Giusto riposo, igiene dentale e buona colazione per proteggere il cuore

Riposare bene, fare colazione e curare la propria igiene orale aiutato a proteggere il cuore: i consigli degli esperti

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Quanto pesano le nostre abitudini sul benessere del cuore? Molto. Anzi moltissimo. Oltre ai tradizionali fattori di rischio, come ipertensione, fumo, diabete, colesterolo alto e sovrappeso, pare però che la prima colazione, il necessario riposo notturno e la salute della bocca siano importanti in prevenzione. Ecco i consigli che vengono dagli esperti presenti a Firenze in occasione del Congresso Conoscere e curare il cuore, organizzato dalla Fondazione Centro per la lotta contro l’infarto.

Cosa si può fare per prevenire l’ischemia cardiaca

I cardiologi riuniti nel capoluogo toscano hanno, tra i tanti temi toccati, rivisitato studi scientifici recenti che hanno permesso di rilevare come chi dorme poco, non si lava i denti e non fa colazione abbia un rischio aumentato di infarto. Cominciamo con la difficoltà a cadere tra le braccia di Morfeo. “Studi epidemiologici e dati sperimentali indicano una forte associazione della deprivazione di sonno con lo sviluppo di fattori di rischio cardiometabolici, aterosclerosi polidistrettuale (cioè diffusa a diversi vasi, ndr.) e coronaropatia” – spiega Francesco Prati, Presidente della Fondazione Centro per la lotta contro l’infarto.

“Nello specifico, la deprivazione di sonno è stata associata a disregolazione autonomica, disfunzione endoteliale, ipercoagulabilità, insulino-resistenza e stato infiammatorio sistemico. L’iperattivazione adrenergica è la principale responsabile dello sviluppo di ipertensione arteriosa attraverso fenomeni di vasocostrizione, tachicardia e ritenzione di sale. La disregolazione del sistema nervoso autonomo inoltre, attraverso inibizione della funzione pancreatica e aumento della cortisolemia (cioè del valore di cortisolo), è stata associata allo sviluppo di insulino-resistenza, iperglicemia e diabete conclamato. In aggiunta a ciò, la deprivazione di sonno facilita lo sviluppo di obesità attraverso un alterato rilascio di grelina e di leptina, principali responsabili dell’aumentato senso di fame”.

Al risveglio, poi è importante una sana prima colazione, anche se la tendenza moderna sembra aver portato a perdere questa abitudine: le stime dicono che almeno due persone adulte su dieci, oggi, si limitino quando va bene ad un caffè preso in tutta fretta. “Ad oggi ci sono evidenze sul fatto che saltare la colazione possa essere associato allo sviluppo di aterosclerosi subclinica con conseguente aumento di morbilità e mortalità cardiovascolare” – fa sapere l’esperto.

“Recentemente uno studio ha fornito importanti elementi a dimostrazione della presenza e distribuzione delle lesioni aterosclerotiche vascolari subcliniche nei soggetti che saltano la colazione. I risultati dello studio evidenziavano come il gruppo di soggetti che saltava la colazione rispetto a chi l’assumeva regolarmente, aveva un più alto carico aterosclerotico polidistrettuale con una più alta prevalenza di aterosclerosi non coronarica indipendentemente dalla presenza di fattori di rischio cardiovascolari convenzionali. Il messaggio importante dello studio resta che l’abitudine a saltare la colazione è un importante marcatore per individuare categorie ad aumentato profilo di rischio cardiovascolare su cui indirizzare misure preventive e terapeutiche più efficaci”.

Attenzione alla salute della bocca

Nelle ultime due decadi, infine, un interesse crescente è stato rivolto al possibile legame tra parodontopatia, in pratica le malattie dei tessuti che circondano i denti, e malattie cardiovascolari. I primi studi epidemiologici osservazionali che esaminavano l’associazione tra igiene orale e malattie cardiovascolari avevano dimostrato che la scarsa salute periodontale era associata ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari.

È stato esaminato un campione della Scottish Health Survey comprendente 11.869 soggetti senza malattia cardiovascolare nota al basale. Inoltre, in un sottogruppo di 4.830 pazienti, i ricercatori valutavano l’esistenza di un’associazione tra il lavare poche volte i denti ed il riscontro di aumentati livelli ematici di Proteina C Reattiva (PCR) e fibrinogeno, marcatori rispettivamente di infiammazione e, per il secondo, anche di ipercoagulabilità, cioè di aumento della coagulazione del sangue.

I risultati dello studio evidenziavano come, in otto anni di monitoraggio medio, si fossero manifestati 555 eventi cardiovascolari globali, di cui 70 fatali. Il 74 per cento degli eventi cardiovascolari totali era di origine coronarica, dimostrando come i soggetti che lavavano poco i loro denti avessero un più alto rischio di malattia cardiovascolare.

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