E se al centro mettessimo l’amicizia, e non l’amore?

Conviventi, supporter, compagne di sentimenti e di emozioni. E se si scegliesse di condividere la vita con un'amica, piuttosto che con un partner?

Quando all’asilo e alle scuole elementari un bambino ci tirava i capelli e ci faceva i dispetti, i più grandi ci rassicuravano affermando che si trattasse di una cosa bella, in quel modo stava esprimendo un interesse nei nostri confronti. No, a quei tempi nessuno spiegava alle bambine che sarebbero potute vivere senza un principe azzurro, né tanto meno qualcuno ammoniva quelle prime e apparentemente innocue forme di violenza.

Perché tutto si basava su quello, sull’attrazione, sul piacersi, sull’amore. Parole troppo grandi per dei bambini, non trovate? Eppure a noi, dell’amore, ce ne parlano da sempre. Del resto le favole, quelle raccontate da mamma, così come i cartoni Disney, che tanto amavamo, avevano una sola e unica trama con il medesimo epilogo, quello del lieto fine.

Come potevamo, quindi, crescere senza quella visione dell’amore romantico? Certo, con gli anni le cose sono cambiate. Molte di noi hanno smesso di aspettare il principe azzurro, in sella al cavallo bianco, per essere salvate. Ma altre, invece, hanno continuato a credere, e a cercare quell’amore, fino all’ossessione.

La verità è che questo lungo preambolo non fa che confermare quello che tutte noi sappiamo già: l’amore è davvero complicato e porta sempre guai, belli o brutti. Ma c’è qualcosa con il quale potremmo sostituirlo, un altro sentimento, altrettanto nobile e puro, unico al mondo: l’amicizia.

Persone che hanno scelto l’amicizia, al posto dell’amore

C’è chi ha scelto di rinunciare a quella visione dell’amore romantico, o meglio, di sostituirla a favore dell’amicizia. Rhaina Cohen, produttrice ed editrice, ha pubblicato su The Atlantic una serie di testimonianze su donne che hanno messo al centro della loro vita l’amicizia, prima anche dell’amore.

Una scelta, questa, che non sempre è stata compresa dai partner che, al contrario, vedevano in quell’amicizia una minaccia e una cattiva influenza. E probabilmente è quello che pensano un po’ tutti gli innamorati in una relazione, quando vedono che quel posto, che dovrebbe essere loro di diritto, viene soppiantato da un’amica.

Perché in realtà è questo che da bambine ci hanno insegnato. La società, poi, ha fatto il resto. L’amore romantico viene messo prima di ogni cosa e il legame con il partner è basato sull’esclusività, spesso al limite del possesso, trattato alla stregua di una proprietà privata. Del resto, nell’immaginario collettivo, il lieto fine è proprio quello di una relazione riuscita. Di diventare tutto per il nostro partner e di far sì che tutto lui sia per noi.

In un contesto del genere, che fa fatica a essere scardinato, il rifiuto di un uomo di essere preferito ad un’amica, diventa quasi una reazione naturale. Scegliere di dare più importanza a un’amicizia, rispetto alla relazione romantica, sconvolge tutte le regole che conosciamo, anche se non sono le nostre.

Ma due persone che scelgono di essere, l’uno per l’altra, un pilastro e un fondamento, a discapito di tutto il resto, come possono essere definite? Molte di queste si paragonano a sorelle, del resto gli amici sono la famiglia che ci scegliamo. Altri, addirittura, si dichiarano innamorati, perché il sentimento e la premura reciproca sono così forti da essere paragonati a una relazione tra due persone.

Eppure, una cosa così bella come questa, diventa incomprensibile agli occhi degli altri.

Le amicizie intime, ieri e oggi

Oggi un’amicizia così intima, che viene messa al primo posto a discapito delle relazioni d’amore, viene vista con giudizio e confusione, eppure non è stato sempre così. C’è stato un tempo, tra la fine del XVIII e l’inizio del XX secolo in cui, questi rapporti amicali tra lo stesso sesso, venivano definiti amicizie romantiche. Nel romanzo Diana Victrix: A Novel del 1897, il personaggio Enid rifiuta di sposarsi con un uomo perché la sua vita è occupata già dalla presenza della sua migliore amica.

In queste amicizie non c’è spazio per l’attrazione fisica. Eppure tutti si chiedono se, in una relazione così forte e intensa, ci siano stati anche rapporti intimi. Del resto stiamo parlando di amiche che scelgono di andare a vivere insieme, che si supportano e si sostengono in ogni momento della loro vita, che si vogliono bene e non lo nascondono.

Certo, è capitato sicuramente che, alcune persone, abbiamo utilizzato il termine amicizia per coprire un legame erotico, soprattutto tra persone dello stesso sesso, ma non è il nostro caso. Noi parliamo di tutte quelle relazioni dove le due persone sono amiche e compagne intime, ma non sessuali, rapporti fatti di connessioni del cuore, della mente e dell’anima.

E se è vero che siamo abituate a dare importanza all’amicizia, è altrettanto vero che trovarci davanti a persone che scelgono di mettere questa, al centro di ogni cosa, ci sembra strano. È in questi casi che ci chiediamo se è ancora il caso di definirle amicizie.

Tracey Emerson ha raccontato sul Sunday Life la sua personale amicizia con Susie. Le due amiche convivono, fanno colazione insieme la mattina e si supportano nelle decisioni quotidiane. Questo ha generato confusione in chi l’ha osservate e illazioni sul fatto che la loro potesse essere una storia lesbica. Ma la verità è che le due sono più che amiche, ma meno di amanti. La loro relazione è quella di un amore platonico. Si può definire così?

Il matrimonio bostoniano e l’amore platonico

Come anticipato, la scelta di dedicarsi all’amicizia, piuttosto che all’amore, era molto radicata nei secoli scorsi. È stata coniata l’espressione matrimonio bostoniano, in New England, per descrivere la relazione tra due donne conviventi e indipendenti, senza una relazione sessuale. Il termine è stato poi associato al romanzo I bostoniani di Henry James che, appunto, racconta la storia di una convivenza prolungata di due donne nubili che hanno scelto di vivere insieme, senza quindi diventare dipendente dagli uomini, sia emotivamente che economicamente.

Questo matrimonio bostoniano poi, ha assunto le connotazioni di quello che oggi chiamiamo amore platonico, il sentimento senza la sua componente sessuale. Certo è che pensare all’amore platonico prendendo in riferimento Dante e la sua quasi ossessione nei confronti di Beatrice ci fa allontanare un po’ dal concetto di amicizia che abbiamo fino ad ora analizzato.

Eppure esistono persone che si amano anche senza la pulsione sessuale. Persone che si scelgono nella vita e creano, insieme, una quotidianità fatta di amore, di premura e di sostegno reciproco e che non hanno bisogno di null’altro. Platone, del resto, la considerava la forma più alta dell’amore, e l’amicizia non è forse questo?

amicizia sostituisce amore

L’amicizia al centro di tutto

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E se al centro mettessimo l’amicizia, e non l’amore?