Belve Crime, novità per Francesca Fagnani dopo le polemiche e il rinvio

Francesca Fagnani torna in tv con la nuova edizione di "Belve Crime" che era stata inizialmente rimandata

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Martina Dessì

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Content editor di tv, musica e spettacolo. Appassionata di televisione da sempre, designer di gioielli a tempo perso: ama i particolari, le storie e tutto quello che brilla.

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Dopo settimane di voci, polemiche e attese, arrivano finalmente novità concrete su Belve Crime, lo spin-off del celebre programma condotto da Francesca Fagnani. Secondo Dagospia, la giornalista romana è già al lavoro sulla nuova edizione di Belve, che tornerà su Rai2 ad aprile, ma con una struttura diversa rispetto a quanto inizialmente previsto. Una scelta che nasce da un rinvio inatteso e da alcune difficoltà tecniche, ma che finisce per rafforzare l’offerta complessiva del programma.

Quando torna Belve Crime

Belve è certamente uno dei format più in voga dei tempi più recenti. Non è infatti un caso che sia arrivato in prima serata dopo aver trascorso un lungo periodo nelle retrovie. Negli ultimi anni il programma ha raccolto un pubblico trasversale, grazie allo stile diretto e mai compiacente della sua conduttrice, Francesca Fagnani. Proprio per questo l’annuncio di Belve Crime, una versione dedicata al mondo della cronaca nera e giudiziaria, aveva suscitato grande curiosità, ma anche inevitabili discussioni.

Il rinvio delle puntate speciali, inizialmente previsto in coda alla stagione standard, aveva generato indiscrezioni e critiche, soprattutto sui social. La produzione aveva parlato di questioni tecniche, evitando di entrare nel dettaglio, mentre Fagnani ha mantenuto il suo consueto profilo basso, senza alimentare inutili dicerie. Ora, però, la strategia è certa perché Belve Crime non viene cancellato, ma potenziato.

Le puntate in programma

A partire da aprile, infatti, andranno in onda quattro puntate dedicate esclusivamente alla cronaca, che si aggiungeranno alle quattro puntate “standard” del programma. In totale, Belve arriverà quindi a otto appuntamenti complessivi, una scelta che conferma la fiducia della Rai nel progetto e nella sua conduttrice. Un segnale non scontato, soprattutto dopo il discusso rinvio e in un momento in cui è essere prudenti è un obbligo imprescindibile quando si tratta di contenuti considerati sensibili.

Le puntate di Belve Crime manterranno lo stile originale, ma con un’attenzione particolare alla complessità delle storie raccontate com’era accaduto nella puntata pilota che aveva messo al centro un complicata intervista a Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio. Non solo fatti di sangue, ma percorsi umani difficili, responsabilità e inevitabili zone d’ombra. Un terreno delicato, che richiede rigore, qualità che Fagnani ha dimostrato di possedere anche nelle interviste più controverse.

Per il pubblico, sempre più attento ai temi sociali e alla realtà raccontata secondo un punto di vista diverso, questa nuova articolazione del programma è un’occasione interessante da non sprecare. Belve parla di potere, ma anche di identità e di scelte, mentre Belve Crime amplia lo sguardo, portando in primo piano storie più profonde, in cui la cronaca nera si fonde con le storie personali.

Il ritorno ad aprile si potrebbe leggere come ripartenza strategica, non solo un rinvio. Dopo le polemiche, la risposta è nei contenuti e nella continuità di un progetto che, nel bene e nel male, continua a far discutere. E forse è proprio questo il segreto di Belve, quello di non lasciare mai indifferenti. Nemmeno di fronte a un giudizio che non permette più ripensamenti.

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