Arfid, cos’è la sindrome del bambino schizzinoso

La sindrome del bambino schizzinoso è una sorta di alimentazione selettiva che va affrontata col pediatra. I consigli per prevenirla

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

La sindrome del bambino schizzinoso o Arfid si può definire una  sorta di “alimentazione selettiva” che deve essere presa in considerazione ed affrontata, insieme al pediatra.

Sindrome del bambino schizzinoso: cos’è e come affrontarla

Ricordate di parlare sempre con il pediatra sei il bambino tende ad evitare recisamente alcuni alimenti, senza un motivo inspiegabile, nutrendosi sempre con gli stessi cibi.

Ad esempio, quando il suo palato sembra richiedere solamente alimenti molto morbidi, come il budino, lo yogurt o il purè. O magari rivolge le sue preferenze soltanto ad alimenti croccanti. C’è poi un altro aspetto da considerare: occhio se le sue scelte alimentari vengono guidate dal colore. A volte può scegliere tonalità chiare, come quelle della pasta con burro e formaggio o la classica carne bianca o il pesce. In altri casi punta invece decisamente sul rosso, sembrando magari goloso di pasta al pomodoro, fragole o simili.

I genitori debbono prestare attenzione soprattutto al fatto che il bimbo assuma scelte alimentari molto selettive in termini di consistenza del cibo, di colore, ma anche in base al sapore o all’odore. In questo caso viene coinvolto il sistema sensoriale, ma possono essere presenti anche altri problemi: ad esempio il piccolo sembra voler evitare i cibi semplicemente perché nutrirsi non gli pare importante oppure ancora manifesta precise preoccupazioni nel momento di sedersi a tavola. In questi casi, magari mangiando, dice di temere determinati alimenti (soprattutto in base alla loro consistenza) perché teme che lo facciano soffocare.

Colpisce soprattutto i maschi, sei bimbi su dieci che ne soffrono sono di sesso maschile, e la sua insorgenza si concentra dall’età prescolare fino al termine delle scuole medie – spiega Serena Rebora, psicologa e psicoterapeuta presso la Neuropsichiatria dell’Ospedale Gaslini di Genova.

Ovviamente, se il piccolo presenta problemi di questo tipo, il pediatra deve essere il punto di riferimento.

I consigli per prevenire l’Arfid

  • Non avere paura che il bambino piccolo non mangi abbastanza. Confrontarsi sempre con il pediatra ricordando che i bimbi hanno un’elevata capacità di autoregolarsi.
  • Evitare di convincere il bambino a mangiare di più con stratagemmi come il gioco o la visione della Tv a tavola. Non ha senso inseguirlo con il piatto né proporre solo quello che gli piace.
  • Non si deve proporre l’alimentazione come un ricatto, per evitare che si instaurino atteggiamenti oppositivi. Niente frasi del tipo “se non mangi non puoi andare a giocare con gli amici”.
  • Riproporre gli alimenti che non vengono accettati, non come obbligo ma come proposta a qualche giorno di distanza. Essere un po’ selettivi non è un difetto, a patto che si impari a mangiare di tutto.
Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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Arfid, cos’è la sindrome del bambino schizzinoso