Matrimonio, quali documenti servono e come procurarseli

Per sposarsi serve presentare una serie di documenti utili: scopri quali sono e come recuperarli

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Rita Paola Maietta

Seo copywriter

Giornalista e blogger dal 2010, mi piace scrivere di moda, design, casa e lifestyle mentre mi destreggio tra la vita da mamma.

Prima di poter percorrere la navata, è necessario che gli sposi si procurino alcuni documenti utili per poter convolare a nozze. Anche se dopo aver ricevuto la proposta si inizia a pensare a tutt’altro che alla burocrazia, sia che il matrimonio sia celebrato civilmente che in chiesa, è necessario seguire un iter per conseguire i documenti necessari affinché l’unione sia valida.

Il matrimonio civile e quello religioso hanno in comune una base legale. Il matrimonio, infatti, dalla legge viene concepito come un contratto e, per questo motivo, ha bisogno di alcuni documenti. Di seguito, scioglieremo tutti i dubbi a riguardo. Dopo aver risolto il dovere, la coppia potrà dedicarsi alla festa e a tutti quei preparativi più futili relativi alle nozze.

Prima di approfondire la questione documenti, però, sarebbe necessario considerare quali sono i requisiti per poter contrarre matrimonio. Tali requisiti sono presi al vaglio dal Codice Civile il quale specifica chi, appunto, può convolare a nozze. In primis, le due persone che vogliono unirsi dovrebbero essere maggiorenni. Se non si è ancora raggiunta la maggiore età, il Tribunale dei Minori, in alcuni casi, può autorizzare il matrimonio per chi ha compiuto almeno i 16 anni di età.

In secondo luogo, la coppia non deve essere sposata e quindi avere stato libero, prevista dall’articolo 86 c.c.. Se dovessero aver contratto matrimonio in passato, questo deve essere stato annullato oppure sciolto con il divorzio. Ci si può sposare anche se il coniuge della precedente unione è venuto a mancare per morte. Non meno importante la capacità di entrambi i futuri coniugi di intendere e di volere. Inoltre, i due non devono essere legati da vincoli di parentela, adozione, affinità oppure affiliazione.

Documenti per matrimonio civile

Una volta decisa la data, la coppia dovrà recarsi presso il proprio Comune di Residenza. Con se dovrà portare i rispettivi documenti d’identità. Lo scopo è quello di richiedere le pubblicazioni. Al Comune, infatti, verrà richiesto loro di compilare una autocertificazione. Ad essa, dovranno essere allegati alcuni documenti importanti: il certificato di residenza, quello di cittadinanza e l’attestazione di stato libero. A queste carte dovranno essere aggiunte: una copia dell’atto di nascita, una copia del matrimonio precedente (se c’è stato), una copia dell’atto di morte dell’ex coniuge (se si è vedovi). L’autocertificazione, unitamente a tutti i documenti elencati, con marca da bollo, verrà presa in carico dall’Ufficio Matrimoni del Municipio in cui risiede uno dei due membri della coppia.

A questo punto, sarà il personale competente a fissare la data della promessa di matrimonio ovvero il giorno in cui i futuri sposi dovranno giurare, in presenza (oppure per procura) dinanzi al Sindaco (o chi per essi) di volersi impegnare a contrarre matrimonio. La firma del verbale avverrà all’Ufficio Matrimoni del Comune di riferimento. Nel corso di questo giuramento importante, sarà cura dell’ufficiale di stato civile, di verificare le dichiarazioni che sono state fornite dalle autocertificazioni della coppia. Dopo la promessa, avverranno le pubblicazioni, da lì ad otto giorni. Il matrimonio vero e proprio potrà avvenire da 4 a 180 giorni successivi.

A cosa servono le pubblicazioni? A dare notizia della volontà dei due futuri sposi, di volersi unire in matrimonio. In questo modo, chi vuole opporsi a quell’unione ha il tempo utile per farlo. Terze persone, infatti, potrebbero essere a conoscenza di questioni che impediscano quel matrimonio come, ad esempio, affinità, parentela oppure divieto di sposarsi. Per questo motivo, le pubblicazioni restano affisse nei comuni di residenza dei futuri coniugi (se hanno residenza diversa), per almeno otto giorni.

Anche se questa procedura potrebbe sembrare obsoleta, in realtà è un obbligo di legge. Tuttavia, in tempi moderni, le pubblicazioni possono avvenire anche online. Resta un iter imprescindibile affinché il matrimonio possa produrre effetti legali. Se si dovessero avere dei dubbi circa i documenti da presentare si può dare un’occhiata all’art.1, allegato B, del Decreto Ministeriale 1 del 5 aprile 2002.

Documenti per coniuge straniero

Se il coniuge è straniero e non ha una residenza o il domicilio in Italia, può sposarsi comunque nel Belpaese a patto che sussistano alcune condizioni. Ovvero, non ci siano gli impedimento previsti dal Codice Civile italiano, ovvero quelli previsti dall’art. 1162 del Codice Civile.

Il coniuge straniero dovrà attenersi alla presentazione di alcuni documenti oltre a quelli classici che abbiamo già trattato poco più sopra. Si tratta di un documento d’identità valido internazionalmente, il certificato di nascita ed un nulla osta.

Un’attenzione particolare viene richiesta per quest’ultimo documento. Il nulla osta, infatti deve essere richiesto nel Paese da cui proviene il coniuge. Tale documento attesta che non ci siano impedimenti affinché le nozze possano essere celebrate. Si tratta, dunque, di un vero e proprio permesso a sposarsi.

Nel caso di Stati Uniti e non esiste un organo che si occupa della produzione di questi documenti. Il cittadino, dunque, dovrà soltanto presentare all’Ufficiale di Stato Civile una dichiarazione giurata davanti al console italiano. Si otterrà, così, il nullaosta.

Documenti per matrimonio religioso

Se la coppia ha deciso di sposarsi in chiesa deve essere a conoscenza del fatto che comunque durante il rito religioso, ci sarà una parte dedicata all’esposizione degli articoli di legge. Questo perché, come abbiamo detto prima, il solo matrimonio religioso non ha effetti agli occhi della legislazione. La burocrazia per il matrimonio in chiesa potrebbe sembrare più lunga ma è comunque sostenibile.

Per matrimonio religioso s’intende quell’unione tra due persone, davanti al sacerdote Ministro del culto Cattolico. A tale soggetto, in virtù dei Patti Lateranensi, stipulati tra Stato e Chiesa, la legge, sin dal 1929 da poteri civili se si rispettano alcune condizioni. Se il ministro è di culto non cattolico (sia esso ebraico, metodista etc.) il matrimonio viene considerato acattolico.

Se si desidera contrarre matrimonio in chiesa, i due futuri coniugi devono essere a conoscenza del fatto che dovranno frequentare un corso prematrimoniale. Esso consiste in una serie di incontri a cui la coppia parteciperà insieme ad altre coppie. Lo scopo è quello di far comprendere l’importanza del sacramento sia dal punto di vista religioso che morale e legale. Alla fine del corso, sarà rilasciato un attestato importante poiché è imprescindibile per potersi sposare in chiesa.

I documenti richiesti dal parroco, oltre all’attestato di partecipazione al corso prematrimoniale, sono: certificato di nascita e certificato di stato civile di entrambi. Poi, sono richiesti alcuni certificati religiosi, ovvero: certificato di Battesimo e di Cresima, generalmente rilasciati dalla parrocchia in cui si è ricevuto il sacramento. Se non si fosse ancora cresimati, bisognerebbe provvedere quanto prima.

Una volta che si sono ottenuti tali documenti, bisognerà chiedere un incontro con il parroco. Costui approfondirà la effettiva volontà dei due coniugi di volersi unire in matrimonio. A tal punto, si procederà poi alle pubblicazioni. In caso di matrimonio religioso, le pubblicazioni saranno doppie ovvero affisse sia in parrocchia che al Comune. Dopo le pubblicazioni, il parroco se non ci sono impedimenti, rilascerà il certificato di consenso religioso che confermerà la data delle nozze.

In chiesa il matrimonio avverrà sulla base delle norme del diritto canonico che prevede la scelta di due testimoni a testa. Se i testimoni dovessero essere tre, uno dei tre non dovrà firmare la copia dell’atto di matrimonio. Questa copia verrà trasmessa al Comune. Egli firmerà soltanto la copia che resterà in chiesa.

Una volta conclusa la celebrazione, il parroco leggerà alcuni articoli del codice civile che ricordano agli sposi gli effetti legali del matrimonio. In particolare, si tratta degli articoli 143, 144, 147 che ricordano i diritti e i doveri dei coniugi. Sarà cura del parroco redigere l’atto di matrimonio, in duplice copia, firmato da lui stesso, dalla coppia e dai testimoni. Nell’atto di matrimonio sono inserite tutte le generalità dei due coniugi, il luogo, la data della celebrazione e i dati personali del parroco. All’interno di questo documento, potrà essere specificato il regime patrimoniale scelto dagli sposi.

Subito dopo il matrimonio il parroco dovrà compilare l’atto di matrimonio in duplice originale, sottoscritto dal parroco stesso, dagli sposi e dai testimoni. Nell’atto di matrimonio il parroco indica le generalità complete degli sposi, l’indicazione del luogo e della data in cui è avvenuta la celebrazione e le generalità del parroco. Sull’atto di matrimonio contratto secondo il rito cattolico può   essere inserito il regime patrimoniale scelto dai coniugi.

Non è finita qui poiché il parroco dovrà procedere alla trasmissione di una copia dell’atto entro i 5 giorni dalla funzione. Riceverà questa copia un ufficiale di stato civile del comune che lo trascriverà, entro un giorno, nei registri. Se tale inscrizione non dovesse avvenire, il matrimonio resterebbe religioso senza produrre effetti civili. Tuttavia, esistono dei matrimoni concordatari che non possono essere trascritti ovvero contengono delle cause di intrascrivibilità. Tali cause si possono rintracciare in: affinità, infermità mentale, interdizione oppure delitti.

Quanto tempo prima si fanno i documenti per il matrimonio

Quando si fa richiesta dei documenti necessari per sposarsi bisogna essere a conoscenza del fatto che essi valgono sei mesi. Dopo le pubblicazioni, non possono passare più di 180 giorni. Le nozze, infatti, possono essere celebrate a partire dal quarto giorno successivo le pubblicazioni. Stando a questo limite, dunque, la coppia dovrà regolarsi sul quando tempo prima richiedere i documenti. Bisognerebbe prestare particolare attenzione anche alla scadenza dei rispettivi documenti d’identità e/o passaporti.