Nel panorama delle monarchie contemporanee, dove il ruolo dei membri di sangue blu è spesso definito fin dall’infanzia, Sirivannavari Nariratana Rajakanya si distingue per un percorso meno prevedibile. Principessa della dinastia Chakri, ma anche fondatrice e direttrice creativa di una maison di lusso internazionale, Sirivannavari ha costruito una carriera nella moda che convive con il suo ruolo pubblico all’interno della famiglia reale thailandese.
Nata a Bangkok l’8 gennaio 1987, Sirivannavari è figlia dell’attuale Re di Thailandia, Rama X, Maha Vajiralongkorn, e di Yuvadhida Polpraserth. Non è l’unica figlia del sovrano, ma è oggi una delle figure più visibili e riconoscibili della monarchia thailandese sul piano internazionale. Nel 2005, per decisione del nonno, Re Bhumibol Adulyadej, le viene ufficialmente conferito il titolo di principessa, formalizzando il suo ruolo all’interno della famiglia reale.
Di recente è stata chiamata a rappresentare ufficialmente il Re di Thailandia alla cerimonia di apertura del Grand Egyptian Museum a Il Cairo, su invito del Presidente egiziano. Per l’occasione, è arrivata vestita di nero, nel pieno del lutto nazionale seguito alla morte della Regina Sirikit.

Indice
La moda nel sangue blu
Dopo il divorzio dei genitori, avvenuto nel 1996, la madre si trasferisce con gli altri figli prima nel Regno Unito poi negli Stati Uniti, mentre Sirivannavari torna in Thailandia dal padre. La moda è sempre stata centrale nel suo percorso: la formazione universitaria inizia a Bangkok, alla Chulalongkorn University, e prosegue a Parigi, dove frequenta la Chambre Syndicale de la Couture, oggi parte dell’Institut Français de la Mode.
Nel 2005, quando ha appena 18 anni, fonda la maison SIRIVANNAVARI, concepita fin dall’inizio come un progetto molto ben strutturato.
La Regina Sirikit come fonte di ispirazione
La passione per la moda nasce anche da un’eredità familiare. Sirivannavari ha spesso indicato la nonna, la Regina Sirikit, come una “vera icona” di riferimento. Così racconta a Vogue Italia nel 2025: “Mia nonna, la Regina Sirikit, regina madre di Thailandia, ha esercitato una profonda influenza sul mio percorso nel mondo della moda. Crescendo vicino a lei, sono stata affascinata dal suo impeccabile senso dello stile e dal suo profondo apprezzamento per l’artigianato”.
Il brand che porta il suo nome
La storia del brand è raccontata, sul sito ufficiale, attraverso una timeline precisa che scandisce tappe e sviluppi. Dopo la fondazione arrivano le prime presentazioni a Parigi, nel 2007, quando Sirivannavari viene invitata dalla maison Pierre Balmain a presentare una sfilata durante la Paris Fashion Week primavera/estate 2008 all’Opéra di Parigi.
Un invito dal forte valore simbolico: il couturier Pierre Balmain aveva infatti disegnato abiti per la Regina Sirikit in occasione del tour ufficiale negli Stati Uniti del 1960. La collezione di debutto parigina della Principessa, intitolata Presence of the Past, propone una rilettura contemporanea del costume tradizionale thailandese attraverso “una prospettiva d’avanguardia orientale”.
Nel corso degli anni, Sirivannavari sperimenta fino ad arrivare a una maturazione stilistica che trova una conferma importante nel 2024, quando SIRIVANNAVARI entra ufficialmente nel calendario della Milano Fashion Week. Un debutto che la maison stessa definisce storico, rivendicando il primato di primo brand thailandese ammesso nel calendario ufficiale milanese.

Un ponte di stile tra Oriente e Occidente
Se Milano rappresenta il riconoscimento istituzionale, Parigi resta il luogo della narrazione estetica e la Thailandia il centro operativo. Il brand nasce dall’incontro tra eleganza occidentale e patrimonio artistico thailandese, combinando silhouette decise e femminilità misurata, innovazione e tradizione.
Sul sito ufficiale del brand, Sirivannavari riassume così il suo approccio creativo: “Per essere un bravo artista, devi esercitarti e lavorare con dedizione. Devi tenere gli occhi e la mente aperti all’ispirazione che proviene da tutto ciò che ti circonda, per creare opere di alta qualità”.
Un passaggio centrale nella costruzione dell’identità della maison è la nascita dell’Atelier e Accademia SIRIVANNAVARI, fondati nel 2016 dalla Principessa. Pensati per tutelare e trasmettere il sapere artigianale, atelier e accademia lavorano sulla combinazione tra ricamo tradizionale thailandese, tecniche francesi e design contemporaneo.
Un approccio applicato a tutte le linee della maison – dall’alta moda agli abiti da sposa, dal prêt-à-porter al menswear, fino alla pelletteria e ai gioielli – che sostiene gli artigiani locali e contribuisce allo sviluppo dell’industria tessile thailandese.
L’amore per la musica
Nel progetto creativo di Sirivannavari, la moda dialoga da tempo con un altro linguaggio artistico: la musica. Dal 2016 la Principessa compone per la Royal Bangkok Symphony Orchestra, che esegue le sue opere in occasione delle sfilate della maison, accompagnando ogni collezione con una colonna sonora originale, pensata su misura per il tema.
Ha scritto sei composizioni orchestrali, tra cui Nefreretta, presentata durante la sfilata primavera/estate 2021. Nel 2019, in occasione delle celebrazioni per l’incoronazione di Re Rama X, quattro sue opere sono state eseguite al Teatro Nazionale di Bangkok.
Oltre la moda, c’è lo sport
Oltre alle doti artistiche, Sirivannavari ha avuto anche una carriera sportiva di alto livello. Ha rappresentato la Thailandia nel badminton ai Giochi del Sud-Est Asiatico del 2005, conquistando la medaglia d’oro a squadre. Esiste addirittura un torneo di badminton che porta il suo nome, il Princess Sirivannavari Thailand Masters, un riconoscimento raro per una royal contemporanea.
In seguito si è dedicata all’equitazione come atleta agonista nel dressage, rappresentando il suo Paese in competizioni internazionali e conquistando una medaglia d’argento e una d’oro a squadre.

Durante un’intervista rilasciata nel 2018 al magazine Tatler ha dichiarato: “Mi alleno sei giorni a settimana, monto tre cavalli per un’ora ciascuno. Ho avuto degli infortuni, mi sono rotta una gamba e ho una vite nel piede sinistro, ma non mi sono mai arresa. Ho messo tutta me stessa nel raggiungere i miei obiettivi”.
La Principessa sotto i riflettori
Grazie anche alla sua versatilità, Sirivannavari diventa una Principessa molto conosciuta, entrando presto nel radar dei media globali. Nel 2008 viene inserita da Forbes tra i “20 Hottest Young Royals”, quando il suo percorso nella moda è ancora agli inizi. Negli anni successivi diventa una presenza costante alle fashion week, ben prima di esserne protagonista con il suo brand.
Un episodio che ha attirato l’attenzione internazionale risale al 2018, quando Sirivannavari ha disegnato l’abito indossato da Sophida Kanchanarin, rappresentante della Thailandia al concorso di Miss Universo.
Alcuni commenti critici apparsi online sul vestito hanno dato origine a segnalazioni alle autorità da parte di cittadini, nel contesto delle rigide normative locali che regolano l’espressione pubblica quando coinvolge membri della famiglia reale. La vicenda si è rapidamente chiusa con la rimozione dei contenuti e le scuse dell’autrice dei commenti, ma ha contribuito a mostrare quanto il ruolo della Principessa resti legato a un equilibrio delicato tra creatività e rappresentanza.
Forse futura Regina di Thailandia
Nel 2016, con la morte di Re Bhumibol Adulyadej, il padre di Sirivannavari è salito al trono come Re di Thailandia. Nel quadro delle regole di successione thailandesi, Sirivannavari è formalmente idonea a diventare erede al trono. La Legge di Successione attribuisce infatti al sovrano la prerogativa esclusiva di designare – e, se necessario, rimuovere – un discendente della famiglia reale come erede; ad oggi, tuttavia, Re Vajiralongkorn non ha ancora nominato ufficialmente un successore.

Una principessa contemporanea della monarchia asiatica
Sirivannavari rappresenta una principessa moderna: il suo lavoro nella moda comunica con l’industria globale del lusso e con l’immagine internazionale della Thailandia. È proprio questa combinazione tra creatività e istituzione a renderla oggi una delle personalità più interessanti della scena reale asiatica contemporanea.