Depressione post partum: cos’è e come affrontarla

Tutto cambia con l'arrivo di un bebè, soprattutto quando si tratta della prima gravidanza, ecco come affrontare la situazione

Ogni momento dei nove mesi di attesa è intriso di curiosità, di aspettative, di sogni, ma anche di paure. Perché, soprattutto quando si tratta della prima gravidanza e, quindi, del primo figlio, non bastano i libri, gli articoli di riviste specializzate o i racconti e i consigli di mamme e di amiche per capire come cambierà la vita dal momento in cui si avrà un figlio.

Tutto cambia
Durante i nove mesi di dolce attesa il corpo della donna si modifica per rispondere alle esigenze del nascituro; non appena il piccolo viene alla luce è soprattutto la psiche della neomamma a dover fare  i conti con se stessa, con il mondo esterno e con la sua nuova responsabilità. Un mix di energia e paura di non essere in grado di assolvere al nuovo compito prende possesso della mamma che dovrà trovare il modo migliore possibile per affrontare la nuova sfida.

Al di là delle faccende pratiche quali il cambio del pannolino, il bagnetto e il come coricare il piccolo nella giusta posizione, sono anche altri i fattori che possono “destabilizzare” la serenità delle mamme nei primi mesi di vita del piccolo. Da quel giorno, infatti, tutto cambia: gli orari sono “sballati” e soprattutto non sono più gli orari decisi dalla mamma stessa, ma sono quelli dettati dal piccolo e dalle sue esigenze.

Il rapporto con il partner si modifica. Quest’ultimo, infatti, non viene più visto e vissuto solo come il proprio compagno, ma anche come padre; ruolo che egli può fare suo in differenti modi. I rapporti familiari si ristrutturano e può tornare in primo piano la relazione con la propria madre, che vuole dare il suo contributo, i suoi consigli. Più in generale, assumono molta rilevanza le altre donne-mamme.

L’importante è assumere un atteggiamento positivo: vivere la novità come la più bella e appassionante delle sfide, in cui è possibile superare ogni ostacolo con un’iniezione di energia e con l’appoggio delle persone vicine. In altre parole imparare a trasformare un momento di cambiamento, di insicurezza e di fragilità in una sfida da vincere, raccogliendo le energie positive che certamente sono “depositate” nella testa e nel cuore della mamma e che l’amore rinnova continuamente.

La stanchezza non è depressione
Il parto è un’esperienza straordinaria, ma molto faticosa. Non solo gioia ed eccitazione ma anche stanchezza, dubbi, insicurezze accompagnano spesso i primi giorni da mamma. Questi sono normali sentimenti, da non confondere con la depressione post-partum vera e propria.

È importante aver ben chiara la differenza tra la breve e lieve alterazione dello stato emotivo, che può comparire due o tre giorni dopo il parto e la depressione post-partum vera e propria, che si manifesta, in genere, tra il secondo e il quarto mese dalla nascita del bambino e presenta sintomi più profondi e complessi.

Baby blues
È il termine con cui si indica la condizione di estrema stanchezza fisica della neo-mamma, dovuta sia alle fatiche del parto, sia al repentino cambiamento ormonale. La mamma può sentirsi triste, in ansia e avere una sensazione di instabilità; nel Baby Blues, infatti, il tono dell’umore è altalenante, caratterizzato da crisi di pianto senza motivo.

La madre può anche avvertire irritazione immotivata verso il neonato, il coniuge e gli altri figli. Può manifestarsi una certa difficoltà nella concentrazione e nel ritmo sonno-veglia, con frequenti risvegli o difficoltà nel prendere sonno. Infine, si possono vivere sentimenti di inadeguatezza.

Secondo alcune ricerche la fascia di neomamme interessate dal problema oscilla tra il 30 e l’80% . Fortunatamente questa difficoltà è temporanea e si risolve spontaneamente nell’arco di 7/10 giorni, senza lasciare nessuna conseguenza né alla mamma né al bambino. Solo una minima percentuale dei casi può evolvere in una depressione vera e propria.

Come si manifesta
La neomamma non si sente all’altezza, teme di non potersi occupare del bebè e si sente tremendamente in colpa per provare sentimenti negativi, in quello che invece sente essere, contemporaneamente, il momento più bello della propria vita.

Molto frequenti e soprattutto improvvisi i pianti; una naturale conseguenza del fatto che il tasso di ormoni della gravidanza diminuisce d’un colpo dopo la nascita. Psicologicamente non è facile diventare madre o, per lo meno, non lo è per tutte. Si tratta di entrare in un nuovo ruolo, di non essere più solo donna ma anche madre, di sentirsi responsabile di un essere umano per tutta la vita.

Possono sorgere ansie sul modo “giusto” di prendersi cura di un neonato, la paura di sbagliare o di non essere in grado di rispondere in modo adeguato alle continue richieste di cure e attenzioni del piccino; incide molto anche la stanchezza accumulata durante il travaglio.

Consigli utili
– Sfogarsi e parlare delle sensazioni negative.
– Affidarsi al proprio partner, alla mamma e alle amiche più care.
– Prendersi un po’ di tempo tutto per sé (andare dal parrucchiere, in palestra o in piscina, o ancora, a fare due passi con un’amica può aiutarvi più di quanto voi stesse non possiate pensare).
– Farsi aiutare nella cura del bambino.
– Ogni giorno darsi piccoli obiettivi.
– Confrontarsi con altre mamme che hanno vissuto la medesima esperienza.
– Appoggiarsi ai consultori familiari
Se, però, le sensazioni negative persistono (durano più due settimane dopo il parto) e diventano profonde, è bene rivolgersi ad uno specialista.

Depressione post-partum
È questa la vera forma depressiva del dopo parto. Generalmente inizia tra il secondo e il quarto mese dopo il parto. I sintomi presentati sono simili a quelli del Baby Blues ma cambiano d’intensità, con l’aggiunta di alcuni più profondi (autosvalutazione, umore depresso, timore di far del male al bambino, attacchi di panico). Ciò crea un’interferenza più o meno accentuata nello svolgimento delle proprie attività. L’intensità può variare da un lieve disagio nel gestire i rapporti all’interno del proprio nucleo familiare fino ad arrivare a un sentimento di totale difficoltà nell’affrontare anche gli eventi più banali, non solo legati alla maternità.

Si stima che soltanto il 10-20% delle neo-mamme possa andare incontro a questo disagio psichico e una percentuale del 3-6% possa sviluppare un quadro di depressione maggiore. Nel caso di un quadro sintomatologico che lasci pensare a una depressione, anche se lieve, è bene rivolgersi a uno specialista. Molto importante risulta essere, in queste situazioni, l’appoggio dei familiari.

Fonte: DiLei

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