Insonnia e sonnolenza diurna, la cura che fai funziona? Te lo dirà lo smartphone

Con una app per smartphone si potrà verificare in tempo reale l'efficacia delle cure contro l'insonnia: cosa migliora e quali sintomi riduce

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

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È la grande sfida per tante persone. Ansia, irritabilità, debolezza, difficoltà di concentrarci ci accompagnano per tutto il giorno, quando dormiamo male e/o poco. E non chiediamo altro che qualcosa che ci aiuti a rimanere per quanto dovremmo tra le braccia di Morfeo. Facile a dirsi. Ma difficile da ottenere, la terapia ideale per affrontare l’insonnia nelle sue varie sfaccettature. Anche e soprattutto perché non tutte le persone sono uguali. E tanto meno si sovrappongono nei diversi soggetti meccanismi che generano il sonno insoddisfacente.

Ebbene, per sapere se la cura che stiamo facendo è davvero quella giusta per noi in futuro potremmo puntare sullo smartphone. Una ricerca condotta dagli esperti dell’Università del Maryland pubblicata su JAMA Network Open dice che con una app dedicata si potrebbe sapere se davvero una cura funziona, e quanto.

Cosa dice lo studio

L’indagine rivela che utilizzando valutazioni in tempo reale ottenute attraverso lo smartphone si può valutare l’efficacia dei farmaci che si stanno assumendo rilevando miglioramenti nei sintomi dell’insonnia diurna, tra cui capacità di pensiero, affaticamento e umore.

Pensate: dopo due settimane di trattamento, questo approccio basato su smartphone ha rilevato gli effetti del trattamento in modo più efficace rispetto ai metodi tradizionali come i questionari di richiamo. Lo studio clinico ha coinvolto 40 anziani di età compresa tra 60 e 85 anni affetti da insonnia cronica, assegnati in modo casuale all’assunzione di un farmaco mirato per l’insonnia o un placebo per 16 notti.

Entrambi i gruppi hanno utilizzato una app per smartphone per registrare i sintomi dell’insonnia diurna in tempo reale, quattro volte al giorno per tutta la durata dello studio. I partecipanti hanno anche compilato questionari tradizionali per valutare i loro ritmi del sonno e i sintomi diurni, sia prima che dopo il trattamento.

Risultato? In primo luogo i questionari tradizionali hanno rilevato un miglioramento generale della gravità dell’insonnia tra il gruppo di trattamento e quello placebo, senza individuare differenze significative nei sintomi diurni.

Al contrario, l’approccio di valutazione basato su smartphone, denominato valutazione ecologica momentanea (EMA), ha rivelato differenze sottili e importanti tra i due gruppi: rispetto al placebo, dopo trattamento col farmaco è aumentato l’affaticamento al mattino, ma si è stati meglio su questo fronte nel pomeriggio e alla sera.

Allo stesso modo, la cognizione vigile si è normalizzata con il passare delle ore diurne in chi ha assunto il farmaco.  I partecipanti alla ricerca hanno osservato che la valutazione tramite smartphone era facile da usare, con un tasso di completamento del 93,3% in tutti i sondaggi, a dimostrazione della fattibilità e del forte coinvolgimento.

Il peso dell’insonnia, malattia delle 24 ore

Sintomi diurni come affaticamento, deterioramento cognitivo e disturbi dell’umore sono caratteristiche principali dell’insonnia, ricordano gli autori della ricerca.

Quindi non basta agire sul riposo notturno ma occorre migliorare il sonno. Occorre davvero capire quanto e come eventuali terapie (che vanno sempre indicate dal medico) migliorino anche la funzionalità diurna. In questo senso, ciò che i pazienti riferiscono è la cosa che conta di più.

Non bisogna mai dimenticare che l’impatto dell’insonnia è spesso sottovalutato. In realtà, può essere una condizione angosciante in grado di incidere in modo rilevante sulla qualità di vita del paziente compromettendo lavoro, studio, vita sociale e di relazione. Lo dicono le cifre.

Prima di tutto le persone che soffrono di insonnia evidenziano una probabilità tre volte maggiore di sentirsi giù di morale o depresse, rispetto alle persone con un ritmo di sonno normale e un rischio due volte superiore di sperimentare scarsi livelli di energia e bassa motivazione per dedicarsi all’esercizio fisico o per partecipare ad attività sociali.

Non solo: in chi fa i conti con l’insonnia crescono le probabilità di sentirsi irritabili e incompresi, con possibili ripercussioni sulle relazioni nella vita privata e lavorativa. Pensate che negli insonni si registra mediamente una probabilità tre volte maggiore di scarsa concentrazione durante il giorno rispetto a chi dorme bene.

Anche l’impatto economico dell’insonnia è molto significativo in quanto è una delle principali cause di assenteismo e di riduzione della produttività sul lavoro.

Una cattiva gestione dell’insonnia è associata a un aumento del rischio di incidenti stradali, cadute e infortuni sul posto di lavoro. In Europa, l’onere totale annuo dell’insonnia è pari a circa 50 miliardi di euro. Questo dato si riferisce però ai soli costi diretti, come i costi per i farmaci e il trattamento psicoterapeutico. Vanno considerati anche i costi indiretti dovuti ad assenteismo, riduzione della produttività sul lavoro e all’aumento degli infortuni e del rischio di incidenti stradali.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.