Sonia Bruganelli a Verissimo, la figlia Silvia operata per la terza volta. Bonolis e Madonia uniti per lei

Sonia Bruganelli racconta il delicato intervento al cuore della figlia Silvia e i due mesi in ospedale. Al suo fianco Paolo Bonolis e Angelo Madonia, uniti nel dolore

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

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Una febbre che andava e veniva, poi la diagnosi e un nuovo intervento al cuore. Sonia Bruganelli è tornata a Verissimo per raccontare uno dei periodi più difficili vissuti dalla sua famiglia: il ricovero della figlia Silvia Bonolis, nata dalla lunga relazione con Paolo Bonolis. La scorsa estate la ragazza, classe 2002, ha trascorso circa due mesi in ospedale e ha dovuto affrontare un delicato intervento cardiaco. Un’esperienza che ha riportato la produttrice indietro nel tempo, ma che ha avuto anche un effetto inaspettato: avvicinare il suo ex marito e l’attuale compagno Angelo Madonia.

Sonia Bruganelli racconta a Verissimo i recenti problemi della figlia Silvia

Tutto è cominciato con un sintomo apparentemente comune. “Una febbre che andava e veniva”, ha raccontato Sonia Bruganelli a Silvia Toffanin. Gli accertamenti hanno però rivelato una situazione ben più seria: attraverso un ecocardiogramma i medici hanno scoperto che Silvia aveva un’endocardite.

La situazione richiedeva particolare attenzione anche per la storia clinica della ragazza, nata con una grave cardiopatia congenita e già sottoposta in passato a due interventi: il primo quando aveva appena 11 giorni di vita, il secondo all’età di sei anni.

“Il suo condotto e la sua valvola erano arrivati quasi alla fine del percorso”, ha spiegato la Bruganelli a Verissimo. Prima di poter intervenire chirurgicamente, però, è stato necessario aspettare che l‘infezione provocata dal batterio venisse superata.

Solo successivamente Silvia ha potuto affrontare il terzo intervento al cuore, con il cambio del condotto. Dopo l’operazione è stata ricoverata anche in terapia intensiva. Complessivamente la permanenza in ospedale è durata circa due mesi, prima del ritorno a casa.

Per Sonia è stato inevitabile rivivere paure che conosceva già. “Un viaggio dentro il passato, ma con una composizione diversa”, ha dichiarato. Rispetto ai primi interventi di Silvia, questa volta accanto a lei c’erano infatti anche gli altri due figli, ormai grandi e diventati un sostegno importante durante il ricovero della sorella.

La paura, però, è rimasta la stessa. La Bruganelli non ha nascosto quanto sia stato pesante affrontare quelle settimane: “Io ero distrutta, un mezzo cadavere”.

In quei giorni tutta la famiglia si è concentrata esclusivamente su Silvia. Un’esperienza che in passato aveva portato la Bruganelli anche a parlare pubblicamente dell’importanza della donazione degli organi, soprattutto pensando ai bambini e ai ragazzi che attendono un trapianto.

Paolo Bonolis e Angelo Madonia uniti per Silvia

Nel momento più difficile è arrivato anche il sostegno di Angelo Madonia, compagno di Sonia Bruganelli. Il ballerino, ha raccontato lei, non si sarebbe allontanato dalla famiglia neppure nei giorni più complicati.

“C’era Angelo, che mi è stato sempre accanto”, ha confidato. Madonia ha detto anche alla madre delle sue due figlie che in quel momento aveva bisogno di restare vicino a Silvia. “Ci siamo dedicati completamente a lei”.

La malattia della ragazza ha finito così per creare un nuovo equilibrio anche tra Madonia e Paolo Bonolis. “Questo momento di sofferenza ha unito il mio ex marito Paolo con il mio compagno Angelo”, ha rivelato la Bruganelli.

Un rapporto maturato in circostanze difficili, dopo le inevitabili complessità seguite alla fine del matrimonio con Bonolis e all’inizio della nuova relazione. “Dopo la fatica dell’inizio, quando cambiano dei meccanismi, la maturità e la verità cambiano le cose“, ha ribadito.

Oggi Sonia parla di Madonia come di una presenza capace di darle serenità: “Angelo mi fa stare bene”. Ma soprattutto può guardare a quei due mesi con il momento più duro ormai alle spalle: Silvia ha superato l’intervento ed è tornata a casa, circondata da una famiglia che, proprio nella paura, ha trovato un modo nuovo di restare unita.