Verissimo, Jasmine Trinca: “Ho subito molestie. Non dobbiamo avere vergogna”

Ospite a "Verissimo", Jasmine Trinca apre le porte della sua vita privata e racconta delle molestie subite riflettendo sul tema della vergogna

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

Content e lifestyle editor, copywriter e traduttrice, innamorata delle storie: le legge, le scrive, le cerca. Parla di diversità, inclusione e di ciò che amano le nuove generazioni.

Nel salotto di Verissimo si parla spesso di carriera, famiglia e nuovi progetti. Ma a volte ci sono interviste che, a un certo punto, cambiano direzione. È quello che è successo con Jasmine Trinca. Ospite di Silvia Toffanin, l’attrice si è raccontata lasciando spazio anche a una parte più personale del suo vissuto: in passato, spiega, ha vissuto delle molestie.

Jasmine Trinca si racconta a “Verissimo”

Ospite nel salotto di Silvia Toffanin, Jasmine Trinca è arrivata a Verissimo raccontandosi a partire dalle cose più importanti della sua vita. Il lavoro, costruito negli anni con coerenza e scelte precise, ma anche la famiglia: sua figlia, quasi 17enne, è uno dei più grandi orgogli della sua vita.

Una parte di sé che si lega a un racconto familiare in cui, da piccola, ha dovuto convivere con una grande sofferenza: la morte di suo padre.

“Mio padre se n’è andato quando aveva 27 anni. Non so dire se ho un ricordo o è un sogno. Ero troppo piccola per ricordare, ma lui è lì, mi costituisce. La donna che sono diventata lo devo in parte anche a lui, anche se l’ho perso presto”.

Accanto a lei c’è sempre stata la madre, che l’ha cresciuta con forza. Un rapporto, quello tra Jasmine e sua madre, che è rimasto solido nel tempo, anche quando è stata l’attrice a doversi prendere cura di lei. “Era una donna libera“, racconta: lo stesso aggettivo che usa per descrivere anche sua figlia.

Jasmine Trinca sulle molestie: il racconto e il messaggio alle donne

Ed è proprio quello delle donne libere il tema che attraversa la vita personale e professionale di Jasmine. Nel corso dell’intervista, infatti, l’attrice confida a Silvia Toffanin di tenere particolarmente alla libertà e al benessere delle donne. Una tematica che affronta spesso nei suoi film e che ha vissuto, come tante, anche in prima persona.

“Tengo a questo tema perché mi ricordo di quando pensavo di non avere una voce. Ora che sono cresciuta non parlo tanto per me, però mi piace l’idea di trasmettere a una giovane donna la possibilità di riconoscersi e di fare un percorso. Di capire che il consenso è un tema importante. Non bisogna avere paura di smascherare un esercizio di potere”. Una questione che, spiega, ha vissuto anche lei.

Ho subito molestie: ho incontrato persone che, se incontrassi adesso, saprei affrontare in modo diverso. Ma va bene quello che è stato e come sono stata. Alle ragazze voglio dire che non devono avere un giudizio su di loro. Non dobbiamo essere noi ad avere vergogna”.

Una frase che ribalta completamente la prospettiva. Perché la vergogna, per molto tempo, è stata uno degli elementi che ha contribuito al silenzio. Un peso che ricadeva su chi subiva, invece che su chi compiva l’abuso.

Ma Jasmine oggi continua a vivere una vita piena, coronata da oltre 25 anni di lavoro come attrice, premiata e amatissima. Oggi è protagonista del film Gli occhi degli altri, una storia ambientata negli anni ’60 in cui una donna si ritrova in una relazione che si rivela sbagliata.

Un progetto che, racconta, le è costato molto anche a livello emotivo. “È stato difficile. È un film che mi ha chiesto molta esposizione. Per come sono io, per quello che ti ho raccontato, per me non è facile dare fiducia. Mi è costato perché non mi piace essere esposta e non mi piace essere raccontata”.