Kristen Stewart debutta alla regia con il film La cronologia dell’acqua. Un lungometraggio che racconta una storia intensa, fatta di crescita, ma anche di abusi, difficoltà e relazioni tossiche.
Kristen Stewart debutta alla regia con La cronologia dell’acqua
Il film ha come protagonista una ragazza che cerca di trovare il suo posto del mondo, andando incontro a dipendenza, sperimentazioni sessuali, ma anche rapporti tossici. Per il suo debutto come regista, Kristen Stewart ha deciso di adattare al grande schermo La cronologia dell’acqua, romanzo autobiografico di Lidia Yuknavitch.
Un romanzo che la regista e attrice ha studiato per ben otto anni e, come ha raccontato lei stessa, è diventato per lei “un testo sacro”. La cronologia dell’acqua sarà al cinema dall’11 giugno e in anteprima, solamente in alcune sale italiane, dal 10 giugno. Durante l’evento speciale il film sarà presentato dalla stessa Kristen Stewart in collegamento con Mattia Carzaniga.
La cronologia dell’acqua è un racconto potente e intenso che parla di autodeterminazione femminile e di come il trauma e il dolore possano trasformarsi in arte. Il film è stato girato in 16mm e, come raccontato da Kristen Stewart “usa il linguaggio cinematografico per imitare il modo in cui la memoria vive nel corpo. Le memorie non sono fatti: sono prospettive che cambiano”.
Di cosa parla La cronologia dell’acqua
“Nel suo nucleo più profondo, La Cronologia dell’Acqua è un invito – ha aggiunto la regista -. Un invito a guardare in faccia la bruttezza, a stare dentro la vergogna e a uscirne sapendo che il tuo corpo e la tua storia appartengono a te. È un invito a smettere di nascondersi”.
Nella clip che anticipa l’uscita del film vediamo la protagonista Lidia, interpretata da Imogen Poots che sta per tuffarsi in una piscina durante una gara di nuoto. Questo sport rappresenta per lei un porto sicuro e qualcosa in cui rifugiarsi di fronte ad un’infanzia dolorosa e ad un’adolescenza difficile. Cresciuta in una famiglia problematica, Lidia proverà a trovare a tutti i costi la sua strada, vedendo nello sport la promessa di un futuro migliore. Sino a quando nella sua vita non arriverà la scrittura, dopo anni di relazioni tossiche, lutti e dipendenze.
A cambiare tutto sarà l’incontro con Ken Kesey, interpretato da Jim Belushi. Sarà proprio l’autore di Qualcuno volò sul nido del cuculo a cogliere il grande potenziale della protagonista, spingendola in quella direzione.
La cronologia dell’acqua rappresenta un nuovo passo nel percorso creativo di Kristen Stewart. Arrivata al successo giovanissima con Panic Room, in cui recitava accanto a Jodie Foster, è conosciuta in tutto il mondo per aver recitato in Twilight, il cult che racconta la storia d’amore fra Bella e il vampiro Edward, interpretato da Robert Pattinson.
Da teen idol, Kristen Stewart ne ha fatta di strada, diventando un’attrice di successo, capace di scegliere con cura i film in cui recitare e diventando anche un punto di riferimento per le battaglie della comunità Lgbtq+.
“Ho scritto 500 stesure della sceneggiatura – ha raccontato a Repubblica -. Il film è strutturato attorno a una serie di ricordi di Lidia che vengono presentati come flashback, sogni e momenti immaginari, dunque non è stato facile organizzarne il ritmo. E poi l’acqua era molto importante da raffigurare: è una delle protagoniste del film. Rappresenta la sua rinascita, il suo battesimo. L’acqua è il filo conduttore dei pensieri di Lidia. Ci ho messo un po’ a capire come fare”.