Sincope, perché si sviene e cosa fare

La sincope con perdita di coscienza è un evento abbastanza frequente: cause, sintomi premonitori e come affrontarla

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Le gambe cedono. La vista si offusca. Si perde conoscenza. E si sviene. La sincope, con perdita di coscienza, è un evento abbastanza frequente, tanto che ogni anno circa sei milioni di persone vanno incontro a fenomeni di questo tipo. Ma bisogna conoscere il quadro per affrontarlo al meglio, soprattutto al femminile.

Per questo prende il via una campagna che andrà avanti sul web ad aprile, espressamente mirata alla donna. È voluta da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, e si intitola “Sincope: impariamo a riconoscerla”. L’iniziativa ha il patrocinio di GIMSI, il Gruppo multidisciplinare per lo Studio della Sincope presieduto da Andrea Ungar.

A volte basta cambiare posizione

Tecnicamente, lo svenimento si lega ad una perdita temporanea di coscienza, che non è frequente solo in chi soffre di malattie cardiovascolari ma si può manifestare anche in persone perfettamente sane. Basti pensare che la causa di sincope in assoluto più frequente è legata alla reazione definita vaso-vagale: il cervello va in “black-out” per pochi secondi poiché non irrorato correttamente dal flusso sanguigno a seguito di una rapida riduzione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca.

Le altre forme di sincope, più rare, possono essere legate a due ordini di motivi: cause cardiache e ipotensione ortostatica. Le prime sono le più pericolose ed occorre riconoscerle per tempo per porre in atto le opportune contromisure, mentre quelle legate a ipotensione ortostatica, magari perché ci si alza rapidamente da letto, sono legate ad un calo pressorio quando il paziente si alza in piedi e sono più frequenti nell’anziano, quando ovviamente i sistemi di “controllo” non sono più perfettamente efficienti.

Nella maggior parte dei casi è possibile prevenire la sincope vaso-vagale conoscendo i sintomi premonitori quali per esempio sudorazione, “discomfort addominale”, sensazione di testa leggera, transitorie perdite di coscienza durante uno stress emotivo, precedute o seguite da nausea o vomito.

Molto diversi sono i sintomi premonitori delle sincopi cardiache: possono essere presenti palpitazioni, affanno e dolore toracico. In generale, quando non è associata a cardiopatia, la sincope ha una prognosi benigna. Nel paziente cardiopatico, invece, la sincope può rappresentare il sintomo premonitore di un evento fatale. È importante, perciò, non sottovalutare il significato clinico di questo sintomo e rivolgersi al medico.

Come si affronta nei centri “ad hoc”

Ovviamente il quadro va definito dal medico. Ma va detto che esistono strutture specializzate, che occorre conoscere, definite con il termine inglese di Syncope Unit.

In Italia sono presenti 69 ospedali con Syncope Unit, una struttura funzionale il cui compito è quello di fornire un approccio standardizzato per la diagnosi e la gestione delle perdite transitorie di coscienza e dei relativi sintomi, con uno staff dedicato e con la possibilità di accedere alla diagnostica secondo un percorso facilitato e di fornire le corrette indicazioni terapeutiche. La Syncope Unit può essere parte del Dipartimento di Emergenza e nel team sono presenti cardiologi, geriatri, medici di medicina interna e neurologi.

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