Re Carlo, le regole non scritte dei banchetti reali (una vi sorprenderà)

Dietro lo sfarzo dei banchetti di Re Carlo c’è un galateo severissimo, fatto di consuetudini mai scritte che nessun invitato osa infrangere

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Quando Re Carlo e la Regina Camilla accolgono i capi di Stato stranieri, personaggi dello spettacolo e uomini d’affari per un banchetto ognuno deve sapere esattamente cosa fare. Dietro l’incanto della tavola apparecchiata, si nasconde un cerimoniale ferreo, che tutti hanno l’obbligo di rispettare alla lettera anche se nessuno l’ha mai messo nero su bianco. Ogni gesto, dal primo passo in sala fino all’ultimo saluto, è regolato e la gaffe non è ammessa.

Dal primo passo in sala alla conversazione

Il banchetto comincia con una piccola rinuncia: quella di fermarsi a chiacchierare. Una volta varcata la soglia, indugiare tra gli altri ospiti è considerato poco elegante, e ci si aspetta che ciascuno raggiunga subito il proprio posto. È da seduti che entra in gioco la regola più severa, quella sulla conversazione: si può parlare soltanto con i commensali immediatamente accanto, a destra e a sinistra, mentre rivolgersi a qualcuno dall’altra parte del tavolo è giudicato il colmo della maleducazione. Non a caso il sovrano siede sempre vicino all’ospite d’onore. Chi si ritrova accanto un vicino poco loquace, o al contrario chi ne ha in sorte uno logorroico, si dovrà rassegnare.

Calici e portate: chi comincia, chi finisce

Anche l’attesa prima della cena ha le sue regole. Chi ha il privilegio di essere presentato ai reali deve non solo inchinarsi o fare la riverenza, ma anche presentarsi con le mani libere: niente calice di champagne lasciato a metà. Il brindisi, poi, non prevede alcun tintinnio, perché per salutare gli altri ospiti basta sollevare il bicchiere, senza farlo toccare a quello del vicino. Una volta a tavola, il ritmo lo detta il monarca: nessuno può assaggiare una portata prima che lo abbia fatto lui, e allo stesso modo si posano le posate non appena ha finito. Una consuetudine che ai tempi della regina Elisabetta metteva a dura prova gli invitati, dato che, a quanto si racconta, era solita mangiare molto velocemente e chi le sedeva intorno doveva adeguarsi al suo passo.

Il divieto che non ti aspetti

E poi c’è la regola che molti faticano a credere: una volta seduti, non ci si può alzare dal tavolo per tutta la durata del pasto, nemmeno per andare in bagno. Meglio, dunque, dosare con attenzione i brindisi. L’unica eccezione riguarda le donne in gravidanza, che prima di allontanarsi incrociano le posate sul piatto, un segnale discreto per far capire al personale che non hanno ancora finito e che il piatto non va portato via. A chiudere la serata c’è infine il congedo: salvo circostanze davvero eccezionali, nessuno può lasciare la sala prima che il Re Carlo e la Regina Camilla si siano ritirati, per quanto la cena possa essersi fatta lunga.

Insomma più che una semplice cena, il banchetto di Stato è molto più di una cena, è un rituale pensato per garantire che tutto si svolga senza imprevisti. Chi riceve l’invito è avvertito: la serata richiede non solo il giusto dress code ma soprattutto un bel ripasso delle regole.