Gino Paoli, l’inedito che avrebbe dovuto cantare con Ornella Vanoni

"Quando ti rivedrò" è il brano inedito che esce tra i compleanni di Gino Paoli e Ornella Vanoni, l'ultima canzone che avrebbero dovuto cantare insieme

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Martina Dessì

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Alcune canzoni arrivano in ritardo di pochi giorni, e quei pochi giorni finiscono per cambiarle per sempre. Quando ti rivedrò è l’ultimo brano inedito di Gino Paoli: doveva essere un duetto con Ornella Vanoni, ma è diventato il canto di una voce sola. Sugar lo pubblica il 23 settembre, nelle ore che separano il compleanno di lei da quello di lui – nata il 22, nato il 23 – e già la scelta della data racconta parecchio del tipo di legame che li ha tenuti insieme.

Quando ti rivedrò: la tromba di Paolo Fresu al posto della voce di Ornella

L’appuntamento c’era, ed era preciso: un lunedì, a Nervi, a casa del Maestro. Ornella non si è presentata, se n’era andata tre giorni prima dell’incisione. Paoli non ha cercato un’altra interprete – “Nessuno poteva prendere il suo posto”, ha scritto – e ha preferito affidare quel vuoto ai fiati di Paolo Fresu, amico della Vanoni prima ancora che uno dei jazzisti italiani più conosciuti fuori dai confini. Fresu aveva già suonato L’appuntamento al funerale di lei, come le aveva promesso. Una settimana dopo è arrivata la telefonata di Caterina Caselli: il 10 dicembre, in Fonoprint a Bologna, la tromba ha occupato la sedia rimasta libera. Nel suo racconto è lì che ogni cosa è tornata al proprio posto. Poi se n’è andato anche Gino, senza avvisare nessuno. Tipico di entrambi, in fondo.

La musica porta la firma di Adriano Pennino, che l’aveva fatta ascoltare a Paoli durante una delle tante notti passate in tour insieme: venticinque anni di viaggi e di conversazioni su cosa serva davvero a una canzone per arrivare a chi la ascolta. Il testo è nato da lì. Poi un pomeriggio di pioggia a Roma, Paoli che passa a casa sua con il cappotto ancora addosso e la sigaretta accesa, un microfono recuperato al volo nello studio: una sola take, mai più ripetuta.

Appunti di un lungo viaggio: la nuova edizione in doppio vinile e CD dal 25 settembre

L’inedito trova casa dentro la ristampa di Appunti di un lungo viaggio, nei negozi dal 25 settembre in doppio LP e CD e già disponibile in preorder. La copertina deriva dal dettaglio rielaborato di un’opera di Paoli – pittore prima ancora che cantautore – e il gatefold ospita la stampa integrale del quadro, con la dedica scritta di suo pugno sul retro. Anche il booklet è stato ripensato da zero e raccoglie finalmente i testi di tutti i brani del disco.

Il resto è una storia lunga più di quarant’anni: Senza fine nel 1961, Che cosa c’è nel 1964, lo spettacolo Insieme nel 1984, la tournée teatrale del 2004 che rimetteva in fila tutto quello che si erano detti sul palco. Sugar ne conserva buona parte – da Matto come un gatto a Pomodori, fino alle riletture di Il cielo in una stanza e Quattro amici al bar – e adesso ci aggiunge il capitolo che nessuno avrebbe voluto scrivere in questo modo. Diceva Paoli che “le canzoni sono degli attaccapanni: ognuno ci appende il proprio cappello”. Questa si può appendere dove si preferisce: un padre e un figlio, due amici, due amanti. Sotto resta comunque la stessa storia, due persone che si ritrovano dopo essere state lontane.