce movimento a ogni passo, trasformando la semplicità apparente in pura costruzione sartoriale. A firmare l’abito è Richard Quinn, uno dei nomi più riconoscibili della couture londinese contemporanea.

Poi arriva il colpo di scena. Il maxi colletto bianco sulle spalle di Chiara Ferragni, strutturato e scultoreo, si apre come una cornice teatrale, cambiando completamente la percezione dell’abito. Non è solo un dettaglio decorativo: è l’elemento che definisce il look, che impone una postura, che crea una presenza scenica immediata. Il contrasto cromatico tra il bianco latte e il velluto nero è netto, grafico, cinematografico.

Chiara Ferragni ai Goya Awards con abito in velluto nero e colletto bianco Richard Quinn
Chiara Ferragni, Goya Awards 2026

Al centro, la camelia tridimensionale aggiunge un livello ulteriore di lettura. Materica, luminosa, quasi reale nella sua costruzione, diventa il punto focale dell’intero outfit. Un richiamo a un immaginario couture preciso, reinterpretato con una scala e una posizione che lo rendono contemporaneo.

A illuminare l’insieme ci pensano i gioielli Damiani, scelti in una versione luminosa e misurata: orecchini a punto luce e anelli che aggiungono bagliori preziosi senza interferire con la costruzione dell’abito, seguendo quella logica di sottrazione che rende l’intero styling così raffinato.

La costruzione del look: materiali, volumi e accessori

Quando si parla di red carpet, la differenza la fanno i dettagli. Qui ogni elemento è calibrato con attenzione. Il velluto lavora sulla profondità, il colletto sulla struttura, il fiore sulla tridimensionalità. Non c’è nulla di casuale nella scelta dei volumi: la parte superiore amplia la linea delle spalle, mentre la gonna resta asciutta, creando un equilibrio visivo perfetto.

Gli accessori seguono la stessa filosofia. Gli orecchini a punto luce incorniciano il viso senza interferire con la scollatura, gli anelli aggiungono bagliori discreti, mentre l’assenza della collana è una scelta stilistica precisa: lasciare spazio all’abito e alla sua costruzione.

Chiara Ferragni ai Goya Awards con abito bianco e nero e camelia tridimensionale sul busto
Chiara Ferragni, Goya Awards 2026

Anche la manicure, naturale e luminosa, entra in questo racconto fatto di sottrazioni. È un look che non ha bisogno di accumulare per funzionare, ma che trova la sua forza nella selezione accurata di ogni singolo elemento.

Il beauty look accompagna l’abito senza mai competere. I capelli sono raccolti in uno chignon basso, pulito, con una riga laterale morbida e una ciocca lasciata libera a sfiorare il viso. Una scelta che addolcisce la rigidità del colletto e crea movimento.

Il make-up lavora su tonalità neutre e luminose. La pelle è levigata e radiosa, lo sguardo è definito da ciglia importanti e sfumature calde, mentre le labbra in rosa polveroso mantengono l’armonia della palette. Tutto è pensato per valorizzare l’insieme, non per emergere singolarmente.