A mia moglie non manca niente, eppure vuole di più

Esistono mancanze che vanno ad amplificarsi ogni giorno un po' di più e che creano malesseri che rischiano di distruggere l'equilibrio di coppia

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Sabina Petrazzuolo

Lifestyle editor e storyteller

Scrittrice e storyteller. Scovo emozioni e le trasformo in storie. Lifestyle blogger e autrice di 365 giorni, tutti i giorni, per essere felice

Mia moglie mi ha dato l’ultimatum. Siamo sposati da 10 anni e abbiamo due gemelli di 8. Io ho un buon posto di lavoro che mi permette di mantenere tutta la famiglia, un’ottima scuola per i bambini, la donna delle pulizie, babysitter all’occorrenza, vacanze in bei posti, bei vestiti eccetera eccetera. Mia moglie non lavora e fa la vita da signora, a dirla tutta. Palestra quasi tutti i giorni, massaggi, shopping. Una vita che le invidiano in tante. Ma a lei non basta. Si lamenta. Si lamenta perché deve “pensare a tutto lei”. Perché deve seguire i figli nei compiti e nelle attività extrascolastiche e perché io “non ci sono mai”. Su questo ha in parte ragione, io viaggio molto per lavoro e mi capita spesso di viaggiare all’estero o fuori regione. E avendo come passione il calcetto e praticando soft air a certi livelli, mi capita di andare a fare tornei. Ecco, tornati dalle ferie mi ha detto che o si cambia registro o chiede il divorzio.

Mi piace pensare a tutte le relazioni come a dei microcosmi straordinari, complessi e variegati che si tengono in piedi grazie a regole e accordi taciti e impliciti, che sono quelli che poi permettono di trovare un equilibrio, individuale e di coppia.

E io credo, da queste poche parole che leggo e che delineano il ritratto della tua storia, che per molto tempo abbiate vissuto in un bellissimo equilibrio che però, al momento, sembra non bastare più a tua moglie. E può accadere, questo, perché le relazioni cambiano, si trasformano ed evolvono esattamente come le persone. E sta noi scegliere se essere artefici di quel cambiamento o restare a guardare.

Forse, entrambi siete rimasti troppo tempo fermi a guardare, convinti che quell’equilibrio raggiunto sarebbe bastato per sempre. Del resto tu stesso definisci la sua vita “invidiabile”. Ma la verità è che neanche le vite più perfette sono immuni dai problemi, solo che li nascondono piuttosto bene.

Probabilmente, la tua assenza ha contribuito a creare un punto di rottura che giorno dopo giorno si è fatto più insistente, fino a quando tua moglie ha capito che per non caderci dentro era necessario agire.

Non sono una fan degli ultimatum, credo piuttosto che una coppia abbia il diritto e il dovere di affrontare i problemi che nascono con il dialogo e il confronto, gli unici due strumenti che permettono di trovare soluzioni per il benessere di entrambi. Ma mi rendo anche conto che, a volte, per salvare qualcosa a cui teniamo ci spingiamo oltre i limiti che ci siamo concessi. E forse è questo che è accaduto a tua moglie.

Vale il più banale consiglio del mondo, che però mi sembra fondamentale in questa situazione, di aprire un dialogo con lei, che vada oltre a quelli che ti sembrano dei lamenti, per capire quali sono le reali mancanze che l’hanno portata a rendere insopportabile la quotidianità. Perché mi immagino che, per arrivare a parlare di divorzio, il malessere è ormai radicato più di quanto forse immaginiamo. Con questo non voglio dire che tu debba rinunciare al tuo lavoro o alle tue passioni, così come non deve farlo lei.

Magari avete soltanto bisogno di trascorrere più tempo insieme, prima come coppia, e poi come famiglia. Potreste concedervi dei momenti che sono solo vostri, quelli durante i quali tutto il resto viene lasciato fuori. Mi viene da pensare che forse è proprio questo che le è mancato quando afferma che deve farsi carico di tutto perché tu non ci sei mai.

Perdonami se piuttosto che darti delle risposte ti restituisco dubbi e interrogativi, ma credo che sia necessario porsi delle domande, insieme, per salvare qualcosa di prezioso al quale entrambi tenete. In bocca al lupo!