Riesci a raccontare la storia della tua vita senza piangere?

Come capire se una cicatrice emotiva è finalmente guarita

Quante volte ci è capitato di sentirci insoddisfatte o tristi per un determinato periodo della nostra vita? Ci sono momenti, situazioni o avvenimenti che lasciano una cicatrice indelebile: vediamo il mondo in nero e non riusciamo a trovare la soluzione ai nostri problemi, ci chiudiamo in noi stesse e non ascoltiamo i consigli delle persone che amiamo.

Questo tipo di situazioni nascono da diversi disagi: una storia d’amore finita male, un fallimento lavorativo, personale e molto altro. Basta veramente poco per scatenare una reazione a catena di negatività e di pensieri ossessivi su quel “punto nero” nella nostra vita.

Quando cerchiamo di elaborare questa sconfitta la nostra mente reagisce e, lentamente, la cicatrice guarisce e non sanguina più. La fine di un amore, ad esempio, può significare un radicale cambio di vita per ognuna di noi perché le certezze che ci sembravano dei baluardi solidi e ben strutturati ci crollano addosso in un soffio e non è facile trovare una soluzione immediata. Ci ritroviamo sole, abbandonate e obbligate a dover ricominciare una nuova vita che, a volte, non abbiamo nemmeno immaginato.

Per quanto riguarda un fallimento personale e non legato ad un’altra persona guarire dal dolore è ancora più difficile: ci siamo solo noi e il nostro problema. Non c’è una terza persona che può aiutarci a cambiare la situazione se non noi stesse e la nostra forza di volontà. Quando la vita ci mette davanti una sfida che non siamo in grado di affrontare ci sentiamo subito demotivate e quel famoso buco nero fa fatica a rimarginarsi.

Poi, succede la magia. Da un giorno all’altro ci sentiamo subito più reattive e combattiamo il nostro demone con forza e tenacia. E lì, come una catena di positività, tutto ci sembra più luminoso e più facile. Come possiamo fare a capire che siamo, finalmente, uscite dal nostro periodo “blu”? Basta una semplice prova del nove: provate a parlare di quello che vi fa o faceva soffrire con qualcuno a cui volete bene, esternate tutti i vostri sentimenti e se le lacrime non vi bagneranno più il viso vuol dire che la salita è finita.

Piangere è un atto involontario ed è molto legato alla nostra sfera psicologica: quando parliamo di qualcosa che ci fa stare molto male è più forte di noi, scoppiare a piangere è istintivo e inevitabile. Quando smettiamo di farlo è un buon segno: vuol dire che la nostra cicatrice non fa più così male, che si è rimarginata o è in procinto di farlo e che presto potremmo ricominciare a stare bene con noi stesse e con gli altri.

Non esiste un tempo perfetto: ognuno di noi ha le proprie tempistiche e queste si allungano anche in base all’entità del dolore che proviamo. Ci sono persone più fragili e altre più forti ma una cosa è certa: le cicatrici restano ma non fanno male per sempre. Cercate di trovare il bello in quello che avete passato e trasformatelo in benzina per il vostro futuro: vi aspetta una vita piena di cose meravigliose.

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Riesci a raccontare la storia della tua vita senza piangere?