Covid-19 e malattie di stagione, cosa fare con i bambini

I sintomi delle malattie stagionali, in questo periodo ci fanno pensare subito al Covid-19. Cosa fare quindi con i bambini? Quali sono i sintomi da osservare e che richiedono il consulto del pediatra?

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

 

Ormai ci siamo abituati. Non appena compare un mal di gola, qualche linea di febbre e magari un pizzico di mal di testa, subito il pensiero corre all’infezione da Sars-CoV-2. Eppure in questo periodo i classici mali di stagione, fortunatamente legati all’infezione da altri virus ben più noti e conosciuti dal sistema immunitario, sono all’ordine del giorno. Come comportarsi allora? Ecco il parere di Michele Miraglia del Giudice, professore di Pediatria e Allergologia dell’Università della Campania.

La parola passi al pediatra

Prima di tutto, sgombriamo il campo dagli equivoci. “Anche i bambini possono essere portatori del virus ed esattamente come gli adulti posso trasmetterlo anche agli altri. – spiega l’esperto  Per questo è importante che anche i bambini rispettino le norme di sicurezza come lavarsi le mani con frequenza, evitare il contatto con superfici e altre persone”. In ogni caso, il sistema immunitario del bambino è come un esploratore alle prime armi. Ed è abituato a incontrare e a imparare a difendersi dai virus e batteri che incontra per la prima volta. “Probabilmente da questa capacità di adattamento della risposta immunitaria tipica dell’infanzia dipende il minore numero di contagi e la minore gravità dell’infezione da COVID-19 in età pediatrica. – riprende Miraglia Del Giudice. In presenza di sintomi quindi va consultato il pediatra in un bambino con febbre e malessere che non recede dopo tre giorni di terapia con antifebbrili. Nei bambini non sempre l’infezione da COVID-19 si presenta con sintomi respiratori e polmonite. I sintomi potrebbero essere anche gastro-intestinali, anche in questo caso particolarmente persistenti anche dopo un trattamento adeguato.   Da uno studio pubblicato su ‘Frontiers in Pediatrics’ recentemente si nota che nei bambini l’infezione si manifesta con febbre, disturbi gastrointestinali e diarrea, più che con la tosse, sintomo invece molto presente negli adulti”. Sul fronte della prevenzione, ricordiamo che il lavaggio delle mani resta una regola fondamentale, soprattutto se fatto con frequenza e nel modo corretto per almeno 20 secondi, in mancanza dell’acqua si può usare anche un disinfettante in gel a base di alcool almeno al 60%. È consigliato anche lavare o disinfettare spesso le superfici di casa e oggetti che vengono utilizzati con frequenza, come i giocattoli ma anche cellulari e telecomandi. i genitori potrebbero insegnare ai bambini a coprire naso e bocca quando si tossisce o si starnutisce, evitare di toccarsi il viso, mantenere le distanze di sicurezza con le altre persone e indossare la mascherina, tra l’altro obbligatoria per i bambini con più di 6 anni.

Come affrontare i malanni di stagione

“Febbre e raffreddori, ma anche mal di gola o mal d’orecchio devono essere trattati con gli stessi farmaci che normalmente impieghiamo, come gli antinfiammatori – fa notare Miraglia Del Giudice. È anzi importante trattare questi sintomi, specialmente le infiammazioni faringee (mal di gola) perché l’infiammazione in corso potrebbe esporre il bambino ad una maggior ricettività nei confronti di altri agenti batterici o virali. In caso di qualsiasi dubbio, è bene rivolgersi al proprio medico pediatra per avere indicazioni. In questo senso, vorrei smentire una fake news che ha circolato e ricordare che ibuprofene è uno dei farmaci consigliati dalle linee guida della Società italiana di Pediatria (SIP) per il trattamento della febbre e del dolore nei bambini. Tra i FANS (Antinfiammatori non steroidei), ibuprofene è tra le molecole con maggiore evidenza di sicurezza in età pediatrica nella letteratura medica e può essere somministrato normalmente. Le informazioni circolate riguardo i potenziali rischi associati ai farmaci antinfiammatori tra cui ibuprofene si sono dimostrate infondate. La smentita è arrivata da numerosi fonti autorevoli come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e l’Agenzia Italia del Farmaco (AIFA). È stato confermato che non vi è alcuna evidenza scientifica che stabilisca una correlazione tra l’uso di ibuprofene e un peggioramento della malattia da Covid-19”.  “Se una fake news su un farmaco è sempre molto pericolosa, ancora di più lo è quando si tratta di farmaci anche ad uso pediatrico. “È senz’altro importante fare chiarezza anche nei confronti delle tante mamme e dei tanti papà che possono avere dubbi a seguito dell’allarme circolato sui rischi legati al Covid-19 – conclude Miraglia Del Giudice. Anche in questo caso, resta valido il consiglio di confrontarsi sempre con il proprio pediatra per qualsiasi dubbio o chiarimento e non affidarsi invece alle informazioni che circolano in rete o sui social, da fonti poco attendibili o non accreditate.”

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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