Quell’ansia che sale per tutte le cose incompiute

Si chiama effetto Zeigarnik ed è quella sensazione che proviamo quando non portiamo a termine qualcosa

Gli esperti lo definiscono effetto Zeigarnik, ed è la sensazione poco piacevole che tutte abbiamo provato ogni qualvolta abbiamo lasciato qualcosa a metà. Quell’ansia che sale, che avvolge e coinvolge tutti i nostri sensi, ogni volta che ci fermiamo a pensare a quello che non abbiamo fatto.

E non è una cosa che viene dal cuore, o dall’anima affaticata dai rimorsi e dai rimpianti, è il nostro cervello questa volta a dirci che le cose a metà non gli piacciono.

L’effetto Zeigarnik ci ricorda che al cervello non piace ricevere informazioni ambigue o imprecise, questo spiega il fastidio che proviamo ogni volta che ci troviamo in mezzo a situazioni che non riusciamo a spiegare.

Per lo stesso motivo, ci ritroviamo a prestare molta più attenzione alle azioni che abbiamo lasciato incompiute, rimuginando, piuttosto che guardare a tutte le cose che abbiamo realizzato.

Qualcuno trova l’incompiutezza interessante e affascinante, in effetti basta pensare a quelle opere d’arte o alle sinfonie di musica classica che lasciano dei sentimenti contrastanti, ma così intensi nei confronti di chi le guarda o le ascolta.

Ma le cose lasciate a metà, soprattutto se siamo noi le artefici del loro destino, sanno far male. Queste omissioni dolorose creano in noi sentimenti di disagio, rabbia, affaticamento e depressione perché continuiamo a pensare a tutto quello che poteva essere.

E ora sappiamo perché quelle sensazioni che pervadono il corpo e la mente, e minano il nostro benessere, sono incontrollabili. L’effetto Zeigarnik ci insegna che il nostro cervello non ci aiuta ad elaborare queste situazioni, semplicemente perché lui non ama le ambiguità.

Questo non vuol dire che dobbiamo accettare inermi le cose, al contrario, dovremmo imparare a inviare nuovi messaggi al nostro cervello. Come? Accettando semplicemente che non possiamo controllare tutto e che la vita ci metterà sempre davanti a incertezze e ambiguità, a situazioni inspiegabili.

E se siamo noi l’artefici o no poco importa, quello che conta è imparare a vivere il presente perché tutto ciò che è stato, anche se doloroso, inspiegabile e privo di logica, appartiene ormai al passato. Solo accettandolo e vivendo qui e ora, potremmo affievolire quella sensazione ansiosa che domina gli aspetti incompiuti della nostra vita.

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Quell’ansia che sale per tutte le cose incompiute