Interferenti endocrini, cosa sono e perché occorre attenzione

Ci sono almeno 12mila sostanze chimiche pericolose per la nostra salute: quali effetti possono avere sul sistema endocrino e come proteggersi

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Stando alle stime Eurostat, ogni secondo e mezzo l’industria sviluppa un nuovo composto chimico e ogni anno vengono liberate nell’ambiente oltre mille sostanze potenzialmente pericolose. Oltre 300.000 tonnellate prodotte ogni anno, 200.000 composti differenti, fino a 12.000 molecole dannose per la salute e l’ambiente.

L’Europa è “sommersa” da prodotti chimici che si trovano in moltissimi prodotti di largo utilizzo e che sono spesso interferenti endocrini, ovvero alterano gli equilibri ormonali, con effetti potenzialmente drammatici sulla salute di adulti e bambini come malformazioni congenite, disturbi dello sviluppo neurologico o della riproduzione, tumori, diabete e obesità.

Gli esperti sollecitano un maggiore impegno nella ricerca scientifica, perché è indispensabile definire meglio soglie di sicurezza e conseguenze dei ‘cocktail’ di sostanze a cui siamo esposti, che possono avere effetti negativi specialmente in gravidanza. A ribadirlo sono gli specialisti riuniti a Roma in occasione del Congresso della Società Italiana di Endocrinologia.

Quanto pesano gli interferenti endocrini

Una valanga di prodotti chimici viene riversata ogni anno nell’ambiente in cui viviamo: ogni 1,4 secondi l’industria sviluppa un nuovo composto e ogni anno 1000 nuove sostanze vengono introdotte sul mercato, stando alle stime Eurostat nella sola Unione Europea si producono 300 milioni di tonnellate di sostanze chimiche ogni anno e se ne consumano 200.000 tipi diversi, con vendite globali più che raddoppiate tra il 2000 e il 2017.

Sono fino a 12.000 le sostanze considerate pericolose per la salute o l’ambiente: presenti in tre prodotti su quattro di larghissimo utilizzo, dai pannolini alle vernici, dai prodotti per la pulizia agli adesivi, molte sono interferenti endocrini ovvero composti che alterano il funzionamento del sistema endocrino e gli equilibri ormonali, con effetti negativi per la salute di adulti e bambini come malformazioni congenite, disturbi dello sviluppo neurologico o della riproduzione, tumori, diabete e obesità.

Negli ultimi 13 anni nell’Unione Europea sono state vietate circa 2.000 sostanze ma serve ora un’accelerazione per regolamentare i tantissimi interferenti endocrini che minacciano la salute dei cittadini: per questo la Società Italiana di Endocrinologia ha appena sottoscritto la petizione dell’European Society of Endocrinology, che in una lettera indirizzata alla Presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen, chiede di aggiornare, prima che decadano i mandati dell’attuale Parlamento europeo e della Commissione,  il regolamento europeo n. 1907/2006 REACH (Restriction, Evaluation, and Authorisation of Chemicals) concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche.

“È fondamentale che la revisione sia adottata nell’ambito dell’attuale mandato politico della Commissione europea e del Parlamento europeo. Ritardare ulteriormente la revisione del REACH determinerà il persistere di un elevato livello di esposizione della popolazione ai cosiddetti interferenti endocrini, cioè sostanze chimiche capaci di alterare la funzione del sistema endocrino, con conseguenze più gravi in particolar modo per i soggetti più vulnerabili, come donne in gravidanza e bambini – spiegano Annamaria Colao, presidente della Società Italiana di Endocrinologia (SIE), e Gianluca Aimaretti, presidente eletto SIE. Queste sostanze chimiche, che includono per esempio bisfenoli, ftalati e perfluoroalchiliche (PFAS) e si trovano in numerosissimi oggetti di uso comune fra cui imballaggi, bottiglie di plastica e giocattoli, sono pervasive e comportano gravi conseguenze avverse sul sistema endocrino. Le donne incinte e i bambini sono particolarmente sensibili agli effetti delle interferenze sul sistema endocrino”.

Gli ftalati nell’ambiente

Molecole di ftalati, composti chimici usati nell’industria della plastica per migliorarne flessibilità e modellabilità, sono presenti nel particolato atmosferico. A dirlo è stato qualche tempo fa Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA). “Si ritiene che in ambienti indoor, causa anche il minor ricambio d’aria, la loro concentrazione sia maggiore in quanto si tratta di molecole che si liberano nell’aria per usura di arredi e manufatti plastici, normalmente presenti nelle stanze di case e uffici – è stato il suo commento”.

Sempre secondo l’esperto, queste molecole disperse nell’aria potrebbero favorire la liberazione di sostanze in grado di interferire con l’organismo e alterare l’equilibrio ormonale, che è fondamentale per lo sviluppo del feto, per la crescita del bambino, per lo sviluppo sessuale e per le attività riproduttive. “Più esposta al rischio dunque è la fascia di popolazione più debole: neonati, bambini e giovani adolescenti – ricorda Miani”.

Gli interferenti endocrini impattano sull’uomo

Bisogna avere più attenzione all’ambiente nel quale viviamo, contaminato da numerose sostanze chimiche. Numerosi studi epidemiologici e su modelli biologici hanno suggerito la possibile interferenza di queste sostanze sui sistemi ormonali dell’uomo.  Ftalati, pesticidi e fitoestrogeni possono comportarsi da interferenti endocrini: “mimano” ormoni come gli estrogeni e gli androgeni presenti nell’organismo e in questo modo influenzano pesantemente gli equilibri ormonali.

È importante preservare la funzione sessuale e la fertilità con scelte alimentari sempre più consapevoli, cercando per esempio di dare la preferenza a cibi biologici e che non siano imballati in plastiche. Gli effetti delle sostanze chimiche presenti nei cibi possono sommarsi a quelli di altri elementi ambientali e dello stile di vita che minacciano la salute sessuale maschile, dal fumo alle malattie sessualmente trasmesse: per tutelare il proprio benessere, gli uomini dovrebbero perciò rivolgersi con fiducia all’andrologo per una valutazione precisa della propria situazione e per avere consigli su misura rispetto alle proprie abitudini di vita e a tavola.