Bad Bunny è il fenomeno del momento. Fenomeno musicale, con un tour sold out in tutto il mondo e le più famose celebrità che si scatenano al ritmo del suo coinvolgente raggaeton. Fenomeno di stile, anche. Perché il cantante portoricano pone grande attenzione al proprio look e sceglie capi che rispecchiano le sue origini e, ancor di più, il suo voler restare con i piedi per terra. Niente grandi firme, Benito preferisce il low cost.
Bad Bunny rompe le regole della moda
“Un mix raro di spontaneità e strategia, ed è qui che sta la sua forza” così, sulle pagine del País, ha commentato lo stile di Bad Bunny l’esperto Emilio Holgún. La forza dell’artista portoricano sta in quel non rispondere “al tipico clichè della celebrità vestita dagli stilisti, ma nell’usare la moda come un’estensione del proprio discorso artistico”. Puro marketing? Se così fosse “è perfettamente realizzata e ben dissimulata”.
Il discorso artistico di colui che all’anagrafe è Benito Antonio Martínez Ocasio, lasciate da parte (ma non del tutto) le classiche canzoncine ammiccanti che raccontano di storie d’amore e soprattutto passione, racconta della sua terra, delle sue origini. Offre voce a tutti coloro che, come lui, hanno dovuto lasciare casa per far fortuna, svelando le difficoltà degli immigrati alle prese tra pregiudizi e razzismo. Certo non manca il perreo, né la lode alla bellezza femminea, ma c’è anche dell’altro, ed è questo altro che si ritrova anche nei look del cantante.
I due stylist che lo segiono sono Storm Pablo e Marvin Douglas Linares, entrambi nati su un’isola caraibica, entrambi al suo fianco da ben prima che arrivasse il successo. Il merito è anche loro se Bad Bunny ha abbondanato i completi logati in stile Tony Effe e ha iniziato a giocare anche coi generi. Il vero cambio è arrivato nel videoclip di Yo perreo sola, dove il rapper sfoggiava una gonna. Per poi arrivare al mitico abito rosa confetto sfoggiato durante la campagna Jacquemus.
I brand di Porto Rico e l’outfit total Zara
Da quando è iniziato il suo tour mondiale, che adesso arriva anche a Milano, sui social si moltiplicano i video che spiegano come riprodurre passo passo i look di Bad Bunny. E non si tratta di imitazioni il più possibile vicino all’originale, gli outfit della superstar sono davvero accessibili a chiunque, o quasi. Come le felpe firmate Adidas, che il cantante indossa abbinate a pantaloni eleganti o, strizzando l’occhio agli Anni ’80, con shorts attillati e calzino bianco a far capolino dalle sneakers.
È passato ormai alla storia il look total white sfoggiato in occasione dello spettacolo del Super Bowl. Pantaloni e giacchetta firmati Zara, per un totale di meno di 300 euro, che hanno dato il via a una collaborazione tra il brand di fast fashion e il cantante. La collezione si chiama Benito Antonio e vanta capi coloratissimi in pieno stile portoricano.
“Non mi piace quando ho la sensazione che sia qualcun altro a vestirmi” ha dichiarato Bad Bunny a Vogue. E così, il cantante lascia che a vestirlo siano persone in cui crede. Durante le date portoricane ha sfoggiato creazioni di piccoli brand locali, in Spagna ha puntato su designer iberici. E in Italia chissà a chi potrebbe magari dar visibilità, gli aspiranti di certo non mancheranno.