Neonati sempre in braccio: pro e contro

Il corpo di mamma e papà danno quella sicurezza di cui il bambino ha bisogno, intervenendo sull'aspetto sensoriale

Ci sono bimbi che vogliono stare sempre in braccio e che neanche per dormire vogliono staccarsi dalla mamma o dal papà. Appena addormentati i genitori cercano di fare numeri da circo per metterli a riposare nella culla o nel lettino ma spesso accade che una volta posati si sveglino piangendo.

Si tratta di un comportamento naturale o di capricci? In realtà secondo la biologia i cuccioli d’uomo si dicono “portati attivi” che alla nascita dispongono di riflessi che lo predispongono a stare sul corpo dei genitori e a essere portato in braccio. Il corpo di mamma e papà danno quella sicurezza di cui il bambino ha bisogno, intervenendo sull’aspetto sensoriale. Il tatto, l’olfatto, l’udito e la vista vengono coinvolti quando un neonato (ma anche un bimbo più grande) quando si sta a contatto con il corpo di uno dei genitori.

Si tratta di condizioni che favoriscono la crescita anatomica, neurologica, motoria, linguistica, psichica e sociale. I genitori invece si aspettano spesso che un bambino si stacchi da loro in fretta, che diventi autonomo rapidamente. Ma questo tipo di autonomia si guadagna col tempo, e col contatto diretto. Per contro c’è chi sostiene che portare i propri piccoli in braccio sia come viziarli. Niente di più falso.

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