Ho avuto un toy boy e vi dico perché l’ho lasciato

È stato quando le cose si sono fatte serie e ho iniziato a pensare al futuro che ho capito che questa storia era una grande e bellissimo errore

E alla fine l’ho fatto anche io, ho ceduto al fascino della giovinezza. E non nel senso che sono ricorsa a interventi di chirurgia estetica o che ho iniziato a mentire sulla mia età anagrafica. Ho ceduto nel vero senso della parola gettandomi tra le braccia di un uomo molto più piccolo di me.

Non che in questo ci sia nulla di male, intendiamoci. Del resto ero felicemente single, consapevole di aver trovato finalmente i mio equilibrio fatto di uscite con le amiche, viaggi in solitaria, carriera e tempo libero. Perché mai avrei dovuto complicarmi la vita con l’ennesima relazione?

Ma quella con lui, che le mie amiche chiamavano toy boy, non doveva essere una relazione. Alto e con due grandi spalle larghe, bello come il sole, simpatico e spensierato, ma estremamente deciso è entrato nella mia vita. Il suo corteggiamento serrato mi ha portato indietro nel tempo, è stato come un elisir di lunga vita. Non mi ha fatto battere il cuore no, ma ha fatto qualcosa di ancora più importante, mi ha fatto sentire viva in ogni muscolo del mio corpo.

E così alla fine ho ceduto, sono cascata tra le sue grandi braccia (e che braccia!) ed è stato bellissimo. Le nostre giornate sono trascorse all’insegna di una leggerezza che non sapevo neanche più mi appartenesse. E quanto ci siamo divertiti, come due bambini su una giostra di un luna park che non hanno alcuna voglia di scendere. Abbiamo alternato i viaggi ai weekend in città chiusi in camera da letto a fare l’amore. E anche il sesso, come potete immaginare, era straordinario.

E nonostante la sua giovane età, devo ammettere, che quella differenza non mi pesava poi molto, almeno quando eravamo solo io e lui. Perché insieme eravamo riusciti a costruire un microcosmo tutto nostro dove i problemi della quotidianità non potevano entrare perché non ci appartenevano come coppia, ma solo come singoli. E questo andava bene.

Non c’erano discussioni su chi doveva fare cosa, sui compiti da dividersi, sui ruoli da spartirsi, né incomprensioni su progetti futuri. C’era lui, che muoveva i passi nel mondo del lavoro pronto a realizzare i suoi grandi sogni, e io che avevo già dato ed ero alla ricerca di nuove esperienze da vivere. E lui è stato senz’altro una delle mie più belle.

Ma inaspettatamente, quella che doveva essere solo un’amicizia di letto, così mi dicono che si chiama, è durata più del previsto. E sull’entusiasmo di quello che eravamo insieme, ci siamo dati la possibilità di provarci davvero. E sì, è stato un errore. Lo è stato perché per la prima volta in vita mia mi sono sentita in imbarazzo quando lui ha iniziato a chiedermi di uscire con i suoi amici.

E io, credetemi, ci ho provato davvero salvo poi ritrovarmi in silenzio per ore ad ascoltare i discorsi di chi aveva prospettive di vita così diverse dalle mie. E poi mi sono sentita in competizione con le sue giovani e avvenenti amiche e questo mi ha provocato imbarazzo. Questa situazione, da sola, sarebbe dovuta bastare per mollarlo. Ma lui, da inguaribile romantico, ci credeva davvero che potesse funzionare e così ci ho provato anche io.

Ma più andavamo avanti, più lontano da quel microcosmo mi sentivo fuori luogo. Ero troppo stanca per seguire i suoi ritmi ed ero così travolta dalle sue cose che rischiavo di trascurare le mie. Persino quegli interessi che inizialmente mi sembrano condivisi si sono disallineati.

E poi ho iniziato a pensare al futuro e lì ho capito che questa storia era una grande e bellissimo errore. Perché io ero diventata sofferente e consapevole che quello sfavillante idillio iniziale sarebbe rimasto solo un lontanissimo ricordo. Ed è proprio per preservarlo che ho scelto di farla finita e incorniciare quella storia in una leggerissima e bellissima parentesi della mia vita.