Piacere e generazioni: come cambia il rapporto con la clitoride a 20, 30 e 50 anni

Come cambia il rapporto con la clitoride nelle diverse fasi della vita, tra consapevolezza anatomica, cultura del piacere e nuove libertà generazionali

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Giulia Farsetti

Giornalista e Sex Editor

Giornalista e Social Media Manager, da sempre ama scrivere, creare contenuti e raccontare storie. Da anni studia e scrive di benessere e sessualità. Gestisce diversi profili social e, da brava Vergine, adora organizzare tutto alla perfezione… Con immancabili evidenziatori colorati!

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Una ricerca condotta in Italia in collaborazione tra LELO e AstraRicerche ha svelato che l’80% delle persone considera la stimolazione clitoridea come determinante per l’orgasmo, mentre il 68% pensa che sia necessaria una connessione emotiva.

Questo dato ribalta una narrazione romantica lunga secoli e si allinea a una visione più reale e diretta del piacere femminile.

Se oggi si parla apertamente di clitoride (come hanno confermato il 62% degli italiani, che dichiarano che sia più facile farlo rispetto al passato), non significa che tutte le generazioni vivano questo aspetto allo stesso modo: il modo in cui nominiamo, esploriamo e rivendichiamo il piacere cambia con l’età, con l’educazione ricevuta, con il linguaggio a cui siamo state esposte.

Non è solo una questione anatomica, ma culturale e generazionale, che attraversa le fasi della vita, modificando la percezione della clitoride e il piacere sessuale ad essa legato.

La clitoride non è (solo) quello che vediamo

Per quanti anni, secoli, la clitoride è stata ridotta a un piccolo punto esterno? Eppure la ricerca scientifica mostra chiaramente che la clitoride è un organo esteso, che ha una struttura complessa e che si vede in minima parte all’esterno per poi svilupparsi all’interno della vulva, con una struttura complessa che circonda la vagina e che partecipa attivamente all’esperienza orgasmica.

Il 42% delle persone intervistate dalla ricerca portata avanti da LELO, però, ignora ancora questa informazione e questo significa che dobbiamo ancora lavorare a livello culturale. Se per anni abbiamo pensato che l’orgasmo “vero” fosse quello vaginale, è anche perché l’anatomia è stata raccontata in modo incompleto. Non è un caso che vari articoli divulgativi, come quello pubblicato su Psychology Today, hanno contribuito a smontare il mito della contrapposizione tra orgasmo vaginale e clitorideo, mostrando come la stimolazione interna coinvolga comunque il complesso clitorideo.

Possiamo affermare che negli ultimi anni a cambiare non è stato il corpo, ma la narrazione di esso. E questo ci ha permesso di conoscere meglio anche il piacere femminile nelle varie fasi della vita.

Piacere e generazioni: cosa cambia davvero?

Il rapporto con la clitoride non cambia dal punto di vista anatomico, ma cambia profondamente dal punto di vista culturale, relazionale e personale.

  • A 20 anni il piacere è esplorazione. Si rivendica la libertà di provare piacere, di desiderare di sperimentare, ma tutto è ancora in costruzione.
  • A 30 anni il piacere è consapevolezza. Si sa cosa funziona meglio per se stesse e si comunica di più. Una maggior conoscenza del proprio corpo permette di integrare la stimolazione clitoridea in modo sereno e piacevole nella propria vita sessuale, con maggiore pragmatismo.
  • A 50 anni il piacere è autonomia. Meno performance e più scelta personale. È un’evoluzione dell’identità sessuale, che si trasforma insieme alla donna e si adatta alle esigenze più mature e consapevoli.

Linguaggi, approcci e libertà: cosa cambia davvero tra generazioni

Ogni generazione ha avuto accesso a strumenti e spazi diversi: questo si riflette nel modo in cui ci si rapporta al piacere sessuale. Nella Gen Z, ad esempio, il linguaggio sarà spesso esplicito e diretto, quello delle trentenni/quarantenni sarà più pragmatico, mentre quello delle cinquantenni sarà più narrativo, legato all’esperienza vissuta.

Cambia l’approccio, la percezione e la consapevolezza legata al piacere che si evolve insieme alla donna e alla sua intimità e identità nel corso degli anni.

18–29 anni: esplorazione e cultura pop del piacere

Tra i 18 e i 29 anni la conoscenza della clitoride è massima, soprattutto al giorno d’oggi. Questo perché questa è una generazione cresciuta con contenuti sex-positive online e podcast di educazione sessuale. Oggi il piacere viene vissuto come diritto ed esplorazione, aspetto che già nei decenni passati, in questa fascia di età, veniva rivendicato (seppur in modo diverso). Sono gli anni in cui c’è sperimentazione e desiderio di conoscere se stesse e l’altra persona.

Ma eccoci davanti a un bel paradosso: un articolo del New York Post riporta come molti uomini della Gen Z fatichino ancora a localizzare correttamente la clitoride. Questo aspetto suggerisce una distanza tra esposizione mediatica e reale educazione sessuale condivisa.

La libertà, in questa fase di vita, è spesso dichiarata, ma ancora in costruzione. Si sperimenta, si rivendica, ma si è ancora nel pieno della scoperta.

30–39 anni: pragmatismo, consapevolezza e fine dei miti

Tra i 30 e i 39 anni il rapporto con il piacere cambia, si fa più maturo, più concreto. L’orgasmo diventa centrale non tanto come rivendicazione ideologica, ma più come consapevolezza pratica.

In questi anni si sa cosa funziona, cosa ci piace, cosa si desidera e questo permette anche di comunicare di più o, almeno, di provarci. In questa fase il piacere è spesso una libertà negoziata, che trova il suo spazio tra lavoro, relazioni, stanchezza ed eccitazione: in sintesi, tra desiderio e vita adulta. La stimolazione clitoridea è parte integrante del sesso penetrativo e del piacere sessuale, praticato in una relazione e in autonomia.

50–59 anni: meno performance, più parola

Superati i 50 anni, si vive la sessualità in modo meno performativo: c’è meno necessità di dimostrare e più desiderio di vivere la quotidianità nel modo più semplice possibile.

Il piacere è legato al benessere e alle scelte personali. Si parla di più, si chiede di più e ci si adatta ai cambiamenti: si accetta di modificare ritmo, modalità e priorità.

Se a vent’anni la libertà è dichiarata e a trenta regolata, dopo i cinquanta può diventare davvero conquistata.

La vera rivoluzione

La riscoperta anatomica della clitoride, confermata dalla ricerca scientifica, la messa in discussione del mito dell’orgasmo vaginale, il dibattito sull’orgasm gap e perfino i dati di mercato che mostrano un aumento dell’interesse verso la stimolazione clitoridea raccontano la stessa storia: il piacere femminile non è più invisibile.

Ma la vera rivoluzione, dal mio punto di vista, è relazionale. Donne di età diverse che hanno informazioni, strumenti e perfino linguaggio diverso, ma che ancora faticano a sentirsi legittimate nel chiedere ciò che desiderano. La conoscenza anatomica è fondamentale, ma il passaggio decisivo è interiore. Riconoscere il proprio piacere come valido, senza doverlo giustificare o minimizzare, è un atto di autonomia che attraversa tutte le generazioni.

Fonti bibliografiche

Sonography of the clitoris, PubMed

Women’s Experiences With Genital Touching, Sexual Pleasure, and Orgasm, PubMed

La rinascita del clitoride, Comunicato Stampa LELO

The truth about vaginal orgasms, Psychology Today

Stop faking, start fixing: rethinking the orgasm gap, Psychology Today

Gen Z men can’t locate a woman’s clitoris, New York Post

How to do the coital alignment technique for a next-level orgasm, Women’sHealth