Re Carlo, la mossa senza precedenti dopo l’arresto di Andrea

Re Carlo si è messo a disposizione della polizia dopo l'arresto di Andrea, dando l'accesso ai documenti che si trovano a Buckingham Palace

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Serena De Filippi

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È stata definita “straordinaria e senza precedenti” la scelta di Re Carlo di concedere alla polizia l’accesso ai documenti che si trovano a Buckingham Palace su Andrea Mountbatten-Windsor. Giovedì 19 febbraio, nel giorno del suo sessantaseiesimo compleanno, Andrea è stato arrestato e rilasciato dopo quasi 12 ore di interrogatorio. E adesso il Re mantiene fede alla promessa fatta ai sudditi: massima collaborazione con la polizia, per fare chiarezza sulla posizione del fratello.

Re Carlo, la mossa per salvare la Monarchia

Re Carlo sta regnando in un periodo tutt’altro che facile per la Monarchia. Difficoltà e crisi hanno segnato profondamente il Regno di Carlo, che si è trovato a gestire, oltre ai problemi con il figlio, il Principe Harry, anche la sua diagnosi di cancro (e quella di Kate Middleton, la Principessa del Galles). Andrea, poi, il fratello “scomodo”, macchia da anni la Monarchia, ma è stato anche tratto in arresto con l’accusa di aver condiviso delle informazioni sensibili quando rivestiva il ruolo di inviato commerciale.

Stando a quanto riportato dall’Observer, Carlo ha deciso di mantenere fede alla promessa che aveva fatto: massima collaborazione con la polizia, tanto che avranno l’accesso a tutti i file che sono conservati a Buckingham Palace. La mossa non è – purtroppo – casuale. C’è un timore: qualcuno dello staff di Andrea era a conoscenza di tutto? C’è chi ha provato a “coprirlo”? Le risposte a queste domande sono ciò che Carlo teme al momento più di ogni altra cosa. “Abbiamo detto che collaboreremo pienamente e con tutto il cuore”, ha svelato una fonte.

La Monarchia in difficoltà

In queste ore si susseguono ipotesi, accuse. Ma crescono anche i timori. Quanto sapeva Carlo degli affari del fratello Andrea? E William? Già da giorni si stanno sollecitando proprio il Re e il Principe del Galles per rilasciare delle dichiarazioni alla polizia. “Vorrei chiedere loro rispettosamente di parlare di ciò che Andrea potrebbe aver detto”, ha detto l’avvocato Gloria Allred. “Il modo migliore per sostenere le vittime è che conducano interviste con la polizia se richiesto. Oppure potrebbero offrirsi volontari e dire semplicemente ciò che sanno e rispondere a qualsiasi domanda”.

Da quando Andrea è stato arrestato, la Monarchia non si è chiusa nella gabbia dorata: i Reali sono tornati in pubblico, Kate Middleton ha svolto due impegni in due giorni, tornando persino ai Bafta con il Principe William al suo fianco. Al momento Andrea risulta indagato, e la polizia potrà accedere ai file governativi, ai registri e alle e-mail, messe a disposizione proprio da Carlo.

La situazione è più fragile del cristallo: Andrea potrebbe essere rimosso dalla linea di successione, ma non è sufficiente. L’ora più buia della Monarchia è per il momento solo un’ipotesi: “Quando tutto questo è successo, lui era il Principe Andrea, Duca di York. Era al centro della Famiglia Reale e nominato dalla defunta Regina e dal governo. Una cosa è cacciarlo via ora e dire che è una mela marcia, ma non hanno fatto la dovuta diligenza. Il problema sarà: chi sapeva cosa, quando e perché non è stato fatto nulla?”, la domanda di Robert Jobson è ciò che sta facendo tremare Buckingham Palace.