Una fiaba moderna in cui non sono mancati ostacoli e momenti difficili. Eppure tutto ebbe inizio con un vero colpo di fulmine. Anni dopo, ricordando il loro primo incontro, Re Carlo XVI Gustavo lo riassunse con una frase diventata celebre: “È semplicemente scattato qualcosa”. Da allora la coppia ha attraversato mezzo secolo di storia, tra cambiamenti nella monarchia, pettegolezzi, scandali e sfide personali. Il 19 giugno Carlo XVI Gustavo e Silvia festeggeranno le nozze d’oro.
Era il 1972 e Monaco di Baviera ospitava i Giochi Olimpici. Carlo Gustavo aveva 26 anni ed era ancora principe ereditario. Silvia Sommerlath, nata in Germania da padre tedesco e madre brasiliana, lavorava invece nell’organizzazione dell’evento occupandosi dell’accoglienza delle delegazioni straniere e degli ospiti internazionali. Bella, elegante e soprattutto estremamente preparata, parlava diverse lingue e aveva già maturato esperienze come interprete e nel campo delle relazioni internazionali.
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L’incontro alle Olimpiadi di Monaco
Secondo una delle ricostruzioni più note del loro primo incontro, il futuro sovrano la notò dall’altra parte degli spalti affollati e cercò di osservarla meglio con un binocolo. Poco dopo trovò il modo di presentarsi. Al termine della giornata Carlo Gustavo invitò Silvia a cena insieme alla sorella, la Principessa Birgitta, al cognato, il Principe Johann Georg di Hohenzollern, e allo zio Bertil con la compagna Lilian Craig.
La giovane donna conquistò subito i presenti. Dopo la cena il futuro re chiese allo zio cosa ne pensasse di lei. Bertil non ebbe dubbi: “Sposala”. Anni dopo avrebbe ricordato quell’episodio con soddisfazione, definendolo il miglior consiglio mai dato al nipote.
Tra i due nacque subito un’intesa destinata a sopravvivere alla distanza, alle regole della monarchia e all’attenzione sempre più insistente della stampa.
Un amore segreto
All’inizio degli anni Settanta un matrimonio tra loro appariva quasi impossibile. Silvia non apparteneva a una famiglia reale né aristocratica e, finché era in vita Re Gustavo VI Adolfo, un matrimonio con una borghese sarebbe stato difficile, se non impossibile, da immaginare. Per questo la relazione venne vissuta con grande discrezione. I due si incontravano lontano dai riflettori e Silvia arrivò perfino a utilizzare travestimenti per sfuggire ai fotografi più curiosi.
La situazione cambiò nel settembre 1973, quando Carlo Gustavo salì al trono dopo la morte del nonno. A soli 27 anni diventò il più giovane sovrano regnante del mondo e l’attenzione dei media si concentrò immediatamente sulla sua vita privata. In molti si chiedevano chi sarebbe stata la futura Regina di Svezia e la risposta arrivò tre anni più tardi.
Nonostante la crescente curiosità dei media, la coppia continuò a proteggere la propria relazione. Silvia proseguì la sua vita lontano dalla Corte, mentre Carlo Gustavo portava avanti i suoi impegni istituzionali. Dietro le quinte, però, il loro legame si faceva sempre più solido.
Il fidanzamento ufficiale
La conferma arrivò il 12 marzo 1976, quando il Palazzo Reale annunciò ufficialmente il fidanzamento del sovrano con Silvia Sommerlath. Al dito della futura Regina brillava un anello dal forte valore affettivo: era appartenuto alla madre del Re, la Principessa Sibilla, scomparsa quattro anni prima. Un gesto che oggi ricorda altre celebri proposte reali, una su tutte quella fatta dal Principe William a Kate Middleton.
Durante l’intervista concessa in occasione dell’annuncio, Silvia cercò di rispondere il più possibile in svedese, una lingua che aveva iniziato a studiare solo da pochi mesi. In un momento particolarmente tenero, però, si rivolse in inglese al futuro marito per chiedergli aiuto nel comprendere una domanda. Una scena che conquistò molti svedesi e che mostrò una giovane donna umile ma determinata a integrarsi nel Paese che presto sarebbe diventato la sua nuova casa.
Quell’impegno venne onorato negli anni successivi. Oltre al tedesco, al portoghese, all’inglese, al francese e allo spagnolo, Silvia imparò infatti a parlare correntemente anche lo svedese, trasformandolo nella sua sesta lingua.
Il royal wedding sulle note degli ABBA
Tre mesi dopo l’annuncio, il 19 giugno 1976, si sposarono nella Storkyrkan, la cattedrale di Stoccolma, davanti alle famiglie reali di tutta Europa e a milioni di telespettatori.
La sera precedente, durante il gala organizzato all’Opera Reale Svedese, gli ABBA regalarono alla futura Regina un momento destinato a entrare nella storia della cultura pop. Il gruppo eseguì Dancing Queen, canzone che sarebbe diventata uno dei più grandi successi della musica svedese. Silvia apprezzò particolarmente l’omaggio degli ABBA e, con ironia, fece notare che la “dancing queen” della canzone aveva 17 anni, mentre lei ne aveva già 32.
Per il giorno delle nozze scelse un abito color avorio firmato Marc Bohan per Dior, con uno strascico di quasi quattro metri. A completare il look c’era un velo di pizzo di Bruxelles appartenente da generazioni alla famiglia reale svedese e la storica Cameo Tiara, uno dei gioielli più importanti della collezione dei Bernadotte.
Dopo la cerimonia, gli sposi attraversarono le strade di Stoccolma salutati da migliaia di persone. La favola sembrava appena iniziata, ma la vita a Palazzo non si conclude mai con la classica frase delle fiabe “e vissero tutti felici e contenti”.
Una famiglia perfetta o quasi
Dopo le nozze arrivarono tre figli: Vittoria nel 1977, Carlo Filippo nel 1979 e Madeleine nel 1982. Negli anni Silvia e Carlo Gustavo hanno sempre cercato di presentarsi come una coppia affiatata, una famiglia da copertina che accompagnava l’evoluzione di una monarchia che stava cambiando rapidamente.
Il libro scandalo
Nella realtà non sono però mancati i momenti difficili. Il culmine è stato nel 2010 con la pubblicazione della biografia non autorizzata Den motvillige monarken (Il monarca riluttante) che scatenò una tempesta mediatica e familiare. Il libro conteneva accuse e indiscrezioni sulla vita privata del sovrano, compresi presunti tradimenti e frequentazioni che fecero discutere l’opinione pubblica svedese.

Carlo XVI Gustavo scelse di non entrare nei dettagli delle rivelazioni e Silvia affrontò la vicenda con grande discrezione, evitando commenti pubblici che potessero alimentare ulteriormente le polemiche.
Nonostante la complicata prova affrontata dalla coppia in mezzo secolo di matrimonio, il loro rapporto resistette alla pressione dei media e alle critiche.
I 9 nipoti e una monarchia moderna
Con il tempo sono arrivati anche 9 nipoti ad allietare la vita della famiglia reale. Nel 2019 Carlo Gustavo ha inoltre preso una decisione destinata a segnare il futuro della monarchia, limitando il numero dei membri della Casa Reale che svolgono funzioni ufficiali e ricevono fondi pubblici, escludendo i nipoti degli ultimi due figli. Una scelta che riflette l’idea di una monarchia più moderna e in linea con i tempi.
Le nozze d’oro di Silvia e Carlo XVI Gustavo
Oggi, a quasi 54 anni dal loro incontro alle Olimpiadi di Monaco, Carlo Gustavo e Silvia rappresentano una delle coppie più longeve delle monarchie europee. Le celebrazioni per le nozze d’oro si terranno il 13 giugno a Stoccolma, con una funzione religiosa di ringraziamento nella Cappella Reale, una processione attraverso la capitale a bordo della storica imbarcazione reale Vasaorden e una serata di gala all’Opera Reale.

Se il matrimonio del 1976 entrò nella storia popolare anche grazie agli ABBA, non sarebbe sorprendente vedere la band o la sua musica tornare sul palco cinquant’anni dopo.