Sid e Nancy, un amore maledetto

Hanno scelto di condividere insieme quella loro follia, di tenersi per mano nella discesa verso l'inferno. E lì di restare, finché la morte non li ha separati

Tutto quello che sappiamo sull’amore è un miscuglio di favole, leggende e storie reali che si sovrappongono e si confondono senza fornirci una forma concreta e ben delineata, anche perché l’amore una forma forse non ce l’ha. Ha tante manifestazioni, però, alcune delle quali sono a noi totalmente sconosciute.

C’è l’amore maturo, per esempio, nel quale molte persone si rifugiano per trovare l’agognata felicità, e c’è invece chi rischia tutto e per tutto con le follie, i battiti accelerati e le passioni estreme, del corpo e dell’anima. Come è successo a Sid Vicious e Nancy che hanno scelto di condividere insieme quella loro follia, di tenersi per mano nella discesa verso l’inferno. E lì di restare, finché la morte non li ha separati.

Uniti da quel male di vivere che hanno incontrato, Sid e Nancy hanno scelto di farselo in compagnia quel viaggio di dipendenze e auto distruzione. Hanno scelto insieme di affrontare il tragico epilogo di un destino che sembrava già scritto.

Lui, la star dei Sex Pistols, era un bambino con un peso troppo grande da portare addosso. Abbandonato dal padre e costretto a vivere insieme alla madre che era una tossicodipendente conosce durante l’infanzia la parola distruzione, ma questo non basterà a tenerlo lontano da questa. Lui che diventerà il folle, il masochista, quello acclamato e criticato dalle orde di fan deliranti.

È bastato tenere in mano un basso e salire sul palco per diventare l’icona della band più scandalosa di tutti i tempi. Sotto il palco, invece c’era lei, Nancy Spungen che a soli 15 anni aveva ricevuto una diagnosi di schizofrenia. Ma era anche una giovane dal quoziente intellettivo sopra la media e i suoi tormenti interiori la portavano sempre lì, nell’inferno in cui ha trascinato anche Sid.

Aveva solo 17 anni quando a New York lavorava come spogliarellista e faceva uso di eroina. La sua realtà distorta diventa una proiezione davanti all’immagine della band più popolare e trasgressiva del momento. Vola a Londra e diventa la groupie dei Sex Pistols, quella di Sid. Non è un amore a prima vista il loro eppure lentamente riescono a entrarsi dentro per non separarsi mai più. Come un veleno, come una dipendenza, l’ennesima.

È Nancy a far conoscere l’eroina a Sid, a farlo precipitare in quello stesso tunnel che aveva inghiottito sua madre. Ma la droga non calma i loro tormenti, li accentua. Litigano, si amano, fanno pace. Poi si distruggono, da soli e a vicenda, ma sempre insieme. Anche se i compagni della band chiedono al loro amico di lasciare lei, lui non lo farà mai. Non può farlo.

I Sex Pistols si sciolgono e Sid e Nancy volano a New York. Per la loro nuova casa scelgono il Chelsea Hotel, quello leggendario, quello dove i sogni e gli incubi degli artisti prendevano vita. Quello dove l’incubo della coppia si è manifestato per l’ultima volta.

Nancy viene ritrovata accoltellata nella camera d’albergo. È Sid che chiama, agitato e confuso. Confessa l’omicidio in maniera ecolalica. Ha impugnato lui quel coltello che lei le aveva regalato qualche giorno prima. Così viene arrestato e accusato di omicidio eppure i conti non tornano.

Tante le ipotesi ricostruite intorno a quel tragico epilogo. Sid è l’unico indagato eppure, secondo tutte le versioni postume, Vicious non poteva essere stato perché aveva in corpo una tale dose di farmaci che lo rendeva incosciente. Era stata forse Nancy? O lo spacciatore che li aveva raggiunti in camera? La verità non si saprà mai.

Rilasciato su cauzione il 1° febbraio del 1979, Sid decide di raggiungere la sua Nancy e lo fa assumendo diverse dosi di eroina fornitegli da sua madre. Si addormenta e viene trovato morto il mattino seguente. Accanto al suo corpo un biglietto con le sue ultime volontà, quello di essere sepolto al fianco della sua fidanzata con jeans, giacca di pelle e anfibi.

Sid e Nancy

Sid e Nancy