Re Carlo, bastano due parole per far fare pace a William e Harry. Ma non è facile

Ora che Harry ha fatto ritorno nel Regno Unito, Re Carlo dovrebbe provare anche a occuparsi della pace tra i suoi figli. Ma la strada è in salita

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Martina Dessì

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Una frase che, da sola, potrebbe rimettere insieme una famiglia spaccata: “Mi dispiace”. Due parole, niente di più. Eppure, a giudicare da come stanno le cose tra Buckingham Palace e la nuova casa fuori Londra dei Sussex, pronunciarle sembra la cosa più complicata del mondo. E Re Carlo, in mezzo a tutto questo, si ritrova a fare l’equilibrista tra i suoi due figli, senza riuscire davvero ad accontentare nessuno dei due.

Il tema torna d’attualità proprio in questi giorni, complice il rientro nel Regno Unito del Principe Harry, tornato a vivere in patria insieme a Meghan Markle e ai piccoli Archie e Lilibet, a sei anni esatti da quando la coppia aveva scelto di trasferirsi in Nord America. Della nuova residenza non si sa molto, per ovvie ragioni di sicurezza, ma pare che la famiglia si sia sistemata in una zona verde e riservata delle Cotswolds, non troppo lontano dalla Capitale e, soprattutto, da William.

Perché il ritorno di Harry cambia gli equilibri a corte

Fin quando Harry viveva dall’altra parte dell’oceano, evitare il tema della riconciliazione era tutto sommato più semplice: bastava lasciar correre, senza troppe pressioni da parte di nessuno. Ora che il figlio minore del Re è tornato a poca distanza dal fratello, le cose cambiano. Vivere vicini, magari incrociarsi agli stessi eventi ufficiali, rende quel silenzio sempre più difficile da giustificare, anche agli occhi di un’opinione pubblica che osserva ogni minimo gesto.

A raccontare quanto sia delicata la posizione del sovrano è stata Jennie Bond, per anni volto e voce autorevole della BBC sulle vicende di corte. Secondo lei, Carlo prova una lealtà fortissima verso William, che gli è rimasto accanto nei momenti più duri di questi ultimi anni, compresa la malattia. Ma allo stesso tempo resta, semplicemente, il padre di Harry, e un padre non smette mai di sperare che i propri figli tornino a parlarsi, prima o poi.

Le scuse mancate e l’ombra del trentennale di Diana

Ed è qui che si torna alle famose due parole. Per Bond, un vero passo avanti richiederebbe da parte di Harry e Meghan un riconoscimento sincero: ammettere, cioè, che certe dichiarazioni pubbliche degli ultimi anni hanno ferito profondamente la famiglia. Non un post sui social ma un gesto onesto, quasi privato. Dall’altra parte, anche un piccolo passo del Palazzo, magari con la giusta discrezione, potrebbe bastare a sbloccare tutto.

Il tempo, però, stringe. L’anno prossimo cadrà il trentesimo anniversario della morte di Lady Diana, e le prime celebrazioni sono già in fase di organizzazione. È inevitabile chiedersi come si comporteranno i due fratelli in quell’occasione: si presenteranno insieme, spalla a spalla, a onorare la memoria della madre che li ha cresciuti entrambi con lo stesso amore? O il gelo sarà talmente radicato da farli restare distanti anche davanti al suo ricordo?

Nessuno può saperlo con certezza, nemmeno Re Carlo. Ma chi lo conosce da vicino racconta di un desiderio sincero di rivedere i suoi ragazzi seduti allo stesso tavolo, magari per un pranzo qualunque, senza telecamere intorno. Due parole, in fondo, non costano nulla. Il difficile, come capita in tante famiglie, è trovare il coraggio di essere i primi a dirle.