Maltrattamento animali: cosa fare e come segnalare

Riconoscere il maltrattamento e segnalarlo: ecco le procedure da seguire per salvare gli animali

Sono ancora tanti, troppi, i numeri dei casi di animali maltratti. In un Paese dove, fin da piccoli, si dovrebbe insegnare l’educazione civica, anche come materia scolastica (e in alcuni casi lo si fa), è inaccettabile assistere ancora all’orrore dei numeri degli abbandoni e dei maltrattamenti di cani, gatti e altri animali.

Nonostante ognuno di noi si appelli alla personale coscienza, donando cure, affetto e amore agli animali che abbiamo adottato, possiamo e dobbiamo fare molto di più. Smettere di chiudere gli occhi, per esempio, davanti a tutte quelle situazioni di evidente maltrattamento da parte di padroni e persone incivili e crudeli.

Possiamo agire concretamente per salvare gli animali e segnalare tutte quelle situazioni in cui queste creature, senza alcuna colpa, vengono lasciate senza cibo e senza cure, senza pulizie e senza libertà e, ancora, vengono maltrattate e a volte uccise senza pietà. Vediamo come fare.

Come riconoscere il maltrattamento di animali

Probabilmente vi sarà capitato di passare davanti a un giardino e vedere un cane malnutrito, sporco e abbandonato a se stesso o forse di assistere a una scena di maltrattamento in prima persona. È in questi casi che occorre intervenire prontamente, denunciando l’episodio alle autorità affinché queste intervengano e mettano in salvo l’animale.

È fondamentale, comunque, imparare a riconoscere un maltrattamento prima di poterlo denunciare o segnalare. In questo senso ci aiuta anche la legge italiana. Dall’articolo 544 bis del codice penale, si evince che: Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro.

Il maltrattamento di animali è quindi un reato che porta con sé un procedimento penale a carico del colpevole. Ma come riconoscerlo davvero? Per la legge, rientra nel reato qualsiasi condotta che possa provocare una lesione, una ferita o una malattia, ma anche in generale la sofferenza dell’animale.

Non solo aggressioni fisiche quali calci e percosse, ma anche privazioni di cibo e cure, da parte dei proprietari, oppure condizioni di vita non dignitose come vivere in ambienti sporchi e angusti. Rientrano nel reato anche quei casi in cui vengono somministrate all’animale sostanze stupefacenti, vietate o comunque che possono provocare danno alla loro salute.

Vediamo qualche caso concreto:

  • Animale legato a una catena, corta e stretta, per un lungo periodo senza cure e pulizia
  • Animale costretto a vivere in spazi sporchi e tra i suoi escrementi
  • Animale denutrito
  • Animale in stato d’abbandono
  • Animale maltrattato fisicamente
  • Animale lasciato in cattività
  • Animale adoperato in giochi, spettacoli o lavori insostenibili per la loro natura
  • Animale abbandonato
  • Animale utilizzato per combattimenti o spettacoli non autorizzati

Altri casi, che comportano l’obbligo morale e civile da parte di un cittadino di denunciare, sono elencati sul sito ufficiale delle Guardie Zoofile.

Quando segnalare il maltrattamento di animali

Se un cittadino è testimone di uno dei reati indicati qui sopra, ha il dovere morale di intervenire e di denunciare il maltrattante alle forze dell’ordine: Commissariati, Carabinieri, Polizia e Procura. Anche in caso di assenza di prove evidenti del fatto, è necessario procedere con la segnalazione, così anche in presenza di soli indizi, le forze dell’ordine possono procedere con gli accertamenti del caso.

Le segnalazioni non prevedono per forza una denuncia o una querela, tuttavia non possono restare anonime. La legge tutela la privacy di chi segnala e nessuna autorità rivelerà mai i dati sensibili, tuttavia nel caso in cui si è testimone diretto di un reato, si può essere chiamati a testimoniare rispetto a quanto assistito.

Oltre alla visione di veri e propri maltrattamenti e sevizie, una persona può essere allarmata anche da alcuni segnali come i continui lamenti dell’animale, per esempio, o gli eventuali cattivi odori del luogo in cui vive l’animale che non viene curato né pulito.

A proposito del caso in cui gli animali vengano fatti vivere in ambienti sporchi e maleodoranti, l’accusa nei confronti del proprietario comprende anche eventuali problemi igienici ai danni dei vicini di casa. È considerato reato, infatti, anche quando il proprietario non provvede a una quotidiana e adeguata opera di pulizia del luogo dove l’animale vive e dei suoi abituali escrementi.

A chi segnalare il maltrattamento di animali

Ora che sappiamo che il maltrattamento degli animali è un vero e proprio reato, vediamo a chi segnalarlo. Si può depositare una denuncia alla Procura della Repubblica o fare una segnalazione ai Carabinieri e alla Polizia. Nel caso in cui ci sono animali abbandonati a se stessi in luoghi sporchi e in condizioni poco dignitose, è possibile chiamare l’Autorità sanitaria locale. Sarà lei stessa a intervenire, come pubblico ufficiale, e a denunciare eventualmente il reato alle autorità competenti.

Sul sito ufficiale delle Guardie Zoofile è possibile segnalare il maltrattamento di animali, per regione, attraverso un modulo di segnalazione. L’alternativa è quella di telefonare alle autorità competenti ai numeri di emergenza nazionali e locali

Nel caso in cui si assista a un maltrattamento di animale, attraverso video e foto circolate online, è fondamentale non condividere, ma segnalare prontamente alla Polizia Postale. L’autorità, che si occupa di reati sul web, potrà risalire a chi ha pubblicato il materiale e intervenire.

Cosa succede a chi maltratta gli animali?

Nel caso in cui il proprietario dell’animale venga denunciato dai vicini, per fastidio o per condizioni igieniche sfavorevoli, questo sarà condannato al risarcimento del danno civile. Qualora sussistano anche altri elementi che determinano un reato, verrà a lui inflitta la sanzione penale prevista dalla legge italiana.

In caso di condanna o di patteggiamento è sempre prevista la confisca dell’animale in questione a meno che questo non appartenga a una persona estranea al reato. Per la legge, chi commette atti di maltrattamento nei confronti degli animali, è punito con la reclusione dai 3 a 18 mesi o con una multa da che varia da 5.000 euro a 30.000 euro.

La pena si applica a chiunque sottoponga gli animali a trattamenti che possono provocare danni alla salute degli stessi ed è aumentata se, da quelle azioni, è provocata la conseguente morte.

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