Mary e Margherita di Danimarca, messaggio silenzioso alla Groenlandia: abito e tiara anti-Trump

Mary e Margherita di Danimarca riaffermano il loro legame con la Groenlandia nel bel mezzo delle tensioni con gli Stati Uniti

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

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La Groenlandia si ritrova di nuovo al centro di un racconto che intreccia potere, simboli e diplomazia silenziosa. Donald Trump ha ribadito l’interesse degli Stati Uniti per l’isola artica e dalla monarchia danese è arrivata una risposta sottile, elegante, perfettamente regale.

Nessuna parola ufficiale, perché i membri delle famiglie reali non commentano la politica. Ma i gesti, soprattutto a corte, parlano eccome.

A muoversi con raffinata consapevolezza sono state sia la Regina Mary sia sua suocera, la Regina emerita Margherita II, che in alcune recenti apparizioni hanno riaffermato, ognuna a modo suo, il legame storico, culturale e affettivo tra la Groenlandia e la Danimarca. Una strategia fatta di moda, memoria e gioielli.

I gesti di Mary e Margherita di Danimarca: giù le mani dalla Groenlandia

Per uno dei suoi primi impegni ufficiali del nuovo anno, Mary di Danimarca ha accompagnato il marito, Re Frederik, al tradizionale ricevimento di Capodanno dedicato agli ufficiali delle Forze Armate e dell’Agenzia per la gestione delle emergenze. Un evento solenne, alla presenza di diversi membri della famiglia reale, tra cui il Principe Joachim.

Per l’occasione, Mary ha scelto un abito tutt’altro che casuale: un raffinato vestito bianco impreziosito da dettagli in broccato dorato, firmato Terry Jon by Ricky Freeman.

Mary di Danimarca a Capodanno
IPA
L’abito della Regina Mary legato alla Groenlandia

Un capo che gli osservatori più attenti ricordano bene. È lo stesso abito che Mary aveva indossato durante il suo viaggio in Groenlandia insieme al marito, poco dopo l’abdicazione di Margherita II.

Un ritorno sartoriale carico di significati, proprio mentre dagli Stati Uniti si torna a parlare dell’importanza strategica dell’isola. Coincidenza? Difficile crederlo.

Il dettaglio dell'abito di Mary di Danimarca per la Groenlandia
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Il dettaglio dell’abito di Mary di Danimarca

E anche la Regina emerita Margherita ha voluto lanciare il suo messaggio, affidandolo non ai tessuti ma agli accessori più preziosi. Al ricevimento di Capodanno ha indossato la tiara Naasut, un pezzo unico dal colore dorato e dall’estetica quasi scultorea.

Il gioiello le fu donato dalle autorità groenlandesi nel 2012, in occasione del suo Giubileo di Rubino, ed è realizzato con oro estratto dalla miniera di Kirkespidalen, in Groenlandia. Il nome, Naasut, significa “fiore” nella lingua locale.

Moda e gioielli diventano così strumenti di diplomazia soft, capaci di ribadire appartenenze e alleanze senza bisogno di proclami. In un momento di tensioni internazionali, la monarchia danese risponde con la sua arma più raffinata: la simbologia.

La tiara della Regina Margherita di Danimarca legata alla Groenlandia
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La tiara della Regina Margherita di Danimarca

La storia della Groenlandia tra Danimarca e Stati Uniti

Quando la Norvegia si separò dalla Danimarca nel 1814, dopo le guerre napoleoniche, le ex colonie norvegesi, tra cui la Groenlandia, passarono sotto il controllo danese. La Costituzione del 1953 la incluse nel Commonwealth danese, che comprende le Isole Faroe, in un rapporto noto come Rigsfællesskabet.

Ha avuto il suo Statuto di Autonomia per la prima volta nel 1979 e nel 2009, dopo un referendum in cui i groenlandesi hanno approvato la richiesta di maggiore autogoverno.

Nonostante il suo legame con la Danimarca, la Groenlandia non fa parte dell’Unione Europea. Si è formalmente ritirata nel 1985 dopo un referendum a seguito di controversie sui diritti di pesca.

L’85% dell’isola è ghiacciato e disabitato. Tuttavia, il 30% delle riserve mondiali di gas naturale è ancora inesplorato e il 13% delle riserve mondiali di petrolio si trova nel Circolo Polare Artico.

Ma non solo: qui ci sono alcune delle più grandi riserve di terre rare. Si tratta di minerali essenziali per l’industria, la difesa e le telecomunicazioni.

Gli Stati Uniti sostengono che si tratti di un territorio strategico nel quadro geopolitico. “Vi dico solo questo: abbiamo bisogno della Groenlandia dal punto di vista della sicurezza nazionale e l’Europa ha bisogno che ce l’abbiamo”, ha dichiarato lo stesso Donald Trump quando ha cercato di acquistarla nel 2017, ma si è scontrato con il rifiuto della Danimarca.

Ora, dopo quanto accaduto in Venezuela, con l’arresto del dittatore Maduro, è deciso a riprovarci.

Non sarebbe la prima volta che accade qualcosa del genere: gli USA avevano già acquistato l’Alaska dalla Russia nel 1867 e, all’inizio del XX secolo, avevano comprato le Isola Vergini proprio dalla Danimarca per 25 milioni di dollari in oro per evitare che cadessero sotto il controllo tedesco.

Inoltre, l’interesse di Trump per la Groenlandia non è una novità per un presidente americano. Già nel 1946 Harry Truman tentò senza successo di acquistare l’isola dalla Danimarca per usarla come base difensiva contro l’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda.

Ancor prima, nel XIX secolo, l’allora Segretario di Stato William H. Seward avanzò l’idea di acquistare la Groenlandia e l’Islanda dopo l’acquisizione dell’Alaska.

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